Dove bere uno spritz fuori dal Quadrilatero di Bologna
Pubblicato il 19 aprile 2026
C’è un dettaglio che rende lo spritz più interessante di quanto sembri. Prima di diventare il re social dell’aperitivo, era un gesto quasi di diluizione diplomatica. Tra fine Settecento e Ottocento, sotto la dominazione asburgica nel Lombardo-Veneto, i soldati austriaci trovavano i vini locali troppo intensi e li “spruzzavano” con acqua: da lì spritzen, da lì spritz. Solo dopo sarebbe arrivata la versione bright che conosciamo oggi, con il rito, il colore, il ghiaccio, il calice e tutta la golden hour che si porta dietro.
A Bologna, per anni, questo rito ha battuto soprattutto dentro al Quadrilatero, il ventre medievale della città. Vicoli stretti, botteghe, mercato, passaggio continuo, fame, sete, casino. È lì che il bere veloce e il mangiare bene si sono concentrati per storia e geografia urbana. Solo che la mappa dell’aperitivo da tempo ha fatto spillover. Fuori dal giro classicone del centro, quartieri come Cirenaica, Pratello, Bolognina e Santo Stefano si sono presi il loro spazio con bar che funzionano come piccole oasi di zona. E allora ecco otto indirizzi da segnarsi per bere uno spritz a Bologna quando vuoi uscire dal solito loop del centro storico.

A pensarci bene è un paradosso perfetto. Un bar senza nome dovrebbe sparire nella memoria, invece a Bologna è successo il contrario. Il Senza Nome si chiama così proprio perché l’idea dei fondatori era spostare il centro dall’insegna alla relazione, dalle parole ai gesti, dalla formula del locale all’esperienza di chi ci entra. E infatti in via Belvedere, dietro al Mercato delle Erbe, dal 2012 questo posto aperto da Alfonso Marrazzo, Sara Longhi, Francesco e Silvia Celestina Grasso è diventato uno dei nomi più riconoscibili della città. Si tratta del primo bar in Italia interamente gestito da persone sorde, nato dopo gli anni del Gruppo Camaleonte e costruito in una piazzetta allora percepita come buia e laterale, oggi piena di tavoli, bicchieri e vita serale.
Lo spritz quindi si ordina con le mani. Puoi farlo in LIS seguendo alfabeti manuali, tovagliette e menù tradotti appesi nel locale, con i baristi che ti aiutano a trovare il segno giusto. Oppure puoi usare la dattilologia, lettera per lettera, o passare dall’Angolo del Cocciuto e staccare il bigliettino del drink da portare in cassa. È un gesto piccolo, ma sposta il baricentro. Per una volta sono gli udenti ad adattarsi.
Bar Senza Nome
📍Via Belvedere 11/B, Bologna
☎️ 3472919346

In Cirenaica "andare da Tito" è diventato un modo di dire, quasi come dire “ci vediamo al bar”. Nel pezzo di quartiere tra Massarenti e via Libia, Bar Tito si riconosce subito per il grande bagolaro che copre il dehors e fa da tetto naturale ai tavolini, trasformando un angolo di strada in un punto di ritrovo fisso per residenti storici, studenti e gente di passaggio. È diventato un piccolo cult cresciuto attorno ai soci Marco e Paolo Nanni, Andrea Accorsi, Jacopo Gambari e Andrea Palmieri, che da questo indirizzo hanno poi allargato il nome a Tito Sport in zona Savena e a Titolido alla Lunetta Gamberini. Lo spritz è l'estensione naturale del bar che durante l'ora dell'aperitivo si fa strada tra cicchetti in stile veneziano, tramezzini, olive, patatin e stuzzichini che arrivano al tavolo. Durante il giorno girano brioche di pasticceria, spesso dalla Massarenti, panini e focacce di Olmo, forno artigianale molto amato in città.
Bar Tito
📍 Via Bentivogli 111/C, Bologna
☎️ 051 5877140

