I ragazzi del The Race Club stanno ormai spopolando a Roma con il loro nuovo progetto di Charity Drink che unisce solidarietà e crescita aziendale.

Non sono certo i tipi che si piangono addosso Diego e Dario Ferracani, insieme con Fabio Montaruli, soci proprietari del The Race Club Roma. Lo speakeasy di via Labicana, come loro ci raccontano, certamente non ha passato un bel periodo durante questi due anni di pandemia, dove soprattutto i locali notturni come il loro sono quelli che ne hanno subito le conseguenze peggiori. Loro no, non si sono persi d’animo e nonostante tutte le difficoltà e le tragedie – come la scomparsa improvvisa del loro bartender Alessandro a soli 25 anni – hanno trovato proprio nella difficoltà e nella sofferenza la spinta per ripartire ancora più forti di prima con un progetto tutto nuovo e, possiamo affermarlo con orgoglio, decisamente rivoluzionario: la nuova charity drink listI Have a drink: bere bene facendo del bene”.

Un menu cocktail sviluppato dalla bar manager del locale Laura Vannini dove non solo parte dei proventi dei drink vengono donati a varie associazioni di terzo settore: dalla tutela dell’ambiente alla salute, dalla protezione dei diritti dell’infanzia  e a quella di genere, ma sono i cocktail stessi ad essere stati ideati e progettati su misura per questo scopo. Il successo è stato immediato e fragoroso, con decine di migliaia di euro raccolti nei primi mesi di lancio ed il locale sempre pieno. Ma soprattutto loro ci tengono a far sapere una cosa: è un’idea da esportare a tutto il settore della ristorazione. Si può fare impresa alla grande unendo marketing vincente e solidarietà.

Il locale


Il The Race Club è ormai una pietra miliare dei cocktail bar romani, amato e conosciuto per il suo fascino. Si entra da via Labicana in quella che all’apparenza sembra essere in tutto e per tutto una vera officina di moto, ma, aperta una porta nascosta ecco una scala che porta al piano inferiore nella sala dove si sviluppa il locale vero e proprio. Un tempo una vecchia bisca di quartiere, oggi trasformato in un cocktail bar dove il vintage trionfa: mobili, suppellettili, tutto materiale di recupero anni 40 e 50, disposto in maniera elegante e divertente. Ogni angolo è da scoprire, ogni metro nasconde un aneddoto o una sorpresa, come il muro dedicato agli articoli di giornale (originali) americani degli anni ’20 dove si parlava di proibizionismo.

La charity drink list


Appena arrivati al The Race Club si capisce subito che non ci troviamo di fronte al classico cocktail bar in stile retrò, ma piuttosto di fronte a qualcosa di unico nel suo genere, dove ogni singolo dettaglio è studiato, a partire dalla nuova charity drink list. Ogni cocktail è stato ideato e preparato per aiutare un’associazione di terzo settore o un progetto di solidarietà. Il cocktail stesso né costituisce il simbolo, in modo che il cliente capisca cosa e chi sta andando ad aiutare bevendolo. Ovviamente i cocktail sono studiati e preparati per ottenere un grande effetto “WOW!” alla clientela e nulla è lasciato al caso. Facciamo qualche esempio: il Golden Blood (tequila infusa al peperone, succo di lime, vellutata di pomodoro pachino, blend di secret souce Race e spezie varie), un twist del Bloody Mary servito in una sacca di quelle per la donazione del sangue, dedicato alla Croce Rossa Italiana, oppure il Sea-Son (Roku Gin, spirulina, sciroppo di alga nori, succo di limone, soda infusa al prezzemolo bio, japanese bitter umami), un drink azzurrissimo servito in un particolare bicchiere a forma di riccio di mare, dedicato alle associazioni per la salvaguardia dei mari e degli oceani.

I have a drink


Un progetto di charity drink unico nel suo genere, perché sino ad oggi nessuna cocktail list era stata ideata e studiata appositamente per uno scopo benefico. I Have a Drink, Bere bene facendo del Bene di The Race Club, invece, è nata unicamente per questo scopo. Alta qualità, ricerca del bello e dello stravagante, per invogliare una clientela giovane ma ben motivata a fare del bene bevendo bene. Il risultato? Una crescita aziendale esponenziale che ha permesso al The Race Club non solo di ripartire alla grande dopo due anni di crisi, ma di trovare allo stesso tempo il modo di aiutare la società a vivere meglio. Crescita aziendale e solidarietà si aiutano e si sviluppano a vicenda in un crescendo continuo. Un’idea magnifica e unica nel suo genere che, i ragazzi del The Race Club tengono molto a far sapere, non può e non deve rimanere tra le mura di questo locale ma fare tanti proseliti nel mondo della ristorazione italiana.

La bottigliera


Altro gioiello della casa del The Race Club è la ricca bottigliera che si sviluppa un po’ per tutto il locale, dove possiamo trovare bottiglie davvero uniche che fanno la gioia dei grandi appassionati, come ad esempio il Lagavulin 33 anni, ad oggi con sole 60 bottiglie presenti in Italia, due delle quali sono proprio qui e possono essere degustate su richiesta. Sempre in tema whisky, altre bottiglie molto importanti presenti sono il Kavalan 40 anni e alcune "chicche" tra i migliori e rari Macallan.

Un locale per tutti


Il The Race Club è un’associazione culturale e quindi è necessario tesserarsi per poter accedere. I soci, tuttavia, possono beneficiare di tante iniziative particolari e accattivanti che comprendono in caso, sconti, drink omaggio in base ad alcuni obiettivi da raggiungere. E’ obbligatorio prenotare il tavolo con largo anticipo, vista l’alta affluenza di pubblico tutte le sere della settimana. Si fanno due turni di servizio a sera: dalle 22 a mezzanotte e dalle 00:30 alle 3 di notte.

The Race Club Roma
Via Labicana, 52 Roma
Tel: 0696044048


Foto gentilmente concesse da The Race Club Roma

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