Che mangiare non sia quasi mai solo mangiare è un concetto cui teniamo particolarmente e che ribadiamo ogni qual volta che ve ne sia l’occasione. Insomma, ogni qual volta che riusciamo a tornare a trovare Walter Rampazzo - Re di Campodoro - ma anche e forse soprattutto volto, cuori, mani e follia dietro il nome di Pedrocchino Pizza&Cakes.
In un mercoledì sera di pioggia ci siamo rifugiati qui e come quasi sempre accade abbiamo lasciato fermare il tempo, i pensieri, i consigli della nutrizionista e ci siamo immersi in un mondo fatto di quella passione che si taglia con il coltello e si serve ancora calda, con un sorriso.

E i posti sono fatti a immagine e somiglianza di quelle persone che per quattro mura e un’idea darebbero ogni centimetro del proprio corpo. “Darebbero” ma forse sarebbe meglio dire “danno” e pure “hanno dato” e sicuramente anche “daranno” perché se di Walter si parla beh, è bene parlare di qualcuno che non si è mai risparmiato, offrendo ogni volta qualità migliore, idee nuove, prodotti rivisti e una voglia sempre ritrovata. L’unica costante? L’accoglienza, sua e dello Staff (Matteo Zilio al bancone in primis) che sa fare il suo lavoro, bene.
Questo lo scriveva Dante Alighieri nella Divina Commedia e si riferiva sicuramente ad una cena al Pedrocchino, soprattutto se è una cena dove si va per provare le novità e quindi si lascia fare all’estro e alla creatività di Walter che due cose non ammette dai propri commensali: un “no” e un “basta sono piena”.
Lasciamo quindi carta bianca a lui e a Matteo che scelgono per noi un mix di pizze (fritte e non) e un abbinamento inusuale: il gin&tonic, nuova scommessa del locale e grandissima novità su cui la proprietà e l’esperienza di Matteo stesso stanno investendo parecchio. Il menù per l’abbinamento non è ancora pronto mentre proviamo, ma lo sarà presto - anzi - potrebbe già esserlo ora che ci state leggendo.

Riscaldamento che ha le sembianze di un americano servito però nella sua versione “tonica”, proprio come ama berlo lo stesso Walter quando è un po’ giù di tono. Bitter Fusetti, Vermouth di Ferro Wines e la genialata: niente seltz bensì acqua tonica per renderlo più leggero, beverino, piacevole al palato. Come ordinarlo? Non lo so bene, forse chiedendo un “americano tonico”. Menzione particolare per il Fusetti, che ha realizzato anche un bitter al cacao amaro e uno dai sentori messicani con agave e cactus veramente interessanti con cui Matteo a breve farà magie.

Ad accompagnare questo momento tonico sua maestà la pizza fritta - in pieno stile montanarina - servita però a fetta e guarnita di burrata, pomodoro confit e una grattugiata di formaggio.
Semplice? Di più. Buona? Senza eguali. Pizza della serata? Assolutamente sì, senza nemmeno dover assaggiare le altre, che comunque assaggeremo unicamente per dover di cronaca ovvio.

E iniziamo con sua maestà “L’Ha Spaccata”, impasto all’acqua di mare Sarda, chiuso con formaggio morbido all’interno e poi fritto che viene servito spaccato a metà in un cono. La farcitura? La prima volta per noi e anche per Walter che la testa ora letteralmente in “buona la prima”: prosciutto crudo, carciofo finissimo e gorgonzola. Sulla pizza fritta non mi soffermerò perché non è che Walter sia diventato il Re di Campodoro senza avere dei meriti e uno di questi è sicuramente la maestria con le pizze fritte. Sul condimento invece due cose da dire ci sono: il gorgonzola è una coccola calda e filante che ti fa salivare quando arriva alle papille gustative mentre invece la combo carciofo prosciutto crudo è un binomio che sappiamo tutti essere perfetto.
Un appunto? Forse non la prima pizza che mangerei ad un appuntamento romantico perché richiede una certa dose di esperienza e soprattutto di conoscenza tra commensali che molto probabilmente si vedranno sporchi fino alle orecchie di formaggio. Chiaramente è solo un consiglio.

L’abbinamento? Lo abbiamo detto: gin&tonic. Il Gin è Kew Gardens di East London Liquor Company, un gin bello profumato e dalla spiccata presenza botanica (pino su tutti) realizzato in collaborazione con il Kew Royal Botanical Garden - da cui il nome.

