Insolito è l’aggettivo perfetto per descrivere la storica trattoria di via Gabriele d’Annunzio. L'Insolita Trattoria Tre Soldi è ancora oggi conosciuta e apprezzata per la sua cucina tradizionale ma ha saputo nel corso degli ultimi anni affiancare una proposta più creativa e di sicuro innovativa per un’attività ormai giunta alla quarta generazione. Il merito è dell’attuale titolare Lorenzo Romano che ha saputo conservare il bello della tradizione portando una ventata di novità nel menu. Ecco perché, oltre ai grandi classici, si possono apprezzare a cena piatti surrealisti: dove l’aspetto visivo gioca un ruolo di primo piano.

In pausa pranzo vince la tradizione

Il menu dell’ora di pranzo rende onore alla storia del locale. Si ritrovano tanti piatti della tradizione toscana: dal tonno del Chianti ai tortelli di patate, la tagliata Tre soldi e la bistecca alla fiorentina. Per chi ha poco tempo e deve rientrare in ufficio c’è la formula “business lunch” studiata per i lavoratori.

La sera c'è spazio per sperimentare

Il bello comincia la sera, dal lunedì al sabato, quando accanto a un menu tradizionale, il cliente può allargare i suoi orizzonti culinari con piatti che non sono quello che sembrano. Proposte che Lorenzo Romano definisce “surrealiste”, per non dire “illusioniste”. Di certo è un tipo di cucina che sarebbe piaciuta al pittore Magritte e che rende omaggio alla sua opera più celebre: la pipa che non è una pipa. Ecco la cucina proposta da Romano non solo non è quel che sembra ma è in grado di soddisfare anche il gourmet più esigente. Ben rappresenta la proposta insolita il piatto “Ceci, n’est pas un Tomate”, che si spalma ma non è un pomodoro. Insomma si va alla scoperta di sapori del tutto nuovi.

Una formula speciale per la domenica 

L’Insolita Trattoria Tre Soldi per l’ultimo giorno della settimana preferisce muoversi su un terreno legato alla tradizione, con un menu abbastanza classico che riscopre il bello del pranzo della domenica e propone un servizio più rilassato e familiare. 

Una carta dei vini che fa felici tutti

La carta dei vini conta quasi 300 referenze, con etichette di grandi case vinicole e di piccoli produttori che non superano le 20mila bottiglie all’anno. La preferenza va ai rossi, che ben si sposano con la cucina proposta. Bianchi bollicine e rosè vanno a completare la proposta dei vini.

Di generazione in generazione

La trattoria a due passi da Coverciano ha una lunga storia familiare in quasi 70 anni d’attività. A cominciare fu il bisnonno Torello, seguito dal nonno Santo e poi da Massimo Romano. Negli anni Duemila si è affacciata la quarta generazione, rappresentata da Lorenzo Romano, figlio di Massimo e oggi alla guida del ristorante.

Un ambiente caldo ed accogliente

All’inizio l’attività della famiglia Romano era un banco alimentari con cucina e nel tempo si è trasformata in trattoria. Conserva il sapore di una volta anche l’ambiente in virtù delle pareti con le pietre a vista e  un servizio accogliente e alla mano che ti fa sentire subito a casa.

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