William, la grande famiglia del Gilda Bistrot e il quartiere Sant'Ambrogio: "Un'integrazione perfetta"

Pubblicato il 26 settembre 2022

William, la grande famiglia del Gilda Bistrot e il quartiere Sant'Ambrogio: "Un'integrazione perfetta"

Identità e integrazione, famiglia e quartiere, imprevedibilità e longevità. 2night è tornato al Gilda Bistrot, nel cuore del quartiere Sant'Ambrogio: un insolito salotto di casa che unisce cucina e convivialità e dove nessuno è “estraneo”. Un bistrot italiano, più che parigino, con una proposta enogastronomica che va dal Piemonte alla Sicilia. Fra mobili e complementi d'arredo d'epoca e piatti sempre nuovi, da Gilda nascono soprattutto amicizie profonde e legami da famiglia allargata, nel contesto di un quartiere “vero”, abitato e vissuto non solo dai turisti. Di identità, integrazione e tutto quanto abbiamo parlato con William Nocentini, che gestisce il bistrot assieme alla mamma Gilda, qui dal 2000 dopo la storica esperienza all'Osteria del Cinghiale Bianco.


William, al di là dell'atmosfera e della proposta, cosa rende speciale Gilda Bistrot?
Direi il modo in cui siamo inseriti in ciò che ci sta intorno: siamo una parte di un contesto, Sant'Ambrogio, che è una realtà vivace, integrata, non soltanto a uso e consumo del turismo. Si respira un'atmosfera piacevole e interessante.

Un motivo d'orgoglio...
La cosa che ci rende più orgogliosi è che non abbiamo solo clienti, ma una specie di grande famiglia allargata.

Una famiglia dove succedono cose impensabili in un normale ristorante, ci par di capire...
Esatto. Può capitare che un habitué ci chiami e dica: “Domani vengo a pranzo, mi fate una Carbonara?”. E così, pur non essendo un piatto abitualmente in menu, la mettiamo in carta per l'occasione o ne prepariamo poca, per un solo tavolo.


Famiglia, però, vuol dire condivisione: succede anche nella vostra?
Naturalmente. Una volta è capitato con lo stoccafisso. Noi di solito prepariamo il baccalà, ma un giorno ci chiama un cliente e ci dice: “È tanto che non mangio lo stoccafisso”. E così l'abbiamo preso e tre giorni dopo abbiamo organizzato una cena ad hoc con i clienti. Pochi giorni fa, invece, un amico tornando dalla Calabria e, fermandosi a Battipaglia, ha comprato la celebre Zizzona che abbiamo poi mangiato tutti assieme.

Secondo te c'è un legame fra l'integrazione di un locale, la gestione modello “grande famiglia”, e la longevità di Gilda Bistrot in una città turistica come Firenze?
Non pretendiamo di essere un esempio, per carità. Secondo noi, è molto importante soprattutto essere se stessi. Se io voglio fare un ristorante russo o coreano in quel punto, gestito in maniera manageriale, e sono capace di farlo durare nel tempo, va benissimo lo stesso. Noi siamo quello che vedete non per una questione filosofica, ma perché è venuto naturale così. Magari era nato in maniera un po' diversa ma nel tempo ha assunto una sua identità definita, nella forma e nella sostanza.

Insomma: orgogliosamente Gilda, ma viva la diversità?
Assolutamente, il bello del mondo è anche quello: più varietà c'è, più scelta c'è e meglio è. Noi saremo sempre felici di farci conoscere per quello che siamo e curiosi di integrarci in una realtà dalle mille, differenti sfaccettature.


Gilda Bistrot
Indirizzo: Piazza Lorenzo Ghiberti, 40-red - Firenze
Telefono: 0552343885
 

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scritto da:

Antonino Palumbo

Giornalista, food photographer, buongustaio. Lucano biodinamico in purezza, vinificato in Calabria e imbottigliato per lunghi anni in Puglia. Qui, da reporter d'assalto, si evolve in reporter d'assaggio. Next step: Firenze, Toscana. Per stapparla assieme a voi.

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