Ho preso una cotta per Matera! 24 ore alternative ubriacandosi di bellezza, cibo e birra

Pubblicato il 19 ottobre 2020

Ho preso una cotta per Matera! 24 ore alternative ubriacandosi di bellezza, cibo e birra

Matera come materia. Matera come madre. Matera come la materia madre di cui sono fatti i sogni: la bellezza. Come avrete capito ci troviamo nella capitale europea della cultura 2019, sito UNESCO e città tra le più antiche del mondo. Un luogo così rifugge le regole della fisica e dell'architettura canonica. Un luogo così è un sogno, un miraggio composto da materiale onirico.

Matera, invece, per nostra fortuna esiste. Eccome! Perdonate questo mio incipit da teenager innamorato, ma che ci volete fare, quando subentrano i sentimenti si perde lucidità, e quando parlo di Matera mi sussulta il cuore. Ok, facciamoci professionali: ci è data una giornata per visitare questa città. Che fare? Dove vi porto? Un compito assai arduo il mio, credetemi. Ci sono troppe, troppe cose da vedere, da mangiare e da esplorare. Ma se mi fate la promessa di mantenere un passo svelto, vi assicuro che possiamo farcela, daje!
 


Partiamo da Piazza Vittorio Veneto, cuore pulsante della vita cittadina. Qui c'è la nostra prima fermata obbligatoria: il belvedere Luigi Guerricchio, uno dei più instagrammati di Matera. Diamo le spalle alla ringhiera e spariamoci un selfie incredibile, magari a ritmo di musica. Infatti, sotto i portici dell'affaccio, solitamente, giovani artisti o figli dei fiori giramondo, intrattengono i turisti strimpellando qualcosa. Poi scendiamo nel palombaro lungo e inoltriamoci nei sassi. Il palombaro non è altro che una antica cisterna sotterranea di raccolta delle acque piovane. Matera infatti, un po' come tutto il territorio, convive da sempre con il problema della carenza idrica. Della poca acqua che c'era bisognava fare virtù, e sistemi di ingegneria idraulica come il palombaro rappresentano un assaggio mirabile del genio umano.
 
Una porta, nel cuore di questa spelonca, funge da passaggio verso i sassi, da trampolino verso il mare di pietra. Iniziamo a navigarlo, ciurma! Lasciamoci incantare da ogni tassello di quel mosaico che sono le casupole fitte fitte tra le rocce. Ammirandole non si può fare a meno di pensare che qui, la storia e l'arte sono presenti in maniera così abbondante che, non riuscendo fisicamente a contenerle, la stessa cittadina si è fatta opera d'arte. Un monumento incavato, scavato nella roccia, da contemplare in silenzio.

Continuiamo il nostro passeggio all'aria aperta, affrontiamo il ponte tibetano che supera il canyon del Torrente Gravina portandoci nel parco protetto della murgia materana, ricco di grotte e chiese rupestri. Ah, armatevi di fiato, scarpe da trekking e pazienza: la discesa e la risalita non saranno ''una passeggiata''.

S'è fatta ora di pranzo. Godiamocela tutta. Siamo nella terra che, come sosteneva l'amico poeta Orazio (un lucano ante litteram), è la più baciata dagli dei. Qui, dal punto di vista gastronomico, non si è secondi a nessuno, qui c'è il meglio del meglio che la natura possa offrire. Ortaggi e odori unici, carni succulente (prendiamo la podolica ad esempio) per non parlare di lui, sua maestà, il pane di Matera, eccellenza tra le più note dell'intera penisola.
Lasciamoci coccolare dalle suggestioni che offre una esperienza gourmet e contemporaneamente dalla vista sui sassi. C'è un posto che offre entrambe queste ''portate'': sto parlando di Dimora Ulmo (Via Pennino, 28 - Matera. Tel: 08351650398), un antico palazzo nobiliare, che gode di una delle terrazze più incredibili della città.


