L’arte nel bicchiere: i cocktail di Gabriele Cusimano allo Skyline Rooftop Bar

Pubblicato il 21 febbraio 2020

L’arte nel bicchiere: i cocktail di Gabriele Cusimano allo Skyline Rooftop Bar

Sono in uno dei locali più belli di Venezia e ho in mano una tavolozza. Forse sono distratto dal panorama - dall’ottavo piano dell’Hotel Hilton Molino Stucky, la vista sulla città è incredibile - ma sono venuto per intervistare Gabriele Cusimano, Bar Manager dello Skyline, non per imparare a dipingere (missione impossibile, tra l’altro).

Ma qui l’arte c’entra, eccome. E non mi sarei potuto aspettare niente di diverso dal talento di Gabriele. Lo attendevo al varco. L’ultima volta ci eravamo lasciati con una promessa misteriosa: “Il nuovo signature menù rinnoverà la relazione speciale di Skyline con Venezia, questa volta però attraverso l’uso dei colori”.

E ora eccolo, il nuovo listino. Ce l’ho tra le mani, inizio a sfogliarlo e già mi viene sete. Se fossi uno che fa attenzione ai dettagli mi fermerei ad apprezzarne la piacevolezza materica al tatto, i preziosi dettagli bronzei e il design ergonomico e stiloso allo stesso tempo. Ma prima di lasciarmi conquistare dalla forma, meglio intervenire sulla sostanza. Fresca, colorata (variopinta), ricercata e innovativa, la lista dei cocktail di casa Skyline è una vera e propria boccata di ossigeno nel panorama della mixologia contemporanea.

Gabriele, ce l’avevi anticipato e adesso c’è. Dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a questo nuovo signature menù?

Nasce tutto dal colore, dalla sua potenza e dall’impatto che i colori hanno su tutti noi. È facile lasciarsi influenzare dai colori quando dalla terrazza dello Skyline puoi assistere ogni giorno a straordinari tramonti, sempre diversi.

Così arriviamo alla tavolozza.

Ne ho comprata una vera e propria per iniziare a “dipingere” i nostri cocktail. E alla fine quella stessa tavolozza ha fatto da modello per il design definitivo del menù. Volevamo associare alla lista dei cocktail uno strumento complementare per navigare attraverso le nostre proposte con coerenza e, perché no, stile. È stato un grande lavoro di squadra, dall’ideazione al bilanciamento dei drink, dal progetto grafico al lancio del marketing. Siamo molto contenti del risultato.

Il Signature Cocktail Menù si beve con gli occhi.

Abbiamo scelto di non dividere i drink in base ai distillati o alla categoria, ma semplicemente cercando di raccontare i cocktail attraverso una parola chiave evocativa, una semplice legenda delle sue caratteristiche principali e, ovviamente, puntando molto sul colore e la forma del bicchiere, stilizzati al punto giusto assieme al nome del cocktail e ai suoi ingredienti. Ci sono tante informazioni e diverse chiavi di lettura della nostra lista-tavolozza.

Non dev’essere stato facile armonizzare tutto. D’altra parte, l’arte non è facile.

Nel realizzare i drink, paradossalmente la difficoltà è stata proprio quella di mantenere i colori durante il bilanciamento. Volevamo comunque preservare l’intensità del colore senza che un ingrediente prevalesse sugli altri. Abbiamo sperimentato molto, fatto tante ricerche, trovato i distillati, i succhi e gli ingredienti giusti per garantire colori vividi e sapori equilibrati. Forse c’è una leggera predominanza dei colori caldi nei nostri cocktail, ma anche drink come lo Stardust di un blu acceso. Per tutto il resto, dalla scelta dei nomi dei drink ai disegni sul menù, ci siamo confrontati con tantissime persone, dalla direzione all’ufficio stampa. È stato faticoso, ma anche molto divertente.

Non mancano i grandi classici, però.

Abbiamo rivoluzionato il menù, ma alcuni cocktail, gli intramontabili e quelli più amati dai nostri clienti, li abbiamo mantenuti con piacere. Tra l’altro, parallelamente, abbiamo anche una drink list tutta nuova, realizzata coerentemente con il signature cocktail menù, dove si può trovare una vastissima scelta di distillati, bollicine, vini e molto altro.

Qual è il tuo segreto per ideare e realizzare un buon cocktail?

Bisogna avere pazienza, creatività ed esperienza. Mi piace partire dall’associazione di sapori (e colori) e sperimentare finché non arriva il punto in cui capisco che è quello giusto. Poi subentra la conoscenza tecnica per bilanciare il cocktail nella maniera migliore. Inoltre è fondamentale una buona competenza gastronomica. Allo stesso tempo, è importantissima l’esperienza, sia sui libri che sul campo. Per esempio, quando lavoravo all’Hollywood Library Bar non c’era un menù e dovevo preparare cocktail su misura al momento. Il cliente poteva guidarmi oppure semplicemente dire: “Fammi qualcosa di divertente!”. Ti assicuro che non è facile. Ma esperienze di questo tipo sono una grande palestra per imparare.

Sei soddisfatto della nuova lista?

Molto, c’è dietro tanto lavoro di tante persone, ma il risultato è stato proprio soddisfacente. Siamo felici di aver creato una lista varia ed equilibrata, per tutti: abbiamo 3 cocktail analcolici molto particolari, drink con diversi livelli di intensità, dai sentori agrumati, piccanti o dolci. Insomma, una lista non solo per esperti, ma che propone soprattutto cocktail buoni, divertenti e colorati.

Per concludere, un piccolo gioco: quale cocktail della nuova lista assoceresti a ogni stagione?

Dai, proviamoci! Per l’Inverno potrei proporti un cremoso MugniFigue (con buourbon, succo di pera e mostarda di fichi); per la Primavera direi un Fresh & Green (con gin, cointreau, succo di sedano e nettare di agave); per l’Estate un fresco Virgiña con succo di limone, foglie di basilico e cedrata Tassoni e per arrivare all’Autunno un bel Vecio Margarita speziato alla cannella.

In copertina Gabriele Cusimano (Foto di Chiara Rigato per Skyline)

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Giacomo Pistolato

Cinefilo e gattofilo, mi piace scrivere e osservare. Vivo e scelgo Venezia, quasi tutti i giorni. Non amo le contraddizioni. O forse si.

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