Il ristopub della Birra: Alessandro e Mary raccontano il Doge Zero

Pubblicato il: 7 febbraio 2019

Il ristopub della Birra: Alessandro e Mary raccontano il Doge Zero

Per i fratelli Giuman lo homebrewing iniziò come un semplice passatempo. Presto, però, questi due ragazzi di Zero Branco si accorsero che la loro birra piaceva a tanti… Anzi, a troppi. Troppi per non decidere di trasformare quella passione in un’impresa: il Birrificio del Doge. Da lì ne è passata di acqua –o meglio, di birra- sotto i ponti: nel marzo 2014 la prima cotta, poi la rapida crescita produttiva (da qualche migliaio di litri fino a farne 200.000), birra venduta a fiumi in Italia come in Russia, Spagna, Danimarca, Finlandia, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda. Nel maggio 2015 la scelta di buttarsi nel mondo della ristorazione: apre così il primo locale, la Lanterna del Doge, al posto dell’ex Lanterna Blu (famoso un tempo per la paella). A fine 2016, per esigenze di spazio, la scelta di acquisire un altro capannone a Zero Branco in zona industriale, vicino alla centrale produttiva, dove edificare un beershop.
Qualche mese fa, l’ultimo step evolutivo: assieme alla sua Mary, Alessandro Giuman in questo gran beershop ci ha aperto un ristopub: il Doge Zero.
 

Partiamo dal principio, ragazzi. Qual è il segreto della vostra birra artigianale?
Alessandro – Secondo me il segreto della nostra birra è il fatto di essere una birra semplice. Un prodotto semplice, beverino. Intendiamoci: anche noi facciamo birre speziate, fruttate, etc. etc., ma innanzitutto cerchiamo di offrire un prodotto bilanciato, equilibrato al palato. Una “semplice” birra buona. Questo è il segreto.
 
Una birra semplice in un locale nuovo. Anche il Doge Zero segue la filosofia della semplicità?
Mary - Sì, un locale semplice, lineare, senza troppi fronzoli. E’ una filosofia che incarna peraltro già da qualche anno pure l’altro nostro locale, la Lanterna del Doge.
 
Parliamo un po’ della proposta culinaria.
Mary - Si parte dai pranzi veloci con menù alla carta: non un prezzo fisso ma un menù ridotto con prezzi da easy lunch. Dopo la finestra-pranzo, riapriamo alle 17 per l’aperitivo.
 

Aperitivo: parola magica.
Alessandro - Sì, ma non nel senso comunemente inteso… Perché da noi si fa aperitivo a base rigorosamente di birra. Potremmo chiamarlo “Birraperitivo”: infatti da noi non si beve spritz o vino, ma solo ed esclusivamente la nostra birra. Diamo valore a ciò che facciamo.
 
Immagino che anche la cena sia sviluppata per valorizzare la birra.
Alessandro - Cucina da Ristopub. Puoi mangiare un hamburger, un piatto di pulled pork affumicato a bassa temperatura, ma anche un piatto di gnocchi al ragù d’anitra, magari abbinandoli –gli gnocchi- ad una Helles od una Marzen di nostra produzione.
 
Quindi anche cucina tipica tarata sulle vostre birre. Alla gente piace?
Mary - Eccome! Gli gnocchi con radicchio e ricotta affumicata vanno via che è un piacere, come la tartare di fassona piemontese con capperi, pomodorini e olive taggiasche, ad esempio.
 

Snack tipo club sandwich? Insalate?
Alessandro - Club sandwich no, perché rappresentano il core dell’offerta dell’altro nostro locale, la Lanterna del Doge, da cui vogliamo un po’ distinguere. Insalate e insalatone sì, assolutamente.
 
Qualcosa di vegano?
Alessandro - Sì, un piatto in particolare. L’hamburger di lupini con verdure grigliate e maionese vegana. Piace molto.
 
Dolci fatti in casa?
Mary - Solo uno, immancabile: il tiramisù di Cristian, il nostro cuoco.
 
Menù bambini?
Mary - Naturalmente: cotoletta di pollo, wurstel, hamburger, tuti con patate fritte, oppure il classico toast.
 
Vedo che avete anche tanti tè ed infusi.

Alessandro - Sì, e ci teniamo moltissimo. Perché non si tratta di tè ed infusi normali, bensì ognuno studiato per offrire il sapore di una data birra. Lo capisci già dal nome dei nostri tè: Weizen flavour tea, APA flavour tea, Vienna Lager flavour tea, e via dicendo…
 

Eventi?
Mary - Sì, durante l’inverno eventi enogastronomici incentrati sulla birra, in estate invece serata musicali nel nostro spazio esterno.
 
A proposito, quanti posti avete dentro e fuori?
Alessandro - Dentro 40 posti, fuori 60. C’è tutto lo spazio che serve per organizzare belle feste. Siamo in zona industriale, quindi non abbiamo problemi di rumore o di parcheggio…

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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