Le ultime giornate del Lago Film Fest: il festival indipendente di cinema che porta il mondo a Revine Lago

Pubblicato il 23 luglio 2026 alle 07:00

Le ultime giornate del Lago Film Fest: il festival indipendente di cinema che porta il mondo a Revine Lago

Dal 18 al 25 luglio 2026, torna a Revine Lago Lago Film Fest: uno dei festival indipendenti di cinema più importanti d'Europa.
Otto giorni di proiezioni, all'insegna soprattutto del cinema sperimentale, tra linguaggi cinematografici molteplici, talvolta ibridi: documentario, fiction, animazione, video arte.
Le opere in concorso, in gran parte inedite, provengono da 33 Paesi diversi; affrontano tematiche attuali e al centro del dibattito internazionale come identità, migrazioni, appartenenza, memoria, corpo, relazioni, ambiente, conflitti e trasformazioni sociali: «Si passa dalle nuove visioni radicali del Sud-Est asiatico alle immagini necessarie di Jocelyne Saab tra Libano e Palestina, dalle pratiche collettive del Collectif Faire-Part alle nuove traiettorie del cortometraggio italiano contemporaneo. Un mosaico di storie che attraversa continenti, culture e modi diversi di guardare il presente» (si cita dal programma). 

Si tratta di un festival diffuso, le cui proiezioni e attività si svolgono tra le rive, i cortili e le piazze di Revine Lago (TV), piccola località della Marca Trevigiana. Una manifestazione di respiro internazionale, ma ancora saldamente ancorata al territorio e alla propria comunità.  

Oltre alle proiezioni cinematografiche, Lago Film Fest prevede altri momenti e attività d'ambito artistico, come concerti, performance, videomapping, installazioni immersive, masterclass, incontri con autori e vari percorsi educativi.

Esordisce in questa 22ª edizione anche la Lago Cine Summer School dedicata a bambini e ragazzi, a conferma dell'orientamento transgenerazionale e proteso verso i giovani talenti emergenti del festival. 

Festival indipendente prima che festival di cinema indipendenteLago Film Fest rafforza la narrazione della propria identità, spostando l'attenzione da un'etichetta di genere a un modello culturale e operativo. Spiega Carlo Migotto, direttore generale di Piattaforma Lago e del Lago Film Fest insieme a Viviana Carlet: «Cinema indipendente è una dicitura ormai abusata. Preferiamo definirci festival indipendente di cinema perché il focus della nostra rassegna è l'urgenza comunicativa del regista, fuori da dinamiche economiche. Godiamo di una piccola parte di sponsor e di una ancor più piccola di contributi pubblici. Le nostre principali risorse sono rappresentate dai 130 attivisti culturali che lavorano nel festival e, naturalmente, dal nostro pubblico».

La storia di un grande festival in un piccolo borgo della Marca

La rassegna nasce nel 2005 a Lago, frazione di Revine Lago affacciata sull'omonimo specchio d'acqua (Lago, omen nomen), grazie a «un'intuizione» di Viviana Carlet e al sostegno della comunità locale.
Nonostante il festival goda ormai di fama internazionale e attiri partecipanti da tutto il mondo, il piccolo borgo ai piedi delle Prealpi Bellunesi che da sempre lo ospita rimane pilastro identitario oltre che prettamente fisico del festival. «Lago, con la sua comunità, è il motivo per il quale il festival esiste - racconta Migotto - non semplicemente il luogo e il primo nucleo in cui è nato». Carlet conferma: «Questa, più che la storia di un festival, è la storia di una comunità che ha creduto che i sogni, quando vengono condivisi, possano diventare luoghi reali».