Ma è la tonica la vera chicca di questa combinazione che grazie al sentore agrumato e alla pregiata realizzazione (subisce infatti un passaggio di demineralizzazione dell’acqua) crea un binomio perfetto tra i due. Il suo nome? Le Tribute.

Neanche il tempo di accorgercene e Walter arriva con uno dei suoi grandi cavalli di battaglia: L’Ha Girata. Un impasto chiuso a mezzaluna che matura le ultime 4 ore con bufala campana DOP e pomodoro confit all’interno. Servita a tranci sul piatto, con pomodori datterini, dadolata di mozzarella, spolverata di cacio vaccino e basilico dopo cottura.
Nata per errore dal caso una sera d’estate è rimasta nel menù perché ne hanno visto il potenziale e, assaggiandola si spiega anche il perché.
Possono essere aggiunti degli ingredienti aggiuntivi a guarnitura fra cui le acciughe, il culatello o le julienne di salamino scottato come facciamo noi.
Questa è una pizza succosa, morbidissima e molto saporita che - ma questo forse vale un po’ tutte per le pizze invenzioni di Walter - consigliamo di condividere tra commensali per provare più gusti e formati, esaltando l’esperienza.

Al tavolo ora sua maestà “L’ha Sospesa”, una pizza che al quinto giorno di lievitazione viene sospesa e allungata su di una trave per circa 2 ore. È una pizza diversa dalle altre, molto più bassa e scrocchiarella, adatta a chi ama maggiormente questo genere di impasto. La farcitura? Sua maestà il radicchio spadellato e il guanciale. Questa è una pizza che vai avanti a mangiare anche quando tutto attorno inizia a cedere, soprattutto quando inizia a cedere la tua fame. Però è così semplice e così buona che non puoi dirle di no. (Chiaramente viene realizzata con diversi gusti a scelta o su richiesta del cliente).

L’abbinamento con questa pizza? Se prima la protagonista era la tonica ora lo è il gin che si chiama Cinqueterre ed è un gin prodotto con cinque botaniche naturali (una per ciascuna terra della Liguria) da produzione biologica. Maggiorana, salvia, basilico, limone e rosmarino che si sposano perfettamente con un grande classico: Thomas Henry Tonic, forse una delle più buone toniche mai realizzate a detta di Matteo (e pure a detta nostra). Il risultato è l’Italia buona e bella in un bicchiere e pure la sensazione di essere quasi prossimi all’estate che tu buttala via oh.

E infatti arriva con un vassoio di frittelle e galani realizzati da lui perché dovete sapere che in realtà, molto prima della pizza e degli impasti, Walter voleva diventare un pasticcere, anzi, lo è pure stato per un bel pezzo della sua vita e infatti i frutti li potete vedere (ma soprattutto assaggiare) al locale.

Fragranti i galani - e non troppo dolci come spesso accade - mentre le frittelle sono un sogno che vorresti vivere con maggior spazio nello stomaco solo per godere appieno l’esperienza. Crema, crema chantilly, zabaione, grandi classici che non stancano mai.

L’abbinamento? Una bollicina “sgrassante”: La Cuvée Extra Brut de Dos dei Caporai, un Metodo Classico realizzato con uve allevate sul Monte Baldo a 700mt di altitudine e un terreno di roccia calcarea. Non sembra, ma sgrassa veramente eh!

E poi nulla, poi arrivano due piccoli ultimi regali perché sì sa, l’ultimo non è mai l’ultimo - e ce l’ha ben spiegato il film “Le Città di Pianura” promosso in questo periodo - e quindi bicchierino di Amaricato al Rhum di Amarica, un bellissimo prodotto per chi (come me) ancora non osa approcciare al mondo di questo distillato ma ne apprezza comunque il gusto. 28 gradi soltanto, per mostrare come ci si possa accedere per step alle cose se si fa ricerca.

E infine, al bancone come è giusto che sia, il vero saluto Amaro Nazionale, con sentori di carciofo, arancia e caffè. Forse una delle cose più buone e semplici della serata, sicuramente uno degli aiuti migliori per digerire questo banchetto incredibile e fortunato.
Pedrocchino Pizza&Cakes,
Via Roma, 13 - Campodoro (PD)
Tel. 3396881851
Foto di copertina dalle pagine social del locale
Via Roma 13, Campodoro (PD)