L’atmosfera ricorda quella di un bistrot francese: atmosfera intima, pochi tavoli e una mise en place curata e diversa per ogni commensale, con oggetti di design diversi che spaziano da inizio Novecento ad oggi (appena entrate alzate lo sguardo: il soffitto a cassettoni cromato lascia senza fiato!). Ma in realtà Gilda Bistrot è molto di più, perché se il tipico bistrot francese è super charmant ma – ammettiamolo – non brilla spesso per simpatia, la cosa che più caratterizza questo piccolo e delizioso locale nel cuore di Sant’Ambrogio è proprio la sua capacità di farti sentire a casa. La sua è una clientela fissa e preziosa di aficionados locali che, un po’ come una grande famiglia allargata, vive il bistrot dalla colazione alla cena, facendosi coccolare da un menù che cambia ogni giorno e dalla gentilezza più unica che rara di William che gestisce il locale insieme alla madre Gilda.



Quando nasce Gilda Bistrot e da chi è composto oggi?

Nasce nel 2000. Mia madre aveva aperto tanti anni prima un altro ristorante storico di Firenze (l’Osteria del Cinghiale Bianco, ndr) ma avevamo entrambi voglia di un posto più piccolo dove poter avere un rapporto diretto e continuo con i clienti. Un salotto di casa, che unisse cucina e convivialità. Oggi siamo sempre io e mia madre, insieme allo Chef e alla ragazza che si occupa della sala da ormai quindici anni. Siamo una famiglia allargata anche noi!


Da chi è composta maggiormente la vostra clientela?

E’ molto varia. Spazia dalle persone che risiedono in zona ai lavoratori del mercato di Sant’Ambrogio fino ad abbracciare qualche turista straniero. Ma pur essendo diversa, è sempre molto ben amalgamata: i nostri clienti si sentono a casa e il grande affetto che dimostrano continuando a sceglierci ogni giorno è la nostra soddisfazione più grande.



Siete aperti tutto il giorno, dalla colazione alla cena. Come si svolge una giornata tipica di Gilda Bistrot?

La giornata inizia la mattina presto con una colazione diversa da quella che si può trovare in pasticceria. Seguiamo la nostra filosofia del ‘come a casa’, quindi proponiamo pane tostato e marmellata, yogurt e torte casalinghe. Sia a pranzo che a cena abbiamo una rosa di proposte che cambia ogni giorno, e che consente a chi ci frequenta ogni giorno di trovare sempre qualcosa di diverso. Tra i piatti cult, i primi piatti fatti in casa, la tartare e la tagliata di fassona, il peposo, il creme caramel, la pastiera o il babà di Pozzuoli e il profiterol. Spesso chiediamo proprio ai nostri clienti cosa gradirebbero mangiare e organizziamo delle serata a tema, come quella dedicata agli affettati o al fritto.

Stessa attenzione immagino sia dedicata alla carta dei vini…

Assolutamente. La nostra carta è dedicata soprattutto a piccoli produttori locali e, in linea con al nostra filosofia, cambia più volte durante l’anno.



In tutti questi anni, qual è stata la sua soddisfazione più grande?

Le amicizie che sono nate tra i tavoli del nostro locale. Persone che non si conoscevano e oggi pranzano o cenano insieme ogni giorno, vedere che non ci sono differenze di alcun tipo. Senza forzature, in modo assolutamente naturale, chi viene da Gilda si sente a casa e si comporta come nel proprio salotto, circondato da amici.



Impossibile non restare incantati dall’arredamento del locale: dalla bottiglieria in boiserie degli anni ‘20 al soffitto a cassettoni di inizio Novecento, dalla posateria diversa in ogni tavolo ai bicchieri ricamati. Dove scegliete questi pezzi?

Ogni volta che troviamo qualcosa che ci piace e che pensiamo possa rappresentare lo stile di Gilda lo prendiamo. Sempre senza forzature, avviene tutto in modo naturale. Non cerchiamo uno stile preciso ma tutto è contestualizzato seguendo il nostro gusto.

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