Alessandro e Greta, le anime di Osteria Sgarzarie

Pubblicato il: 6 settembre 2020

Alessandro e Greta, le anime di Osteria Sgarzarie

Alessandro De Rossi dal 1991 è il proprietario di Osteria Sgarzarie, un ristorante nel centro di Verona – in Corte Sgarzerie, uno dei luoghi più suggestivi della città –, affacciato sulla Loggia che cela, sotto il suo pavimento, il Tempio Romano dedicato a Giove, Minerva e Giunone. Un locale storico, il suo, dove si possono gustare piatti gourmand legati alla tradizione non solo veronese ma anche italiana. In questa avventura, iniziata quasi trent’anni fa con la mamma Luisanna, oggi ha scelto una persona di fiducia, Greta, che gestisce Osteria Sgarzarie assieme a lui.

Come è nata l’idea di rilevare un locale?

«È stata un’intuizione. Ero giovane e avevo voglia di mettermi in gioco. Avevo 26 anni e con mia mamma Luisanna, brava cuoca diplomata all’aberghiero, la cui famiglia possedeva un albergo a Bosco Chiesanuova, abbiamo preso l’occasione di rilevare la tavola calda in Corte Sgarzerie nel 1991.»

All’inizio, qual era la vostra proposta culinaria?

«Come la tipica tavola calda: mia mamma preparava 4-5 piatti da portare al locale, come la pasta e fagioli o gli gnocchi, che poi riscaldavamo. Non c’era la cucina ma solo il bancone del bar. Noi abitavamo in centro, a poche centinaia di metri da qui, e non era difficile trasportare le pietanze. Nonostante i mezzi limitati per la cucina, i piatti di mia mamma vennero da subito molto apprezzati.»

Il locale quando si è trasformato da tavola calda a ristorante?

«Nel giro di pochissimi mesi. Mio padre Toni, che ora non c’è più, aveva un certo seguito a Verona, in quanto era proprietario di una galleria d’arte molto conosciuta, lo Studio La Quaglia. Essendo persona di grandi relazioni sociali, era solito intrattenersi nella tavola calda a conversare con i suoi conoscenti e amici. Naturalmente il locale cominciò e riempirsi di clienti, a pranzo e cena, fino a notte tarda. Il passaggio fu quindi obbligato: il locale venne ristruttura creando la cucina e rifacendo i bagni e già a fine del 1991 siamo diventati ufficialmente un ristorante, passando da 4-5 proposte a un menu completo con circa una quarantina di piatti. Per i vini, di cui mi occupo tutt’ora, all’inizio mi feci aiutare da Carlo Nerozzi, il proprietario dell’azienda vinicola Le Vigne di San Pietro, e già presidente del Consorzio tutela Custoza Doc, che all’epoca mi impostò la carta, prediligendo le produzioni del territorio veronese.» 

L’Osteria Sgarzarie è un’attività che porta avanti da molti anni ormai.

«Io e mia mamma gestivamo il locale, lei in cucina e io tra i tavoli, con i clienti. Ma quella mia voglia di tentare nuove sfide professionali, mi ha portato nel 2003 oltreoceano, in Messico. In quell’anno, mantenendo comunque aperta Osteria Sgarzarie, assieme a due soci ho aperto un ristorante italiano a Cabo San Lucas. Fino al 2010 mi sono diviso tra due Continenti per essere presente durante la alte stagioni alternate dei due locali. Durante l’esperienza messicana ho intessuto rapporti professionali anche con un produttore di tequila, la Mexita’s, che ha ricevuto vari premi ed è distribuita in Italia, Messico, Colombia e Giappone. Nel frattempo mia mamma, con l’età che avanzava, si è ritirata dalla cucina – anche se ancora oggi, nonostante i suoi 80 anni passa a vedere se c’è bisogno di un aiuto –. Oggi come mio alter ego al locale c’è Greta.»

Greta è una figura fondamentale per Osteria Sgarzarie.

«È arrivata a Sgarzarie undici anni fa e ha lavorato come cameriera per una stagione. Aveva già una lunga esperienza di sala al ristorante Al Glicine di Corso Milano, famoso per la proposta di pesce. Finita la stagione da noi, Greta ha deciso di confrontarsi con altre realtà sempre nel campo della ristorazione e dopo un paio di mesi è tornata all’Osteria. Oggi è la direttrice. È una persona fidata con capacità gestionali. Con lei decidiamo il menu quattro volte all’anno. Lei si occupa del locale, dal rapporto con i fornitori alla clientela in sala.»

Qual è la vostra proposta culinaria?

«Oltre al pane e alla pasta fresca fatti da noi – una novità degli ultimi mesi – nel nostro menu si trovano piatti tradizionali veronesi, come il risotto all’Amarone e gli gnocchi, presenti tutto l’anno, e una serie di proposte che spaziano sul territorio italiano gastronomico, legate alla stagionalità, con grande attenzione al prodotto d’eccellenza.»

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scritto da:

Serena Dei

Laureata in Giurisprudenza, Serena Dei è giornalista pubblicista e scrittrice. È editor di opere inerenti a cucina, enogastronomia, benessere, attualità e infanzia; collabora con varie testate e case editrici.

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