Il polpo alla brace più buono del mondo ritorna al futuro

Pubblicato il 23 maggio 2022

Il polpo alla brace più buono del mondo ritorna al futuro

La gente che esce di casa per cenare, quelli che vanno fuori a pranzo, il popolo degli aperitivi e persino coloro che passeggiano sgranocchiando di tanto in tanto, sono tutti accumunati solo da una cosa: la ricerca dell’expercience

E ci credo: in un mondo in cui tutti i locali tendono a somigliarsi sempre più (tanto negli arredi quanto nell’offerta food) l’experience è merce rara. Ma di cosa si tratta precisamente? L’experience, ovvero l’esperienza, è un qualcosa di unico, inconfondibile ma allo stesso tempo indefinibile. Si sa solo che lascia una sensazione speciale ed un ricordo incancellabile nella memoria del cliente.

Se la tradizione è sacra, il posto nel quale siamo oggi è un po' il tempio della gastronomia marinara. Oggi siamo alla Baia di Torre Canne, e se siamo qui è perché sono certo che, ‘sta benedetta experience, la troverò e soprattutto la proverò.

Il locale si sviluppa sulla linea di costa, una lunga striscia di legno che, come un bianco veliero, si specchia sul mare regalando ai passanti ed ai turisti fortunati il riflesso della sua bellezza.


Marco, il proprietario, mi dice che questa attività è sorta nel 1975, nacque quasi per gioco quando, una sera, nel chioschetto sul mare in cui suo papà vendeva il pesce, gli amici presenti allestirono una brace e vi arrostirono uno dei polpi che era rimasto invenduto sul bancone, presentandoglielo ancora fumante, fra due fette di pane. Loro non lo sapevano ma avevano involontariamente avviato la leggenda della Baia, un sortilegio magico che dopo quasi 50 anni dura ancora!

Certo, in tutti questi decenni, più volte l'offerta ristorativa è stata implementata e rettificata, senza mai tradire il cliente e senza smettere di offrirgli prodotti di qualità.

Negli ultimi anni, tuttavia, si è assistito ad un vero e proprio ritorno alle origini: Marco ha fatto tornare la Baia quella che era un tempo, ovvero la miglior braceria di polpo del mondo, senza tutti quegli artifizi che stavano rendendo l’attività di famiglia sempre più un ristorante come gli altri. Marco va fiero di questo “ritorno al futuro” cosi com’è orgoglioso del suo ruolo di Custode della tradizione gastronomica marinaresca. Qui si preserva l’identità del panino di mare, autentico, senza edulcorarlo con troppi condimenti e senza quegli elementi modaioli che spesso alterano il sapore autentico di mare. Al massimo, qui ci aggiungono un intingolo segreto, una salsa la cui ricetta è gelosamente custodita dalla famiglia fin dal 1975, manco fosse il segreto di Fatima!


Nella descrizione del menù partiamo proprio da sua maestà il panino con il polpo alla brace: profumato, delizioso, con quelle meravigliose bruciacchiature e contemporaneamente con le carni tenerissime.


Passiamo al panino col tonno e… basta! Carne saporita e succulenta e nessuna cosa inutile adagiata sopra! Anche in questo caso si resta partigiani della tradizione.

Veniamo al panino con il pesce spada che per bontà e gusto non avrebbe nulla da invidiare al marlin di Hemingway: è un panino da romanzo!

Sulle assi di legno bianche della sala ci sono tavolini e sgabelli, certo, ma nel rispetto della tradizione originaria, è stato eliminato il servizio ai tavoli. Al cliente pertanto suggerirei di rivivere in toto questo ritorno al futuro, e, dopo aver ordinato un panino, di mangiarselo in riva al mare, con la schiuma delle onde che quasi gli carezza i piedi. Ah, si! Eccola l’experience, è arrivata! Questa è la fantomatica esperienza in grado di farci godere come Winnie the Pooh con un barattolo di miele tra le zampe.


Golosissima la frittura di calamari e gamberi, degno di menzione particolare anche il pane che non trasgredisce il diktat di Marco: si tratta di una semplice rosetta, morbida e profumata. Un formato di pane cosi buono che poi è stato adottato anche da tanti altri locali che servono panini di pesce.

Il servizio in cucina è rapido ma attento, potremmo definirlo meticolosamente veloce, la carta dei vini essenziale e perfettamente a corredo dell'offerta mangereccia, cosi come la scelta delle birre: a qualche chicca per i palati più raffinati, si affiancano i grandi classici intramontabili: le bionde che vanno sorseggiate ghiacciate, sul mare, dopo aver dato un morso libidinoso al panino. Ah si! Eccola, di nuovo, l’experience! L'ho ri-provata ed è stato di nuovo incredibile. E a voi non resta che imitarmi e venire qui alla Baia a Torre Canne, prendere un panino sul mare, una bella birrozza, e per magia… ritornare al futuro!

La Baia. Via Eroi del Mare - Torre Canne (BR). T: 3924718175

  • RECENSIONE
  • STREET FOOD

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

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