Andrea e Alberto di Burly’s, gli chef 'a domicilio' che reinventano il catering

Pubblicato il: 3 aprile 2020

Andrea e Alberto di Burly’s, gli chef 'a domicilio' che reinventano il catering

Primavera: stagione di fiori e matrimoni, stagione di amori e pranzi all’aperto, di battesimi e comunioni, di cresime e banchetti in giardino. Non quest’anno, non adesso, almeno per il momento: la clausura prima, le cicatrici poi di questa battaglia al Coronavirus sono tristemente destinate a rallentare l’apertura delle danze, magari posticipandola all’estate. Ma poiché l’ottimismo è il profumo della vita, vediamo di pensare positivo, guardando con fiducia ad un prossimo “domani” in cui si potrà tornare a far festa in compagnia, mangiando e brindando con le specialità e i prodotti tipici del nostro territorio. Magari mediante una bella cenetta a domicilio, visto che ormai ci stiamo abituando: stavolta però non più grazie al "delivery-at-home" (sempre sia lodato, eh), bensì organizzata e cucinata da Andrea e Alberto, i due chef che col loro laboratorio Burly’s hanno lanciato in provincia di Treviso il catering artigianale di alto livello.

Prima dell’emergenza Covid-19 li ho intervistati e, aspettando di poterli chiamare a casa mia dopo il lockdown per intrattenere i miei ospiti con la loro incredibile e moderna proposta culinaria “tailor-made”, anticipo che i ragazzi nel frattempo non si sono per niente fermati e propongono - oltre alle consegne a domicilio con info in continuo aggiornamento nei loro social - un bel menu di Pasqua da ordinare entro l'8Aprile... 


Questo quello che mi hanno raccontato qualche giorno fa.

Alberto, Andrea, mi raccontate come vi siete conosciuti e come avete deciso di partire con questa attività?

Alberto - Noi abbiamo lavorato assieme 6 anni come dipendenti in un posto molto particolare, Villa Minelli a Ponzano Veneto. Dopodiché, nell'ambito della stessa azienda, io sono stato spostato a lavorare in centro a Treviso al progetto Equilibri, mentre Andrea è rimasto temporaneamente in Villa Minelli.
Andrea – Dopo un po’ abbiamo deciso assieme di fare il salto, mettendoci in proprio e aprendo un’attività esclusivamente nostra: un’attività non canonica, che rappresenta a tutti gli effetti una scommessa.

Ok, andiamo allora in medias res. Che tipo di servizio offrite al Burly’s?

Alberto - In estrema sintesi Burly’s è un laboratorio che svolge servizio di catering a tutti i livelli, dalla cenetta a domicilio alla grande festa aziendale, passando naturalmente per i matrimoni.

Cosa vi ha portato a fare la scelta di lanciarvi in un’attività di questo genere?

Andrea - Beh, a parte il sogno di cui sopra, non saremmo sinceri se non parlassimo anche di "costi di gestione": noi acquistiamo solo ciò che abbiamo virtualmente già venduto, evitando sprechi e restando efficienti. Evitando gli sprechi riusciamo ad essere estremamente competitivi sul prezzo, sulla qualità, ad avere sempre e solo prodotti freschi da offrire, etc.
Alberto - E poi comunque la domanda del mercato: c’è una richiesta crescente di catering, di banqueting… Raramente oggi i matrimoni, ad esempio, vengono ancora svolti nei ristoranti. Perlomeno qui in Veneto, dove le ville nobiliari a disposizione di chi voglia organizzare un matrimonio si sprecano.
Andrea - E infine la personalizzabilità del catering come lo intendiamo noi. Noi abbiamo la massima discrezione possibile nella decisione del menù: il cliente, da noi, ottiene una ristorazione “tailor-made”, su misura, in un modo che nel ristorante canonico, per quanto magari di livello, è possibile fino ad un certo punto.

