Abbasso il minimalismo: i locali di Roma e dintorni pieni di oggetti strani

Pubblicato il 13 febbraio 2026

Abbasso il minimalismo: i locali di Roma e dintorni pieni di oggetti strani

Parliamoci chiaro, la prima cosa che notiamo quando varchiamo la soglia di un ristorante è l’arredamento. Prima ancora del menù, è l’atmosfera a darci un indizio su come andrà la serata. Negli ultimi anni, la gran parte dei ristoranti ha scelto la strada del minimalismo: colori tenui e rassicuranti, arredi essenziali, pochi accessori scelti con cura e, al massimo, qualche quadro appeso alle pareti. Anche la mise en place segue questa linea. Sul tavolo si trovano veramente pochissime cose: un tovagliolo piegato con cura, un bicchiere e le posate indispensabili. L’idea dominante è che “meno è meglio”, via tutto il superfluo. Non tutti i ristoratori e gli imprenditori, però, condividono questa visione. C’è chi ha scelto consapevolmente di andare controcorrente, ripudiando questo minimalismo moderno. In questo modo, il locale, da luogo quasi asettico, si trasforma in una sorta di bottega strabordante di oggetti curiosi, strani e particolari. Ogni elemento d’arredo aiuta a creare un’identità forte e riconoscibile. Non sono tantissimi i locali di questo genere, ma una cosa è certa, una volta entrati, è impossibile dimenticarli. Siamo andati in giro per Roma e dintorni alla ricerca di tutti questi locali che lottano contro il minimalismo. 

Un salto nel Medioevo a San Giovanni


In zona San Giovanni c’è un locale molto particolare e unico nel suo genere, arredato come una vera taverna medievale. Stiamo parlando dell’Avalon, un risto-pub in Via Terni, quasi difficile da notare se non fosse per l’insegna sulla porta. Ma basta varcarne la soglia per ritrovarsi catapultati in un’altra epoca. L’Avalon nasce grazie alla famiglia Impagliazzo negli anni ’40 come semplice cantina, ma nel corso dei decenni cambia più volte veste, fino al 1997, quando il locale diventa pub, ristorante e pizzeria in perfetto stile medievale. Le pareti in pietra ospitano tantissimi oggetti particolari e unici: spade, elmi, asce, martelli e persino strumenti di tortura medievali. Un appassionato del genere trova qui la propria Disneyland. Anche il menu segue la stessa filosofia, a partire dai nomi dei piatti, che richiamano leggende e creature mitiche: dal panino Excalibur al Boccone del Grifone (una crocchetta con pesto di pistacchi e mortadella, servita su un letto di cheddar e rucola). Devi assolutamente assaggiare anche uno dei loro elisir di corte, soprattutto l’ippocrasso (calice di vino aromatizzato con zenzero, cannella e miele) e l’idromele (il nettare degli dei al profumo dell’ambra e miele). Molte bevande vengono servite in boccali scenografici, perfettamente in linea con l’atmosfera del locale.
Avalon Risto Pub, Via Terni 21, 00182, Roma, Tel: 067015755

Merenda nello stravagante salotto di una zia inglese al Pigneto


Se vuoi fare una merenda come si deve, allora non hai altra scelta che scendere alla fermata Pigneto della metro C, camminare per meno di cinque minuti lungo Viale del Pigneto ed entrare al The British Corner. Superata la soglia, si viene immediatamente catapultati in Gran Bretagna, più precisamente nell’accogliente salotto di una zia inglese. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, racconta il Regno Unito: le credenze sono colme di piatti dalle forme particolari e teiere strane e decorate, molte delle quali si possono anche acquistare. Su ogni tavolo sono presenti centrini e tovagliette. Qui, il vero protagonista, però, è il rituale del tè. Le proposte sono diverse: i tè e gli infusi possono essere accompagnati da scones, sandwich o dalle loro torte fatte in casa. È obbligatorio assaggiare il classic black tea servito con una fetta di apple pie o di carrot cake, per una merenda che sa d’Inghilterra, anche se sei nel cuore del Pigneto.
The British Corner, Via del Pigneto 112, 00176, Roma; Tel: 0689473065

Dopocena tra lampade, quadri e casette per uccelli in zona Prati


Se ami il gin e sei sempre alla ricerca di locali particolari, in zona Prati c’è il posto che fa per te. Si chiama Lumière e il nome non è affatto casuale: sicuramente la prima cosa che ti viene in mente è la celebre candela de La Bella e la Bestia o, per chi mastica il francese, richiama il concetto di luce. Osservando questo luogo dall’esterno potresti pensare di stare per entrare in un negozio di lampade, perché dal soffitto pendono abat-jour di ogni forma e dimensione. I paralumi sono talmente caratteristici al punto che viene spontaneo passare la serata con lo sguardo all’insù. Alle pareti, quadri con cornici particolarissime e piccole casette per uccelli completano un’atmosfera curiosa e decisamente fuori dagli schemi. Il locale è aperto dalla mattina fino a tarda sera e consente di fare colazione, pranzo, aperitivo, cena e dopocena. Assaggia i loro sandwich, su tutti il roast beef (pane integrale, roast beef, rucola e grana) e il vegetariano (pane integrale, mozzarella, zucchine grigliate, pomodoro e insalata). Se preferisci un primo non alzarti da tavola senza aver provato i tonnarelli cacio e pepe, gamberi e agrumi. Qualsiasi cosa tu decida di prendere ti consigliamo di accompagnarla assolutamente con uno dei loro cocktail; buttati senza dubbio sullo Spritz al passion fruit e sul Negroni. 
Lumière Prati Roma, Via Cicerone 25, 00193, Roma, Tel: 0692097669