Quando si parla di spritz, il pensiero corre sempre a Venezia. Canali, gondole, e quel rosso che splende nei bicchieri illuminati dal sole. Bacaro 51 trasporta queste sensazioni direttamente in via Massarenti. Il locale è nato negli anni del Covid, prendendo uno spazio piccolo e un pò sacrificato e trasformandolo in una cicchetteria luminosa, con un grande gazebo esterno che ha allargato il raggio dell’aperitivo.
Lo spritz si beve nelle versioni Aperol e Campari, ma soprattutto in quella col Select, che qui viene trattata come la variante più fedele alla scuola veneziana. Accanto girano anche twist stagionali, come lo spritz al melone verde. Da mangiare? Cicchetti a volontà: pane abbrustolito con baccalà mantecato o in umido, sarde in saor, soppressa veneta, funghi e creme spalmabili, poi tramezzini curati, mozzarella in carrozza e merluzzo fritto.
Bacaro 51
📍Via Massarenti 150/2A, Bologna
☎️ 3335870146

Il bar di quartiere, in fondo, è una cosa che tutti hanno già visto almeno una volta in tv, un pó come nei Cesaroni. Il posto dove si entra per una cosa al volo e si finisce sempre dentro a un pezzo di vita di rione. Gigi non sarà Claudio Amendola e qui non siamo alla Garbatella, ma sotto il portico di via della Grada l’idea è la stessa. Da fine ottobre ha rilevato il bar dopo la lunghissima gestione della famiglia Lenzi, con la signora rimasta dietro al bancone per sessant’anni insieme al figlio. Gigi ci ha messo tutto il suo carattere nel bar: campano, under 35, stanco della vita da dipendente e deciso a trasformare questo indirizzo in un’abitudine quotidiana per il quartiere. Lo spritz qui gira in quattro versioni, Aperol, Campari, Select e Cynar, a 4,50 euro con stuzzichini inclusi. Il venerdì c'è l'happy hour con buffet tra focaccine, paninetti, tramezzini, toast, stuzzichini e patatine. A pranzo ci sono i primi dell’Antica Lanterna, con pasta fresca come tagliolini ai funghi o ravioli al pomodoro e al ragù.
Bar della Grada
📍Via della Grada 15, Bologna
☎️ 3332358714

Sotto i portici di via Santo Stefano si accende una chiazza rossa di bicchieri alzati, plastica in mano, file di ragazzi seduti uno accanto all’altro, vassoi di spritz che passano rapidi come staffette.
È il mini universo de Le Panche. Una costola sotto le Due Torri del primo locale che nasce a Torino, in una piazzetta di Borgo Rossini piena davvero di panche fissate a terra, e da lì Massimiliano Marello e il suo gruppo di soci hanno costruito un format che nel luglio 2024 è sbarcato anche a Bologna. Cocktail bar e musica, zero cucina, zero apericena, prenotazioni bandite, cibo quasi assente salvo qualche tramezzino spuntato di recente. Il centro è uno solo, lo spritz, sparato in batteria come unità di misura della serata. Aperol e Campari sono la base, poi Sarti Rosa, Limoncello Spritz e le promo che hanno già fatto il giro delle stories, su tutte quella da branco per eccellenza. 10 euro 10 spritz, con il porta-bicchieri da distribuire al volo tra amici, laureati, compleanni e tavolate improvvisate. Il portico pieno, i gradoni di fronte occupati da universitari, ragazzi seduti uno accanto all’altro come in tribuna, insomma il resto lo fa il contesto.
Le Panche
📍 Via Santo Stefano 140/A, Bologna
☎️ 3400991806