Chef e servizio di sala sono di altissimo livello, gli arredi moderni, in felice contrapposizione con gli spazi esterni, vanno a comporre quella che potrebbe essere tranquillamente scambiata per una galleria d'arte. Invece qui si ha la fortuna di degustare un menù incredibile che, assieme alla ricchissima carta dei vini, sublima il territorio. Segnatevi questo posto, non ve ne pentirete!

Nel pomeriggio, dato l'insorgere della ''papagna'' (la spossatezza post pranzo), proporrei un tour più lento, mistico. In effetti, qui, la sacralità viene vissuta in maniera molto forte, così forte da catturare persino un grandissimo intellettuale laico come Pierpaolo Pasolini che in questa città girò il suo ''Vangelo Secondo Matteo'' uno dei lungometraggi più accurati e apprezzati sulla vita di Gesù. Iniziamo dalla chiesa di San Francesco, sita nell'omonima via, che dietro la facciata barocca nasconde un tesoro inestimabile. Un affresco del 1.093 conservato nella cripta dei Santi Pietro e Paolo. Ci dirigiamo poi verso la Cattedrale, risalente al XIII secolo, costruita in stile romanico pugliese, per terminare il mystical tour presso la chiesa di San Pietro Caveoso, a picco su di un dirupo da mozzare il fiato!


Dal sacro passiamo poi al profano, con un po' di shopping nelle vie del centro, preparandoci alla serata. Matera offre locali per tutti i gusti e per tutte le tasche. Opterei per una situazione Pop a cena, divertente, giovanile, ma che non rinunci al piacere del gusto... e a quello della scoperta. Stasera vi porto da Birfoot (via Marconi, 22 - Matera. Tel: 0835381886il tempio della birra!


Nato dall'idea di Giovanni e Antonio di creare un locale in cui poter praticare la vendita diretta della birra artigianale prodotta dall'omonimo birrificio, dopo una serie azzeccatissima di degustazioni di salumi e formaggi, i due finalizzano l'iniziativa del Birfoot Brewpub, servendo anche da mangiare. Il posto è caldo e accogliente, un mix perfetto tra casa della nonna e fabbrica abbandonata. I dettagli sono curati nei minimi particolari: il tipo di legno degli arredi, le luci, le scritte, ecc.


Ovviamente in questo posto tutto ruota attorno alla birra. La mission è quella di educare i curiosi a un mondo per certi versi nuovo, tutto da esplorare. Qui si abbinano addirittura i dolci alla birra, puoi gustare panini con affettati e formaggi tipici di altissima qualità, che vanno ad esaltare il dorato nettare.
Altro servizio interessante: qui puoi riempire bottiglie direttamente dallo spillatore e portartele a casa. L'idea del locale è tratta dai birrifici statunitensi e si è dimostrata vincente anche in Italia, dato il risparmio col vuoto a rendere che ti permette di pagare solo la birra.

Terminata la nostra ricca giornata, andando via, non ci resta che gettare un ultimo sguardo commosso allo skyline, unico e inconfondibile, il più antico del mondo forse, eterno come la pietra, sicuramente. Ma non rattristiamoci: Matera, è fatta di sogno, ormai lo abbiamo imparato, e i sogni fanno parte di noi, sono dentro di noi. Si, insomma, questa città ormai ci scorre dentro, e ci verrà a trovare - lei - durante le notti più belle.


In copertina il birrificio Birfoot, foto di gaga Jovanovic per 2night, rappresenta il graffito di Alessandro Suzzi #Godsinlove, la curatela degli interventi artistici alle Botteghe sono della MOMART GALLERY .
Le foto interne di Matera sono di Wikipedia commons (la prima di Di Francesco Mocellin - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=82361610 // la seconda Di Luca Aless - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45529336), le foto di Dimora Ulmo sono tratte dalla pagina facebook del locale.

  • ANDARE PER BORGHI

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

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