Loro la chiamano “enobottega” anche se secondo noi pure “bottega dei desideri” andrebbe bene, perché spiegherebbe come, una volta entrati, più che “ogni speranza” bisognerebbe lasciare a casa i freni inibitori che solitamente ci controllano quando siamo di fronte a troppe cose belle (e in questo caso pure buone) e vorremmo provare e comprare tutto.
Loro si chiamano anche Enoè ma, ancor prima, si chiamano Giulia De Lorenzi e Riccardo Tin, coppia nella vita come nel lavoro che ha fatto della passione per calice, forchetta e racconti, un lavoro meraviglioso.
Siamo tornati a trovarli, anzi, a trovarla mentre Riccardo era in giro per cantine. A saperlo…

Beh guarda, la difficoltà con cui siamo riuscite a combinare il nostro incontro la dice lunga sul periodo che stiamo vivendo però cosa vuoi che ti dica, io ferma non so stare, Riccardo ancora meno di me e il lavoro ci sta prendendo molto con tante grandi novità, progetti e attese. Stiamo bene quindi, non voglio lamentarmi, stiamo bene, stanchi e di corsa ma bene e pure Enoè sta bene, è in grandissima forma.

Stiamo lavorando su più fronti e qui l’essere in due, ma soprattutto l’essere in due con inclinazioni e passioni similari ma complementari aiuta devo essere sincera, perché ci permette di dividerci i compiti andando avanti di pari passo. Riccardo come dagli inizi di questo percorso in Enoè (ma probabilmente da che ho memoria anche della sua vita personale) ama occuparsi della selezione degli ingredienti e dei prodotti che poi entrano dalla porta di Enoè e qui trovano casa. È un grande appassionato di vino come spesso ci siamo raccontati tanto che ha diverse fiere e grosse manifestazioni in programma da qui all’estate e poi piccoli produttori, cantine, territori da scoprire e chi più ne ha più ne metta. Io invece amo più lavorare con la testa e così sto letteralmente stravolgendo la comunicazione del locale che sta prendendo una piega totalmente diversa da prima.

Sai, in questi anni abbiamo corso velocissimi per stare dietro a tutto, oggi sento la necessità di rallentare e la comunicazione con me, da qui la voglia di tornare un po’ indietro, senza rinnegare i social e tutte le cose che possono aiutare il nostro lavoro, ma abbracciando l’identità, la realtà. Insomma: ho stracciato i menù e ora li ho riscritti tutti a mano, ma questo è solo l’inizio.

Poi abbiamo preso parte al progetto “Dry January” di Forketters, importante ramo di Gastronomika guidato dalla giornalista Anna Prandoni che per gennaio proponeva diversi appuntamenti appunto “dry”. Ne abbiamo ospitati e abbiamo partecipato ed è stato bellissimo perché ci ha permesso di conoscere ma soprattutto riconoscere che in questo settore c’è ancora una voglia matta di fare bene. Grazie a questa opportunità abbiamo potuto anche sondare molto di più le informazioni circa le bevande analcoliche - che vengono molto richieste ultimamente - tanto che ora abbiamo diverse kombuche ma anche altri prodotti bio molto interessanti. Come dico sempre “da cosa nasce cosa” e infatti il rapporto con Forketters non termina qui, anzi, faremo partire a breve una campagna social proprio con loro. Non voglio svelarti altro però.

Sai, non è stato facile il percorso di Enoè, lo abbiamo sempre detto senza troppi giri di parole. Abbiamo aperto in un momento complicato, in una zona lontana dai grossi centri e con una selezione ricercata sì, ma allo stesso tempo di nicchia. Oggi quello che è il nostro maggior successo è che questo locale non spaventa più perché credo si sia riusciti a passare il senso di un prodotto di qualità che non è snob, ma che è attenzione, coccola e bontà. Questo ci ha permesso di mettere le nostre energie in tutto quello che prima faticavamo a prendere in mano e quindi eccoci qui.

Assolutamente sì. Avevamo deciso di non vendere spritz, Lugana o Prosecco e questo abbiamo fatto. E lo abbiamo fatto anche quando era meno comodo, anche quando ci ha fatto perdere molto e soprattutto quando ci ha fatto dubitare fossimo nel giusto. Abbiamo scelto fin dall’inizio di sposare una filosofia di qualità che fosse però per tutti e tutte e perché no, per far conoscere il nuovo che non è mai “male” anche se spesso diverso.
Oggi qualcuno che entra e chiede lo spritz arriva ancora sai, però posso dirti? La soddisfazione più grande è vedere che negli anni, chi lo avrebbe chiesto un tempo, oggi entra e ti dice: “cosa mi fai provare?”.
Oh sì, stai guardando il nostro nuovo “social table” che permette di ospitare circa 20/25 persone. Lo abbiamo pensato per chi vuole festeggiare qualcosa con gli amici e ha bisogno di uno spazio dedicato ma anche per quei momenti di tutti i giorni in cui capiti qui, magari da solo, e vuoi fare una chiacchiera con un nuovo amico. Alla fine anche a questo serviamo no? A connettere dico.
Enoè
Via Chiesetta Vecchia, 12 - Altavilla Vicentina (VI)
Tel. 3478823430
Via Chiesetta Vecchia 12, Altavilla Vicentina (VI)