C’è una bella distanza tra lo spritz che ordini senza pensarci e quello che passa dalle mani di Jiani Xie. Nato a Bologna da genitori cinesi, "Gianni" ha preso il bicchiere più automatico dell’aperitivo italiano e gli ha fatto cambiare traiettoria dentro un locale che porta il suo nome e la sua storia. Il Pratello si ingolfa al Jiani's dove lo spritz classico resta in carta, ma gli gira attorno un’evoluzione più personale e più ambiziosa: il Frizzy Watermelon che prende la freschezza e la spinta da aperitivo dello spritz e la porta su anguria, fragola e tequila. È solo un tentacolo del Jiani's. Una piovra con drink scuri costruiti con Marendry, amarena, Fusetti cacao, vermouth, crosta di pane e foam alla nocciola, dove l’amaro del bitter si fa più profondo, gastronomico, quasi da tavola. Ed è qui che entra in gioco mamma Sofia, con ravioli fatti a mano, bao, udon e quei manicaretti domestici che hanno dato al posto una seconda anima fortissima. La drink list a fumetti è stata premiata con una menzione speciale ai Barawards nella categoria “Bar Menu dell’anno”. La carta è costruita come una sequenza di tavole illustrate in cui i membri dello staff diventano personaggi e accompagnano il cliente nella scelta del drink, trasformando il menu in un piccolo racconto.
Jiani's Cocktail Bar
📍Via del Pratello 58/A, Bologna
☎️ 3331533442

Alle sette di sera al Mercato Albani i carrelli della spesa hanno già lasciato il posto ai bicchieri. Questo mercato coperto del 1934, in piena Bolognina, per decenni è stato il punto di riferimento rionale tra banchi di frutta, carne e pasta fresca. Negli ultimi anni, però, al calar del sole mercato Albani cambia pelle. Ai box alimentari storici si sono affiancati locali aperti anche la sera, le facciate sono entrate dentro un progetto di rigenerazione urbana.
Sbando occupa i box 31 e 32 e si è ritagliato negli anni il suo spazio da mini enoteca contemporanea dentro il mercato, con un'ampia selezione di vini naturali e biologici
Attorno allo spritz gli costruiscono un aperitivo a pezzi con tapas, cicchetti e small plates. Bruschette spesse e piene, con verdure grigliate, peperoni arrostiti, creme vegetali, alici, accanto a crostini, insalatine di stagione, formaggi, salumi e piattini che cambiano seguendo mercato e orto. Poi la serata può lentamente proseguire con il terzo spritz accompagnato da penne coi peperoni e caciocavallo podolico o ragù di moscardini con crumble di olive e scorza di limone.
Sbando
📍Via Francesco Albani 14/2, Bologna
☎️ 3755027838

Una chiusura di 30 giorni, un corteo di circa mille persone fino al pub, una raccolta firme lanciata in difesa di un’intera Bolognina che non voleva farsi raccontare come un quartiere da reprimere. Lo spritz, al Sunshine, è un ticket d’ingresso a mondo fatto di tavoloni, biliardo e biliardino, concerti, cori, dj set, serate di autofinanziamento, giovedì di “aperitivo dipingendo” con tele e pennelli sparsi sui tavoli. Dietro questa creatura ci sono Helen e Anto, i volti di un pub che il quartiere sente come casa. Spritz, cocktail classici, birre artigianali, analcolici, sempre accompagnati da un ampio buffet con pasta, insalate, torte salate, verdure e opzioni vegane o senza glutine. Dalla cucina escono poi panini, piatti veloci e poi il brodo. Spiazzante da trovare in un pub ma proprio per questo diventato uno di quei dettagli che il quartiere si ricorda e si racconta.
Sunshine
📍 Via Nicolò dell'Arca 65/2, Bologna
☎️ 389 943 2425
In copertina: Bar Tito.
scritto da:
Classe ’94, curioso per natura e sempre con lo zaino pronto. Dopo una laurea a Bologna e un’esperienza in Australia, ci sono tornato sei anni dopo, scoprendo una città che sa sempre sorprendermi. Osservo, ascolto e racconto quello che vale la pena vivere