La Valpolicella del vino in formato digitale

Pubblicato il 1 dicembre 2020 alle 19:12

La Valpolicella del vino in formato digitale

Slitta al 2022 l'Anteprima Valpolicella ma 26 e 27 febbraio 2021 si terrà il Valpolicella annual conference online

Il Consorzio Tutela vini Valpolicella annuncia oggi che non si terrà la consueta Anteprima Amarone 2021, che slitta al 2022. In cambio presenta una grande novità: il passaggio al digitale. 

Infatti, dato il perdurare della crisi sanitaria, il Consorzio ha deciso di rimandare al 2022 la propria Anteprima dedicata all’annata 2017 ma allo stesso tempo di rilanciare l’attenzione sul territorio con un evento online multicanale, previsto il 26 e 27 febbraio del prossimo anno, che coinvolga a livello internazionale produttori, istituzioni, buyer e stampa specializzata.

Il passaggio al digitale 

Spiega Christian Marchesini, Presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, “Stiamo lavorando per essere la prima denominazione italiana che in questo periodo di difficoltà vira su una soluzione smart all’avanguardia, aperta ai più moderni sistemi di condivisione in streaming e tasting a distanza con personal-delivery di campionature ad hoc. Con il Valpolicella annual conference in formato digitale saremo in grado di dialogare con tutti gli stakeholder interessati a una denominazione che conta ogni anno su un giro d’affari di circa 600 milioni di euro”.

Il Valpolicella annual conference sarà online

Il tutto inizierà con un'anticipazione prevista per giovedì 25 febbraio: un momento di aggiornamento digitale dedicato ai Valpolicella wine specialist.

Poi si parte ufficialmente venerdì 26 febbraio con un focus dedicato ai produttori sui nuovi scenari distributivi di vino nel mondo e sulle nuove scelte in materia di marketing e strategie commerciali.

A seguire, via agli smart tasting di Amarone, Ripasso e Valpolicella con la stampa e i buyer internazionali. Sabato 27 febbraio, spazio all’evento istituzionale con i principali rappresentanti di governo del settore Ue e italiani. In primo piano, le politiche nazionali ed europee a sostegno dei mercati. Si prosegue con gli approfondimenti sulla denominazione, un’indagine sul mercato della Valpolicella, e un focus sul cambiamento climatico.

Nucleo centrale dell’evento, sarà una piattaforma che gestirà le dirette streaming web-based (cioè utilizzabile direttamente da browser) in grado di andare live sui principali canali social internazionali.

Valpolicella: Consorzio e denominazioni 

Sono quasi 8.300 gli ettari vitati nei 19 comuni della Doc veronese Valpolicella. Nella provincia leader in Italia per export di vino, sono 2.273 i produttori di uve e 272 le aziende imbottigliatrici in una denominazione in cui il Consorzio vanta oltre l’80% della rappresentatività. 

Nato nel 1924 il Consorzio è una realtà associativa che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona.
La rappresentatività molto elevata (80% dei produttori che utilizzano la denominazione) consente al Consorzio di realizzare iniziative che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, la sua storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo.

L’area di produzione è molto ampia ed è riconducibile a tre zone distinte:
- la zona Classica, (Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar)
- la zona Valpantena, comprendente l’omonima valle
- la zona DOC Valpolicella, con Verona, Illasi, Tramigna e Mezzane

Le varietà autoctone che danno vita ai vini delle denominazioni vini Valpolicella sono: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.

I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella, entrambi docg.

Photo Credits: Foto di alohamalakhov da Pixabay 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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