Dove bere un caffè a 1 euro a Bologna (sì, esistono ancora)
Pubblicato il 8 febbraio 2026
Una volta il caffè a un euro era la normalità. Un gesto automatico, quasi invisibile: entri, “un caffè”, due chiacchiere al banco, moneta sul piattino e via. Oggi no. Oggi il caffè è diventato una piccola decisione economica, un micro-drama quotidiano che ti coglie impreparato davanti alla cassa: 1,20. 1,30. 1,50 se ti va male, con scontrino e senso di colpa incluso. A Bologna, città universitaria, popolare, viva, anche il rito più democratico di tutti ha iniziato a cambiare faccia, seguendo l’onda lunga dell’aumento dei costi, delle materie prime, dell’energia, di tutto.
Eppure, sotto le Due Torri, c’è ancora chi resiste. Bar che tengono duro, che difendono il caffè a un euro come fosse una presa di posizione culturale prima ancora che commerciale. Luoghi dove l’espresso resta un diritto quotidiano. Ecco a voi una mappa sentimentale dei bar di Bologna dove il caffè costa ancora 1 euro.

Sotto l’arco di Palazzo Re Enzo, lì dove in Piazza Maggiore basta parlare piano a una colonna per sentire la propria voce tornare indietro, la Linea nasce all’inizio degli anni Duemila sulle ceneri del più borghese Caffè dei Commerciant. Il locale prende forma con la gestione di Renato Lideo e una scelta chiara fin dal nome, omaggio esplicito ai CCCP: stare “alla linea”, senza ambiguità. Qui il caffè non è mai stato una leva di profitto ma un gesto quotidiano da difendere. All’inizio costava 60 centesimi, poi 85, e per anni La Linea è stata “quella del caffè a 0,85”, citata come eccezione mentre il resto della città saliva. Quando i rincari hanno reso impossibile restare fermi, il prezzo è aumentato di cinque centesimi alla volta. Una resistenza minuta, combattuta tazzina dopo tazzina, fino ad arrivare a quel confine simbolico dell’euro che oggi qui è ancora reale.
Attorno al banco ruota un’idea precisa di spazio pubblico: bagni sempre aperti e gratuiti, wi-fi libero, giornali sui tavoli, un piano superiore concesso a incontri, presentazioni, assemblee.
La Linea
📍Piazza Re Enzo 1/4, Bologna
☎️ 051 2960134

Cristina è il bar. Prima ancora del bancone, prima del caffè. Bolognese netta, diretta, senza intermediazioni: ti parla come si parla qui, ti guarda negli occhi, ti sistema la colazione mentre commenta la giornata.
Il bar La Locura si affaccia su piazzetta Morandi, davanti al complesso di Santa Cristina, ex monastero e oggi sede universitaria, cortili interni e aule che riversano studenti in strada a ogni cambio d’ora. Tradotto: entrate e uscite continue, pause brevi che diventano colazioni vere e proprie. Fuori ci sono pochi tavolini, quattro o cinque, abbastanza per fermarsi al sole nelle mattine giuste. Dentro, lo spazio per restare, mangiare un panino, una piadina, un erbazzone. Qui il caffè costa ancora un euro. Punto. E insieme al caffè c’è un’altra rarità sempre più difficile da trovare: il cornetto a un euro, farcito al momento con quello che vuoi, dal pistacchio alla Nutella, senza supplementi e senza discussioni.
La Locura
📍Piazzetta Morandi 1/C, Bologna
☎️ 333 2902903
La mattina, in piazza Galileo Galilei, si riconosce subito chi sta andando a lavorare. Giacche scure, cartelline sotto braccio, soste brevi prima di entrare in ufficio o attraversare la strada verso la Questura. In mezzo a questo flusso ordinato c’è il Bar Nuovo, che intercetta tutto questo. La piazza è a pochi minuti da Piazza Maggiore, ma abbastanza defilata da restare tranquilla, uno slargo dove il turismo passa ma non domina.
Locale moderno, pulito, riconoscibile dalla facciata arancione e dalle piante rampicanti. Design contemporaneo e atmosfera rassicurante, pensata per chi entra anche solo cinque minuti. Al banco, contro ogni aspettativa da listino, l’espresso si trova ancora a un euro.
Accanto, una selezione di brioches dolci e salate, muffin di diverse dimensioni e biscotti artigianali tutti allo stesso prezzo.
A pranzo il menu si allarga con tramezzini, sandwich, piadine, pizzette e calzoni, fino alle insalate complete e ai primi piatti del giorno, con proposte che vanno dalla vegetariana alla Caesar, dal salmone alla bresaola. È una proposta pensata per chi lavora in zona e ha bisogno di mangiare bene senza tempi lunghi. Nel pomeriggio tornano caffetteria e dolci, la sera si resta su consumazioni semplici.
Bar Nuovo
📍Piazza Galilei 3/C,Bologna
☎️ 051 0562093

