Un impeccabile British Afternoon Tea in uno degli angoli più belli di Venezia

Pubblicato il 8 marzo 2023

Un impeccabile British Afternoon Tea in uno degli angoli più belli di Venezia

Sotto Carnevale si sa che a Venezia l’atmosfera e le giornate come il Giovedì Grasso sono piuttosto sentite. Ci si aspettano abbuffate, di carne ma anche soprattutto di frittelle e galani, insomma, crepi l’avarizia e butta giù tutto. Quello che non mi sarei aspettato però è l’evento che si è svolto alla Torrefazione Cannaregio, proprio il pomeriggio del Giovedì Grasso, il 16 febbraio. Poco a che fare con il Carnevale, ma non si può nemmeno dire che non sia mancato l’ottimo cibo, in quella che di fatto è stata l’apertura di una finestra su un mondo che un po’ conosciamo, ma in modo decisamente superficiale. Quello che Maela Galli della Torrefazione Cannaregio ha organizzato assieme alla sommelier del tè di Ar-Tea Academy Gabriella Scarpa è infatti una vera e propria proposta del rituale dell’Afternoon Tea all’inglese.

Ma procediamo per gradi: la location. Il locale lo conosciamo già, una torrefazione storica con mescita che ovviamente fa del caffè il prodotto di punta, ma dove è anche presente un’ampia selezione di tè. Un posto che si ispira direttamente alle caffetterie del Nord Europa, che oltre a dei locali sono anche un po’ dei salottini, dove la gente si incontra e si ferma, chiacchiera, si riposa e si gode l’atmosfera, quindi adattissimo nello spirito a ospitare questo tipo di evento.

Sì, perché l’Afternoon Tea nasce verso il 1840 da un piccolo capriccio della Duchessa Anne di Bedford. Dopo un pranzo assai poco appagante, a metà pomeriggio venne presa da un certo languore e decise di farsi servire un tè accompagnato da qualche sfiziosità…


Come arrivo vengo subito accolto da Maela e Gabriella, e fatto accomodare a un tavolino con altri ospiti. Le tazze da tè, ci tiene subito a sottolineare Gabriella, sono tutte di diverse provenienze ed epoche, dall’ottocento in poi, tutte di ceramiche finemente decorate e ovviamente di produzione artigianale. A me ne capita una con una fine decorazione dorata che rappresenta una cornucopia, il simbolo della fertilità e dell’abbondanza. Viene immediatamente servito il tè, che sarà lo stesso per tutta la degustazione: un Darjeeling, dall’omonima regione indiana, un tè nero cresciuto in altitudini elevate e che per le sue caratteristiche si avvicina molto al tè verde, quindi con sapore sì corposo ma anche delicato.


Arriva poi la prima parte del finger food: sia salato che dolce, di diversi gradi, che per tradizione vanno consumati appunto dal salato al sempre più dolce, ma alla fine, come dice Gabriella, ognuno avrà il diritto di provare l’ordine che preferisce. Intanto, questa prima portata prevede sandwich e scones. Quindi, dal salato: i sandwich sono tre, ognuno di forma diversa e sono un classico della tradizione britannica. Burro e cetriolo, salmone e cream cheese e uova e crescione (qui benissimo sostituito con l’erba cipollina, più per una questione di avere un prodotto fresco a km 0).


Ma il pezzo forte che ha conquistato un po’ tutti è lo scone. Di origine scozzese, è un panetto al burro di dimensioni e forma non così dissimile da una classica frittella, né troppo dolce né troppo salato. Lo scone va quindi aperto a metà e accompagnato da marmellata di fragole e clotted cream. Anche qui, un po’ per lo stesso motivo di prima, la clotted cream è stata sostituita dal mascarpone. Gli scones poi sono soggetti da una piccola annosa questione: nel dolcetto aperto va messa prima la marmellata o la clotted cream (mascarpone)? La risposta è ovviamente duplice e sta a chi mangia di scegliere di seguire la “scuola” della Cornovaglia o quella del Devon. E ovviamente Gabriella ci invita a provare ora mascarpone e marmellata e poi viceversa, e decidere quale si preferisce.


Tra chiacchiere e aneddoti curiosi (e tra tante tazze di tè!) si arriva alla seconda portata, tutta dolce senza compromessi. Ci sono gli shortbreads, un superclassico, i tipicissimi biscotti al burro, qui in forma “finger” ovvero rettangolari e allungati, come un dito, con lo zucchero in grani grandi sulla parte superiore. Un sapore che mi ricorda in qualche modo tanto l’infanzia…

E poi, si chiude con il piatto più goloso, una squisita, cremosa e dolcissima torta con nocciole e arancia, di quelle fatte in casa e si sente molto bene (ma che alla Torrefazione le torte fossero squisite di certo non lo scopriamo oggi!).

Insomma, cosa rimane di questa esperienza? Non solo un ottimo tè, non solo spuntini sfiziosi, ma anche un tuffo gastronomico in un’altra cultura. E non solo, perché l’Afternoon Tea oltre che un pasto è un momento sociale, si chiacchiera, si scoprono cose nuove e si fa anche un po’ di gossip. Uno spirito che, nonostante fossimo assai distanti dalla Gran Bretagna, Torrefazione Cannaregio e Ar-Tea sono riusciti a ricreare con successo.

Torrefazione Cannaregio
Fondamenta dei Ormesini, 2804 - Cannaregio (VE)
Tel. 041716371

  • RECENSIONE
  • CENA BLOGGER
  • SWEET HOUR

scritto da:

Damiano Fantuz

Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta

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