Elena Bernardi e il suo Ai Navigli: io lo curo con amore e lui mi rende felice

Pubblicato il 1 novembre 2021

Elena Bernardi e il suo Ai Navigli: io lo curo con amore e lui mi rende felice

Certe storie d'amore sono fulminee, fugaci e intense. Altre sono destinate a durare per sempre perché si basano sull'amore e la dedizione incondizionata: è un rapporto che cresce e si fortifica, che anche quando diventa faticoso ripaga di tutti i sacrifici. L'amore di Elena Bernardi per il suo ristorante Ai Navigli è del secondo tipo e dura dal 2009 senza che la fiammella abbia mai vacillato. "Quando sono nel mio ristorante lascio fuori i pensieri e durante il servizio sono felice"

Elena, come sei arrivata a fare dei Navigli un punto di riferimento per la cucina di pesce di livello qui a Padova? 
Non provengo da una famiglia di ristoratori, eppure l'amore per il pesce deriva proprio da lì: per me è sempre stato sinonimo di festa, sin dall'infanzia. Mi occupo di ristorazione da vent'anni, prima gestivo un rinomato ristorante di pesce sulla Riviera del Brenta poi però mi sono innamorata di questa location e, dal momento che gran parte della mia clientela proveniva da Padova... mi sono detta: "Perché no?". Ed ora eccomi qui. 


Quanto c'è di te in questo ristorante? Ai Navigli ti somiglia? 
Posso semplicemente dirti che questo locale è come quel vestito che se non metti tutti i giorni non ti senti bene. Io sono sempre operativa, in questo momento mi dedico di più all'organizzazione generale, al marketing e alla comunicazione ma è durante il servizio che mi godo davvero tutti i frutti del mio lavoro: in quel momento sono felice. Ad ogni modo credo che il mio amore per la qualità, per il bello e per l'accoglienza si rispecchi in tutta quella che è l'esperienza Ai Navigli.

Si può dire che siate cresciuti insieme?
Sì, anno dopo anno è stata una continua crescita lavorativa e personale. Tra l'altro anche mia figlia Laura mi affianca al ristorante, ormai da cinque anni. Si sta formando e si impegna molto, e io apprezzo davvero la sua devozione e il suo aiuto. Questo è un lavoro continuo di ricerca, di perfezionamento di tutti quei tasselli che compongono l'esperienza Ai Navigli, ci tengo che tutti i nostri ospiti si sentano coccolati, nella totale tranquillità e che possano vivere un'esperienza tutta loro, di assoluta privacy. A volte, per questo motivo, limito persino le prenotazioni...


Immagino che questo aspetto sia davvero apprezzato!
Il complimento più bello che ricevo dai clienti è: "Grazie, ci siamo sentiti come a casa". Cucina e accoglienza vanno di pari passo, è così che si passa dalla "semplice" cena ad un'esperienza gratificante a 360°.

A proposito di cucina... so che c'è una bella novità!
Sì, sono molto fiera di dire che dal mese di marzo la cucina di Ai Navigli può contare su Matteo Pezzuolo. È uno chef molto giovane ma di grande capacità ed esperienza che viene da un percorso lavorativo d'eccellenza a fianco dello chef Andrea Migliaccio (ristorante L'Olivo del Capri Palace Hotel due Stelle Michelin). Matteo ha portato una sferzata di novità e creatività, inoltre è un vero maestro nell'equilibrio dei sapori! Grazie alla sua guida e alla collaborazione con Leonardo Zuin, che è qui con noi da cinque anni durante i quali ha dato un grande contributo, la cucina ha ritrovato una nuova spinta. La clientela se n'è accorta subito e ha risposto alla grande tanto che il suo Trancio di soaso, patate e maionese alla colatura di alici è già un must!


Vista la recente novità, è troppo presto per chiederti se hai qualche progetto per il futuro? 
Per ora mi sto godendo questa ventata di freschezza e di consensi, cercando sempre di aggiustare il tiro con piccoli dettagli migliorativi, ad esempio sto cambiando il tovagliato, la mise en place... un passo alla volta, con tanta dedizione, mi piacerebbe che Ai Navigli avesse un'opportunità di crescita ulteriore, magari un importante riconoscimento ufficiale. Io intanto preparo la strada. 

A proposito di riconoscimenti, cosa mi dici del Premio Cinema & Industria 2021?
Sono stata molto felice di ricevere questo premio che viene conferito alle aziende e agli imprenditori che con le loro attività promuovono il territorio, la cultura e l'arte. Ma sono ancora più soddisfatta delle cieca fiducia che molti artisti del panorama italiano e internazionale ripongono in me e nel mio ristorante. Il primo grande nome a sedersi ai nostri tavoli fu Paolo Conte, poi Mario Biondi, Neri Marcorè, Vittorio Sgarbi, Biagio Antonacci, Filippo Neviani (Nek)... storie di vita che si incrociano qui Ai Navigli e continuano a stupirmi, giorno dopo giorno.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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