​Architettura, design e arte alla “Temporary Gallery” della Terrazza bar al ponte di Verona

Pubblicato il: 24 novembre 2017

​Architettura, design e arte alla “Temporary Gallery” della Terrazza bar al ponte di Verona

A Verona si è inaugurata una mostra davvero particolare, “Maraje&ceffi”, a raccogliere scatti fotografici realizzati in città negli anni Settanta e Ottanta e ritraenti bande giovanili e compagnie di quartiere, denominate, in gergo dialettale, “maraje”, e personaggi singolari nel contesto, “ceffi”.

L’esposizione si tiene nel noto locale “Terrazza Bar al Ponte” in centro storico ed è ideata e curata dal marchio di architettura esperienziale “37100”. Sergio Rocca, designer e creativo del brand, da otto anni regolarmente trasforma il locale in “temporary gallery” e sono mostre di alta qualità, quelle qui organizzate, esempio di ottimale gestione delle risorse, come dimostra anche l’ultima installazione, “Per sempre in guerra-Uomini in armi”, nata con la collaborazione di alcuni famosi reporter di guerra, che ha avuto numerosi elogi di critica.


Incontriamo Sergio nell’incantevole terrazza con vista sul ponte romano della Pietra e chiediamo subito:

Perché portare l’arte in un locale pubblico?

D’istinto mi verrebbe da rispondere “perché no?”, ma la verità è che Nicola - il gestore – ha sposato subito la mia idea, dandomi la possibilità di coinvolgere i clienti con queste esposizioni saltuarie. Diamo loro spunti di riflessione e in questo caso anche di interazione, dato che tante delle immagini che vedi qui oggi, ci sono state donate proprio da clienti del locale. Abbiamo pubblicizzato le nostre intenzioni e la risposta è stata straordinaria.
Progettare e predisporre le installazioni in questi anni è stato, in fondo facile, considerati anche gli spazi limitati del locale; gestire uno spazio proprio, ti libera totalmente dal giudizio del prossimo, fai quello che ti senti di fare e, principalmente, lo fai innanzitutto per te stesso.


37100 si occupa di architettura e design a 360 gradi. Realizzate case, locali, allestimenti museali: come puoi descrivere il mondo del lavoro di 37100?

Progettiamo e realizziamo con le nostre forze lavoro degli spazi da vivere e abitare. Case nuove e ristrutturazioni sono il nostro mondo, ma l’interior design che completa i progetti è il nostro valore aggiunto; gestiamo un gruppo di artigiani che, a nostro parere, sono delle vere eccellenze nelle loro arti.

La figura del “progettista esperienziale” e del progetto educativo collegato ci ha incuriosito, specialmente il concetto di “ricerca dell’anima di uno spazio abitativo”: raccontacelo.

Il lavoro è per me un campo in cui misuro anche la mia personalità. Ho voluto conferire un significato molto forte all’importanza di avere un rapporto personale intenso con il cliente, per poi realizzare la commessa in maniera, direi, sartoriale. Perché questo si realizzi, il cliente deve comprendere la filosofia del lavoro che 37100 porta avanti come una missione: salvaguardiamo mestieri artigianali e quindi culture e tradizioni di un territorio facendo lavorare solo maestranze che hanno scelto di non farsi travolgere dalla politica del basso prezzo e da una globalizzazione dell’estetica. Ormai in migliaia di case troviamo le stesse cose. Grandi magazzini e brand globali hanno invaso il mercato italiano, che è la patria del design.


Anima, sartorialità e spiritualità Tutto questo parla di un’architettura di élite?

Non è così. L’eleganza non è lusso. Ed è alla portata di chiunque. Poche cose sono sufficienti a dare importanza ad uno spazio e proprio l’essenzialità spesso la possiede con naturalezza. Ma l’eleganza va ricercata e non si trova certo in un grande magazzino.

Ma chi decide cosa è elegante?

Elegante è ciò che è eletto per stare in un luogo. Non ci sono dubbi, nè possibilità di interpretazione.

Tuttavia 37100 - come ho letto - fa case, ma non per tutti.

E’ una frase forte, ma racchiude il senso dell’etica che ci contraddistingue. Per accettare una commessa il cliente deve venire a conoscere la gente che si occuperà del suo lavoro. Deve venire a conoscere la terra che li ospita, la terra che difendono con il loro lavoro. Per questo io chiedo al cliente di venire a Verona e a conoscere il suo territorio, che va dalla pianura, al lago di Garda, fino alle montagne. Deve prendersi il tempo per comprendere chi siamo e dove viviamo. Far nascere un sodalizio tra 37100 e il cliente è l’obiettivo di questo modello lavorativo.

Nasce così la definizione di “architettura esperienziale”; prima di essere progettisti e realizzatori, siamo guide al servizio del committente. Con noi egli viene a scoprire un mondo sconosciuto e a crescere personalmente in cultura ed esperienza.

Le montagne sono parte integrante del brand…

Certamente. Sulle montagne 37100 ha portato l’architettura esperienziale alla massima espressione.
Le mie origini, il mio essere uno scalatore e la mia appartenenza alle “Terre alte” mi hanno portato a sviluppare un progetto di lavoro che ha come missione la salvaguardia della cultura e delle tradizioni alpine. La scelta di avere un proprio spazio abitativo in quei territori così straordinari e caratteristici mi ha dato modo di coinvolgere i committenti in un mondo esperienziale fatto di malgari, scultori, artigiani del legno, del ferro, tessitori, contadini, allevatori, tagliaboschi e guide alpine, che, con le loro scelte di vita, tengono viva la montagna.

Proprio in collaborazione con un famoso scalatore e guida alpina veronese, Nicola Tondini –www.kingrock.it - è nato anche un percorso educativo ed esperienziale da proporre a persone che vogliono conoscere la montagna vera. Ospitiamo gruppi in un antico tabià e li accompagniamo su percorsi alternativi, fatti di roccia, arte, cultura e spiritualità. In pratica, li portiamo in alto per raggiungere le profondità di se stessi.

Non mancate una visita alla “Terrazza bar al ponte” per scoprire un’esposizione fotografica originale e inedita, riportata anche nel correlato catalogo in vendita.


“Maraje&ceffi”
Dall’19 novembre al 15 gennaio 2018
Terrazza bar al ponte temporary gallery - Via Ponte Pietra, 26 –Verona
Ingresso libero – Aperto tutti i giorni 9.00-2.00

Trentasettemilacento
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI
  • ARTS

scritto da:

Camilla Cortese

Due lauree, otto redazioni, sette lavori, un licenziamento, due romanzi. Una casa, due gatti, trenta piante, milioni di parole. Del più brutto libro della storia salvo il titolo: Mangia (tutto), prega (la tua psiche), ama (te stesso e chi lo merita).

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