Una svolta importante avviene nel 2020. Carlet e Migotto (in foto) lasciano la direzione artistica del festival per dedicarsi allo sviluppo di Piattaforma Lago: associazione a capo di Lago Film Fest e degli altri progetti culturali correlati al festival, protesi soprattutto verso la scoperta e lo sviluppo di talenti emergenti. Il Premio Rodolfo Sonego, dedicato all'importante sceneggiatore bellunese scomparso nel 2000, è dedicato alla scrittura per il cinema e offre ai vincitori un percorso di formazione e tutoraggio semestrale. Il Lago Film Residency è un programma di residenze artistiche attivo tutto l'anno a Lago, aperto a registi e artisti quale spazio di ideazione e confronto. 
Dalla Lago Film Residency sono passati, spesso ai loro primissimi esordi, professionisti come Francesco Sossai, originario del Bellunese e collezionista col suo Città di Pianura (2025) di 8 statuette ai David di Donatello, tra cui quella per il miglior film e quella per la migliore regia. 

Nel 2020 la direzione artistica passa ad Alessandro Del Re (oggi responsabile della programmazione di Mubi Italia) e Morena Faverin, mentre nel 2026 a Federica Pugliese, film programmer e curatrice con base a Londra. «Tra gli elementi distintivi del festival - spiega Migotto - c'è il costante rinnovamento dell'organico, specie dell'équipe di selezione delle proiezioni: l'ingresso di nuove figure contribuisce ad ampliare i punti di vista, a mantenere una programmazione eterogenea e aperta a sensibilità diverse». 

Un sogno e una campagna di comunicazione sfidante 

Nel 1929 lo scrittore ungherese Frigyes Karinthy immaginava un mondo sempre più piccolo e connesso grazie ai progressi scientifici. Nel suo racconto Chains nasceva quella che oggi conosciamo col termine divulgativo di Six Degrees of Separation, teoria secondo cui due individui qualsiasi (di ogni classe sociale, di ogni parte del mondo) siano collegati da una breve catena di conoscenze: sei secondo diversi esperimenti iniziati negli anni Sessanta del Novecento. Da questa teoria discende il gioco dei Sei gradi di Kevin Bacon (Six Degrees of Kevin Bacon), ideato nel 1994 da tre studenti dell'Albright College negli Stati Uniti. Assunto ironico ma confermato: attraverso i suoi film, l'attore statunitense sarebbe collegato a tutta Hollywood. 


Se tra giochi e teorie si è dimostrato quanto è piccolo il mondo, Carlet anima la campagna di comunicazione 2026, raccogliendo la sfida dell'interconnessione. Scrive una lettera d'invito a Bacon e chiede aiuto ai seguaci del festival, affinché gli venga recapitata. Il post Instagram da condividere recita: magari conosci qualcuno, che conosce qualcuna, che conosce qualcuno... L'intento non è quello di valorizzare la rassegna con la presenza della star, ma di dare risonanza alla comunità - pubblico, sostenitori, abitanti del posto, addetti ai lavori, artisti - ecosistema del Lago Film Fest e alla forza della rete collettiva. Che Bacon effettivamente arrivi o meno non è questo l'importante, l'impresa comunitaria è l'impresa stessa. 


Noi siamo convint3 che se qualcuno può trasformare questa storia in una missione collettiva siete voi. Perché in fondo non stiamo davvero cercando Kevin Bacon [...]. Stiamo cercando di dimostrare che le connessioni improbabili esistono ancora. Che una comunità può costruire qualcosa di grande partendo da un piccolo lago. E che forse il cinema indipendente europeo si salva così: una relazione alla volta.




Dopo ventidue edizioni, Lago Film Fest continua a occupare una posizione peculiare nel panorama italiano dei festival cinematografici. Alla ricerca di nuovi autori affianca un lavoro costante sul territorio, trasformando per una settimana un piccolo borgo delle Prealpi in un luogo di incontro tra registi, artisti, professionisti del settore e pubblico. Una dimensione che negli anni ha permesso alla manifestazione di crescere senza rinunciare alla propria identità: quella di un festival che punta sulla scoperta, sulle relazioni e sulla partecipazione della comunità come parte integrante del progetto culturale.

L'accesso al festival (tutti gli 8 giorni) ha un costo di 15 euro e i minorenni accompagnati dai genitori entrano gratuitamente. 

Il dossier con tutti i dettagli, le biografie degli ospiti e le schede film sono scaricabili a questo link. 

Lago Film Fest 2026

  • NOTIZIE

scritto da:

Martina Vascellari

Letterata / Clubber / Street food addicted

×