Gianni è un nome che resta sospeso. Non ha un volto preciso, non ha un cognome che si tramanda nelle interviste. È rimasto lì, sulla serranda e sull’insegna, dal 1959. Gianni Vini nasce come enoteca di quartiere quando tra via delle Moline e Piazza VIII Agosto Bologna era un’altra città.
Bottiglie sugli scaffali, vino sfuso, gente che entrava per comprare e finiva per passarci tutta la giornata.
Oggi quella storia non è stata imbalsamata. È stata presa in mano. Dal 2018 una nuova gestione ha tenuto l’ossatura e cambiato il passo. Banco che serve caffè, cornetti a lievito madre al mattino, panini a pranzo, vini e taglieri quando la giornata si piega verso sera. Ma soprattutto una lavagnetta che dice tutto: “Caffè napoletano, gusto cioccolatoso e intenso – 1 euro"
Gianni Vini
📍Via Francesco Venturini, 1A, Bologna
☎️ 051 026 1144
Negli anni Sessanta Bologna cresceva verso est. Palazzi nuovi, famiglie giovani, tute blu al mattino e bambini che giocavano nei cortili. In quel pezzo di città tra via Massarenti e viale Felsina, nel 1963 apre una pasticceria con un nome semplice e diretto: Pasticceria del Parco. Non per vezzo poetico, ma per funzione. Era la pasticceria del quartiere, quella dove passare prima del lavoro, dopo la scuola, la domenica mattina con il vassoio in mano.
Da allora sono passati più di settant’anni e la gestione è rimasta familiare, di generazione in generazione. Colazioni, merende, paste fresche ogni mattina, brioche semplici, torte da condividere.
E poi c’è il caffè. Una moneta. Un euro secco al banco. Non per marketing, ma per coerenza: “finché possiamo”, dicono. È lo stesso caffè di sempre, bevuto da pensionati che vengono da una vita e da studenti che scoprono per caso che esistono ancora posti così.
Pasticceria del Parco
📍Via Spartaco 12, Bologna
☎️ 334 9769249

Soprattutto in estate, quando l'aria è fresca all'alba, in via Azzo Gardino c'è già qualcuno seduto con una tazzina davanti. Un insonne romantico, che al Centro Costa ha sempre trovato una porta aperta.
Intorno scorrono decenni di Bologna. Quando questa zona era considerata marginale, quando non c’erano musei né rassegne, questo posto già funzionava come punto di incontro. Intitolato a Giorgio Costa, medico igienista che aveva fatto della cura una pratica quotidiana, il centro ha tenuto insieme anziani, lavoratori, studenti, senza mai cambiare pelle. Mentre fuori arrivavano il MAMbo, la Cineteca, il DAMS, qui si continuava a giocare a carte, discutere, guardare le partite, parlare di politica. Tutto questo viene più facile se il caffè costa un euro. Ma è il giardino il termometro di tutto. È pieno anche d’inverno, con ragazzi seduti all’aperto che ignorano il freddo e pensionati che si ritrovano ogni giorno. Dentro e fuori si alternano dibattiti, concerti, mercatini, proiezioni. Al bar si mangia semplice, si spende poco, anche grazie al lavoro di una cooperativa che forma persone fragili e le rimette in circolo.
Casa di Quartiere Giorgio Costa
📍Via Azzo Gardino 48, Bologna
☎️ 051 551278

Tutti lo conoscono quando scende la sera. I tavolini che non si liberano mai, la fila prima della birra e il Locomotiv di sottofondo che sputa musica e gente. Prima era conosciuto come il "bar dei cinesi", poi più semplicemente "il bar del Dlf". Per tutti il Kinotto è quel punto preciso in cui la notte bolognese si ferma a respirare prima di esplodere. Ma basta tornare la mattina, quando il parco è ancora umido e silenzioso, per scoprire l’altra faccia della stessa storia.
I riflettori si spengono, resta il verde, caffè a prezzo proletario e chiacchiere basse, mentre qualcuno legge il giornale.
Il nome Kinotto è una dichiarazione d'amore agli Skiantos, band bolognese fuori dagli schemi. Kinotto come la bibita cantata e presa in giro nei testi, come quell’ironia bolognese che mescola cultura alta e bassa. Non a caso, qui c’è anche un omaggio a Freak Antoni.
Dentro quattro sale, quattro mondi. Famiglie, studenti, ex ferrovieri, pubblico dei concerti. Tutto insieme, senza recinti.
Kinotto
📍Via Sebastiano Serlio 25/2, Bologna
☎️ 051 0226000

“Barnaut” suona come burnout. Stanchezza sì, ma condivisa. Tradotta in parole, discussioni, risate e bicchieri appoggiati al bancone. Piena zona Bolognina, mentre su via Ferrarese passano bus e macchine senza fermarsi mai, dentro il bar qualcuno entra per un caffè.
Tavolini sul marciapiede, pareti coperte di manifesti antifascisti, locandine di iniziative, grafiche politiche che cambiano spesso. Qui la neutralità non esiste e non interessa. Il caffè deve costare un euro. Capita di sentire parlare di lavoro precario mentre qualcuno svuota un fusto, di diritti e di musica mentre fuori scende il buio.
Al Barnaut il caffè a un euro fa parte dello stesso discorso che tiene insieme prezzi popolari e presa di posizione. Un bar di quartiere, sì. Ma anche una piccola infrastruttura politica.
Barnaut
📍Via Ferrarese 2, Bologna
☎️ 366 1028812
Foto tratte da pagine social dei locali. In copertina Bar La Locura.
Post FB: Gianni Vini.
scritto da:
Classe ’94, curioso per natura e sempre con lo zaino pronto. Dopo una laurea a Bologna e un’esperienza in Australia, ci sono tornato sei anni dopo, scoprendo una città che sa sempre sorprendermi. Osservo, ascolto e racconto quello che vale la pena vivere