Voglio Andare a Vivere in Campagna Ma in Città... da 98rto on the farm!

Pubblicato il 22 agosto 2020

Voglio Andare a Vivere in Campagna Ma in Città... da 98rto on the farm!

Non sono gli uomini a entrare nella natura ma è la natura che entra nell’animo di ognuno di noi.
Così sostiene Sepulveda ne ‘’il vecchio che leggeva romanzi d’amore’’.
Oggi ho visitato un locale che è un tributo alla natura, una coccola al mondo verde.
Quindi, un po’ come Sepulveda, ho capito che non siamo noi ad inoltrarci nei luoghi immersi nella bellezza, ma sono questi ultimi a entrare in noi e a trovarci anche quando siamo lontani, magari a casa, e riportiamo alla mente un’esperienza memorabile.
Perché questo è stata: un’esperienza memorabile.

A Bari c'è un bistrot unico, decisamente unico, si chiama 98rto on the farm.
Ad aspettarci ecco Marco, il giovane titolare/agronomo che ci abbraccia a distanza, indossando, da protocollo, una mascherina che non riesce a camuffarne il sorriso. Orgoglioso ci mostra quella che considera la sua casa, il suo orto urbano, i suoi campi elisi in piena città.

Ogni dettaglio è curato ed ha una storia, dalle piante affisse alle pareti, alle altalene in sostituzione delle classiche sedute, fino al forno a legna.
Perfino l'arco basso, dalle pareti di calce bianca, ha qualcosa di unico. Certo, ricorda quelli di  Bari vecchia, ma questo non porta dalle matrone delle Orecchiette, no. Questo conduce nell’altra ala del bistrot, una sala speculare alla prima ma arredata come un ristorante un pò più classico. Anima multitasking dunque quella del 98rto, che può sdoppiarsi alla bisogna in situazioni differenti, per la fortuna dei suoi clienti.


Tutto è suggestivo ma allo stesso tempo funzionale: gli interni, il dehor, lo spazio giochi per i più piccoli ma… non riesco più a concentrarmi perchè, come diciamo dalle mie parti: tengo 'na ruggine (ovvero: provo un grande appetito al quale devo subito porre rimedio).

Al tavolo arriva l’antipasto 98rto: cinque diverse portate che spaziano dai taglieri di salumi e formaggi (una selezione tra le migliori di Puglia, vi basti sapere che i formaggi sono firmati dal maestro garganico Ciccio Cafagna) fino a delle vere e proprie sfiziosità appetitose.


Particolarmente apprezzate le poké bowl, una leccornia riletta in chiave mediterranea che, come tutto qui da 98rto, asseconda la stagionalità e gli apporti calorici tra ingredienti. Ve ne sono di 4 tipi: vegana, vegetariana, di pollo e di manzo. Tutte diverse fra loro ma tutte gustosissime e sane (il che non guasta mai!)


Qui mi son ricreduto: parlo dei cosiddetti vegan burger. Si, non si tratta di quei cibi vegani che ricalcano l’aspetto e il colore dei cibi ‘’carnivori’’ dando, però, di polistirolo. Questo Vegan burger non solo non scimmiotta alcun alimento ma è uno dei panini migliori che abbia mai mangiato. Provare per credere! Sarà forse merito della salsa chimichurri, dei carciofi gratinati, o di quello che Marco chiama groviglio di stagione (verdure, erbe spontanee).


Un cenno al black angus pugliese non lo facciamo dopo il tributo al mondo vegan? Certo che si. La carne è squisita e proviene da un piccolo macellaio murgiano.


Come se non bastasse quanto divorato fino ad ora, arriva il Primo.  Si tratta di una delle firme del locale: gli spghetti fluo A.O.P.
Non vi preoccupate, non ci sarà bisogno di un elettricista, si tratta del classico "spaghetto, aglio, olio e peperoncino" la cui pasta, però, è al sentore di rapa rossa. Di lì lo psichedelico effetto fluo. Piatto da leccarsi i bassi, molto bello anche da fotografare!
 
Un pranzo da ricordare quello mangiato tra questi orti verticali, in grado di riconciliarti con la natura, con la bellezza, come dicevo. Ti dimentichi che a pochi metri ci sono le auto, il traffico e le nevrosi della gente. 


Marco, per salutarci come si deve, arriva al tavolo con una deliziosa cheescake alla crema. Ci svela che anche questa portata è soggetta alle variazioni stagionali. La qualità prima di tutto, solo Madre Natura può decidere cosa si mangia qui! La crema è spettacolare. Sai quando dici ''semplice ma fatta a dovere''? E' uno di questi casi.

Un orto dentro un palazzo, uno spicchio di campagna, una fattoria urbana questo 98rto, una fattoria che, soprattutto i Baresi, hanno la fortuna di avere in città, se non addirittura in casa, con un semplice click a questo link: ordinada.it/98rto/ 
 
Beh, che dire, come anticipatovi la scampagnata è stata memorabile. L’atmosfera bucolica, allegra e profumata come in campagna ma confortevole come in città, è qualcosa da memorizzare e da segnarsi.
Aveva proprio ragione Sepulveda: non siamo noi ad entrare nella natura, è lei ad entrarci nell'anima e ad invaderci la testa ed il cuore quando più ne abbiamo bisogno, quando desideriamo evadere, quando vogliamo stare bene.
 

  • RECENSIONE
  • BISTROT

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

IN QUESTO ARTICOLO
  • 98rto

    Via De Amicis 98, Bari (BA)

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