Tre amici e una visione vincente: come la Lessinia è finita dentro a una focaccia

Pubblicato il: 19 agosto 2020

Tre amici e una visione vincente: come la Lessinia è finita dentro a una focaccia

Sono giovani e con tanta voglia di fare. Un giorno, dopo anni in cui ognuno aveva preso strade diverse, Amarildo, Steven e Alessio di fronte a un piccolo locale chiuso hanno un’intuizione. Davanti a una birra, o forse anche a un paio, hanno cominciato a progettare La Figaccia. Le idee non mancano. Un luogo in pieno centro a Verona, tra Castelvecchio e l’Arena, dove mangiare esclusivamente prodotti della Lessinia, la zona montana veronese, ricca di tradizioni e di una cultura gastronomica importante. Troppo semplice però proporre i classici taglieri di affettati e formaggi, ci voleva quel quid in più che potesse essere più “diretto”. Un cibo take away, da gustare anche a casa. E così la Lessinia è finita dentro a una focaccia.

Come è nata l’idea?

«Io vivo a Boscochiesanuova – racconta Amarildo –, uno dei comuni che fanno parte della comunità montana della Lessinia. Vengo da una lunga esperienza di catering. Da sempre sono amante dell’enogastronomia delle mie zone e sono fermamente convinto che debba essere valorizzata e fatta conoscere anche alle nuove generazioni. Un’educazione al mangiare ciò che il nostro ricco territorio ci offre. I miei due amici e soci, che vivono a Verona, hanno sposato in pieno questa mia intenzione e così ci siamo messi all’opera per realizzare il nostro progetto. A maggio del 2019 abbiamo inaugurato La Figaccia.»

Vi siete messi all’opera nel vero senso della parola.

«Sì – spiega Alessio –. Tutto quello che si vede nel nostro locale è “opera” nostra, dai lampadari, creati da noi, al restauro dei pezzi storici come la ruota e la scala, al piano di legno per degustare la focaccia. Abbiamo utilizzato materiale di recupero. Il bancone è stato creato appositamente per noi da alcuni amici esperti in questo tipo di realizzazioni. Volevamo dare l’idea di una casa di montagna. Vista, gusto e tatto vanno di pari passo nell’approccio alla valorizzazione di un territorio.»

Perché una focaccia?

«Siamo tutte tre dei buongustai – dice Amarildo – e l’dea della focaccia, un tipo di lievitato che qui da noi è poco utilizzato come alternativa al classico pane, farcita con i prodotti del territorio ci aveva convinto da subito. Volevamo dare un’alternativa ai veronesi rispetto alle classiche paninoteche. Abbiamo fatto il giro dei produttori della Lessinia e abbiamo selezionato ogni prodotto cercando di valorizzare tutti i paesi che ne fanno parte.»

In carta ci sono le proposte con titoli particolari, come La Ex.

«Ci piace divertirci e non prenderci troppo sul serio – aggiunge Alessio –, così la lista delle focacce, i cui abbinamenti sono stati provati e studiati da noi, ha nomi evocativi. Hanno dei legami con la nostra vita quotidiana, come La Ex, La Figaccia – in omaggio al nostro locale –, La Gang (ovvero la banda, noi tre), L’Amante… (ride, nda) e mi fermo qui che è meglio…»

Quali sono i progetti per il futuro?

«Siamo partiti con il piede giusto – spiegano Alessio e Amarildo –, abbiamo capito che il prodotto piaceva e il ritorno della gente c’è stato,soprattutto con il passaparola. Abbiamo avuto turisti dall’estero che sono ritornati appositamente. Ora il Coronavirus ha congelato alcuni eventi che avevamo in programma, come le degustazioni qui nel locale o le serate in collaborazione con i nostri produttori. Ma l’iniziativa non ci manca e non appena si presenterà l’occasione siamo pronti per ripartire su più fronti. il sogno nel cassetto è aprire, sempre gestita da noi, un’altra Figaccia nella parte oppopsta della città.»

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Serena Dei

Laureata in Giurisprudenza, Serena Dei è giornalista pubblicista e scrittrice. È editor di opere inerenti a cucina, enogastronomia, benessere, attualità e infanzia; collabora con varie testate e case editrici.

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