Gustoteca: una scommessa che ha il coraggio di esser giocata

Pubblicato il 14 luglio 2021

Gustoteca: una scommessa che ha il coraggio di esser giocata

Parlare con Simone Ferraro – Food & Beverage Manager  di Gustoteca – è stato un piacere dal primo minuto. Da che, con un pugnetto sulla mano, mi ha preannunciato si sarebbe “subito liberato” – e così poi è stato; fino a quando, salutandoci, mi ha invitato a ritornare nel locale al più presto.

Inutile la domanda che solitamente faccio, quella che ha a che fare con l’esperienza e i trascorsi: che Simone fosse del settore glielo si leggeva in faccia, come anche che lo fossero tutti coloro i quali Gustoteca, l’hanno pensata, voluta e infine creata. Simone però, ci tiene a sottolinearlo: “Qui nessuno è improvvisato, ma siamo tutti una grande squadra, dal titolare all’intero staff, tutti siamo sullo stesso piano.” Ed è forse questa una delle grandi forze del locale.
 
Simone – ci siamo dati del tu dal primo momento, impossibile fare diversamente – te lo devo chiedere: aprire questo locale subito dopo una pandemia è una scommessa o pura pazzia?
 
Non ci pensa nemmeno un istante Simone, e subito dice “Una scommessa, assolutamente”. Una scommessa perché siamo una società, un gruppo giovane sì, ma con le idee chiare e una testa. Abbiamo dovuto rimandare il cantiere per ben sei volte e non è certo stato un momento semplice, quello della pandemia. Ma questo progetto, pensato ormai due anni e mezzo fa, ha oggi preso vita come volevamo e noi non potremmo esser più contenti.


Ma da dove nasce l’idea di aprire un posto così: grande e pieno?
 
La volontà di aprire in grande c’è sempre stata, e così infatti abbiamo fatto. La grandezza del locale si sposa con l’idea del progetto che vogliamo proseguire, ovvero quello di divenire una catena con un marchio di proprietà, prima con altre sedi in Italia e poi chissà, magari all’estero. Ecco perché un locale così grande ed ecco perché un locale qui, in una via nevralgica di Padova che collega il centro della città agli snodi autostradali, ma che è anche accerchiata da innumerevoli realtà lavorative che di un posto come questo necessitano.
Un posto grande poi, perché ci piace fare le cose in grande in quanto crediamo che le grandi idee nascano da grandi necessità.
 
Un progetto quindi, destinato a essere in continua evoluzione. Nuovo locale fra?
 
Certo, non potrebbe essere altrimenti. Sulle tempistiche non ti so rispondere, abbiamo appena aperto e siamo concentrati qui ora, ma non smettiamo mai di pensare in grande quindi beh, ti direi 2 anni.


Conciliare tanti aspetti (bambini, lavoro, aperitivi, pranzi, banco gastronomia) non avete pensato che potrebbe essere limitante a lungo andare? Rischioso quasi?
 
Sì è vero, ci abbiamo ragionato molto ma è così che lo volevamo. Certo avere nello stesso locale differenti realtà, dal bambino al Quadro in piena riunione, non è semplice; ma nonostante il locale sia lo stesso, lo spazio al suo interno è stato ampiamente studiato per esser funzionale a ciascuna realtà, senza però che le stesse vadano a intaccarsi l’una con l’altra. L’area business è leggermente distaccata dalla sala del ristorante, e nonostante non sia chiusa, offre la tranquillità e la calma necessaria. La sala riunioni invece è l’unico angolo del locale chiuso, quindi permette di avere un ambiente personale e distaccato dal resto; nonostante però offra la possibilità di usufruire dei servizi del ristorante con grande facilità.  Mentre per quanto riguarda la ludoteca per i bimbi, beh, è perfetta: i bambini hanno la possibilità di vedere i genitori, i genitori di vedere i loro bambini giocare. Dai diciamo che il problema non si pone.

 
E il menù come lo definisci? Cosa significa la parola “mediterraneo” per te?
 
Un menù bilanciato, non troppo condito, che offra prodotti di qualità ma i sapori che noi tutti conosciamo, che poi altro non sono se non quelli di casa, come la lasagna. La lasagna è casa. Certo non c’è un menù nostrano del territorio. Non trovi la gallina questo è vero, ma trovi tutta la nostra tradizione nazionale. E poi anche il menù è scelto sulla base del nostro progetto: quello di divenire un marchio. Il menù mediterraneo poi, lo ricollego anche al servizio, che è il servizio al quale ogni italiano punta come cliente: veloce, attento ma certo non ingessato. Ogni tanto la battuta ci sta sempre no? Un menù poi, il cui rapporto qualità prezzo è premiato e sotto gli occhi di tutti, non a caso nonostante il locale sia aperto da pochissimo, le prime recensioni già parlano di questo.


E si beve anche bene, non mi è sfuggita quella selezione di bottiglie all’ingresso sai!
 
No no, qui si beve bene. Che sia mescita o bottiglia qui tutto è studiato e scelto dopo un’attenta selezione. Compresi i sommelier, non a caso infatti abbiamo Francesca Penzo, migliore sommelier Veneto del 2017. Abbiamo vini dei Colli Euganei, di Breganze, di Soave, qualche scelta delle Lange nonché una forte presenza del Sud Italia. Ma abbiamo anche qualche cantina estera, francese soprattutto. Insomma, difficile non trovare qualcosa che soddisfi i propri gusti. Vedi? Ritorniamo sempre al discorso iniziale: Gustoteca è pensata per tutti.
 
Quindi è pensata anche per momenti di festa?

 
Certo, ci piacerebbe tantissimo e non vediamo l’ora. Anzi, già iniziano le prime prenotazioni soprattutto aziendali perché il posto è grande e si sposa perfettamente per grandi numeri. Ma siamo aperti a tutto: ci piacerebbe offrire la possibilità di festeggiare battesimi, lauree e molti altri eventi privati e non.
 
Insomma “buono, senza pensieri”?

 
Sì, perché al resto ci pensiamo noi.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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