Andiamo al menù “su misura”, allora. Cosa significa di preciso? Che vantaggi comporta?

Alberto - Il nostro menù è tagliato su misura nel senso che viene confezionato in modo "sartoriale" in base alle richieste del cliente, della coppia di sposi, della ditta che ci richieda un party aziendale.
Andrea - Siamo un catering piccolo e giovane, questo non è mica uno svantaggio. A differenza di quei grossi nomi del catering trevigiano, che ormai sono strutturati in modo quasi industriale, noi ci troviamo nella posizione di poter spaziare al massimo.

Siete un catering artigianale e non “industriale”, insomma.

Alberto - Sì, il che non significa che non siamo strutturati, eh. Riusciamo anche noi ad offrire qualsiasi cosa. Ma in più vantiamo un’elasticità che in questi anni ci hanno riconosciuto tutti. Fermo restando la qualità del food e del beverage, naturalmente, della quale siamo molto sicuri.

Avrete sicuramente un carnet di specialità su cui vi sentite più forti…

Andrea - Beh certo, i nostri cavalli di battaglia li abbiamo anche noi! Il bello però è che sperimentando sempre nuove richieste da parte della clientela, continuiamo di stagione in stagione a scoprirne di nuovi e via via migliori...

Fatemi qualche esempio che ho già l’acquolina, dai.

Andrea - Anzitutto il panzerotto alla norma: un cannolo croccante ripieno di melanzane, pomodoro, ricotta salata e basilico.
Poi gambero “thai”: prendendo ispirazione dai profumi, dalle erbe aromatiche tipiche della cucina thailandese, abbiamo realizzato questo gambero che viene marinato nella soia, impanato nel panko (un pane grezzo estremamente friabile), fritto e accompagnato da una salsa al lemon grass (una sorta di citronella orientale).
Quindi la tagliatella di seppia, mantecata con aglio, olio e peperoncino, su crema di nero di seppia e crumble di pane gratinato o ancora la trota salmonata del Piave che mariniamo con gel di Yuzu (un agrume giapponese tipico) e sesamo nero caramellato.
Alberto - E poi vabbeh, abbiamo una valanga di risotti di stagione, tutti lavorati in modo particolare... e impiattati rigorsamente con classe.

Ferma tutto: hai detto “impiattati con classe”? Sentiamo.

Alberto - Sì, ci teniamo molto a lasciare la nostra “firma” nella presentazione, non solo nella qualità del cibo. Curiamo l’impiattamento di tutto quasi in maniera maniacale, dai piatti principali ai fingerfood. 

Passiamo alle cene a domicilio. Come si struttura il servizio?

Alberto - La cosa bella per la gente è che non deve fare nulla. Noi portiamo tutto quanto. Al massimo possiamo chiedere di usufruire della cucina, se il cliente lo desidera… Altrimenti siamo attrezzati con una cucina mobile. La portiamo assieme a tovaglie, posate, bicchieri… Tutta, ma proprio tutta la mise-en-place è a carico nostro!

Ma qual è in sostanza il bello, secondo voi, di una cena a domicilio? Perché preferirla alla classica cena al ristorante?

Alberto - Due parole: approfondimento e divertimento. Da una parte cioè la possibilità di andare in profondità sui cibi proposti, azzardando idee particolarmente coraggiose col cliente, che restando nella sua comfort zone casalinga, ma venendo sollevato da ogni onere culinario, si sente più propenso che mai a voler sperimentare piatti e derivazioni molto speciali.
Andrea - E poi il divertimento: è un’esperienza originale, gradevole, che ci permette oltretutto di stringere splendidi rapporti, fidelizzando sempre più clienti. Spesso ci chiamano a casa perché consigliati da un amico che aveva fruito qualche giorno prima del nostro servizio. E quando questo succede, quando la magia del passaparola prende vita, per noi è il massimo della gratificazione.

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Burly's

    Via Nogarè, Quinto Di Treviso (TV)

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