Un’osteria stracolma di oggetti del passato a Castel Gandolfo


Se ci spostiamo un po’ fuori Roma, tra le vie di Castel Gandolfo c’è una bottega dell’antiquariato. Stiamo parlando di Arte e Vino. Entrare qui significa fare un vero e proprio salto nel tempo: ogni oggetto richiama un’epoca passata ed evoca ricordi. Ci sono pareti in pietra, armadi e dispense retrò, botti e, soprattutto, bottiglie di vino esposte sulle mensole. Dal soffitto, oltre ai lampadari, pendono oggetti inaspettati come sveglie, orologi, lanterne, marionette e, persino, aeroplanini e mappamondi. Poi, non può passare inosservata la vetrina piena di telefoni di ogni epoca, affiancata da un telefono a gettoni e da una tipica cabina telefonica inglese di un rosso acceso. Qui, è impossibile rimanere concentrati su un solo oggetto, perché appena si distoglie lo sguardo l’attenzione viene catturata da qualcosa di ancor più particolare e strano. Insomma, ogni angolo è ricco di elementi storici e vintage. Ad aver scelto questo arredo è stato il padrone di casa, Giulio Mariani, la vera anima del locale, un’oste d’altri tempi sempre in grado di suscitare un sorriso in tutti i clienti. Non solo l’arredo, ma anche il menu è degno di nota; oltre agli immancabili piatti da osteria come il pollo alla cacciatora, la coda alla vaccinara o le fettuccine al ragù, ci sono anche piatti più particolari come il cinghiale alle erbe e il coscio allo zenzero e uvetta.
Arte e Vino, Corso della Repubblica 49, 00040, Castel Gandolfo (RM); Tel: 069360202

Mangiare una pizza tra giocattoli, penne, peluche e gadget della Coca-Cola a Genzano


Sempre ai Castelli Romani, più precisamente a Genzano, c’è Chirimoya. Il locale di Ernesto Amicucci, un vero e proprio alchimista della pizza, più che una pizzeria, sembra un museo di modernariato. L’arredamento, infatti, è a dir poco particolare. La prima cosa che si nota, appena si varca la porta, è la grande libreria stracolma di libri e di bottiglie di liquori. Ogni angolo è ricco di oggetti, l’idea sembra essere quella di occupare ogni minimo centimetro: non devono esistere spazi vuoti. Da ogni parte spuntano giocattoli, penne, peluche, gadget della Coca-Cola, statuette e, poi, c’è anche una vetrinetta piena di cellulari di ogni genere. Anche il soffitto non è esente dalla filosofia “abbasso il minimalismo”. Basta alzare lo sguardo per vedere pendere sopra la testa tazzine particolari e piatti tutti diversi. Il locale è interessante e stravagante, ma il pezzo forte è la pizza, rigorosamente romana, cotta nel forno a legna e realizzata con prodotti che fanno bene all’anima. Il proprietario di Chirimoya, Ernesto, ha deciso di sperimentare e produrre delle pizze che potessero accontentare tutti. Il suo punto di forza è rappresentato dagli impasti realizzati con farine non raffinate, come quelle di farro, grano saraceno, mais e riso. L’aspetto più interessante, però, è che gli impasti cambiano ogni settimana; ogni volta trovi una pizza diversa. 
Pizzeria Chirimoya, Via Fratelli Colabona 70, Genzano di Roma (RM); Tel: 069390592


Foto copertina: The British Corner. 
Foto interne tratte dalla pagine Facebook e Instagram dei rispettivi locali. 

  • CENA

scritto da:

Matteo Cicarelli

Scrivere e raccontare storie sono sempre state le mie passioni fin da bambino, crescendo ho ampliato i miei interessi dedicandomi all’arte, al cinema, alla comicità, allo sport, ai libri, ma soprattutto all’enogastronomia. Ogni volta che assaggio un piatto non leggo gli ingredienti, ma chiudo gli occhi per tentare di indovinarli. Non c’è niente di meglio che sorseggiare un ottimo vino mentre si legge un bel romanzo.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Arte e Vino

    Corso Della Repubblica, Castel Gandolfo (RM)

  • Pizzeria Chirimoya

    Via Fratelli Colabona 70, Genzano Di Roma (RM)

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