Abbiamo parlato con il CEO di un'azienda barese specializzata per capire cosa se ne fanno i ristoranti dei nostri dati

Pubblicato il 15 marzo 2026

Abbiamo parlato con il CEO di un'azienda barese specializzata per capire cosa se ne fanno i ristoranti dei nostri dati

Ne abbiamo parlato con Franco Grieco, CEO di Nealogic

Quante volte hai prenotato un tavolo online o scaricato l'app di un locale per avere lo sconto? Probabilmente tante. Ma ti sei mai chiesto cosa succede davvero a quei dati? Noi ne abbiamo parlato direttamente con chi queste tecnologie le costruisce: Franco Grieco, CEO di Nealogic, azienda informatica barese che sviluppa sistemi gestionali integrati per ristoranti e locali. 

Come lasciamo i nostri dati?


"In modi molto più naturali di quanto si pensi", spiega Franco Grieco. Quando prenoti un tavolo tramite un'app, quando ordini a domicilio, quando aderisci a un programma fedeltà per accumulare punti e ottenere sconti: in tutti questi casi stai fornendo informazioni su di te. Nome, numero di telefono, indirizzo email, abitudini di consumo. Il processo è quasi invisibile, incorporato in gesti quotidiani che ormai diamo per scontati. Nealogic, ad esempio, ha sviluppato una piattaforma che integra in un unico ecosistema il sistema gestionale del locale, la cassa, il sistema di prenotazione tavoli, il delivery e la fidelity card digitale. "Tutte queste tecnologie sono perfettamente integrate fra loro", spiega il CEO, "e il cliente finale interagisce con esse in modo semplice e immediato, spesso senza accorgersene davvero".

Dove finiscono questi dati?


La risposta non è poi così misteriosa: i dati restano nei sistemi del ristorante. Non vengono venduti a terzi, non finiscono su piattaforme pubblicitarie esterne. "Sono informazioni destinate all'uso interno", chiarisce il CEO di Nealogic. Il ristorante li utilizza per conoscere meglio i propri clienti, per capire le abitudini di consumo, per ottimizzare il servizio.

Chi li usa e per quale motivo?


A usarli è il ristorante stesso, per finalità molto concrete: campagne di marketing diretto, comunicazioni su nuovi piatti o eventi, mailing list per promozioni stagionali. "L'obiettivo è servire meglio il cliente", sottolinea Grieco. Sapere che un cliente ordina spesso vegetariano o che festeggia il compleanno a luglio permette al locale di offrire un'esperienza più personalizzata, non di spiarlo. Si tratta, in sostanza, di profilazione per uso interno: niente di diverso da quello che fa qualsiasi attività commerciale che conosce i propri clienti abituali. La differenza è che oggi avviene in modo digitale e strutturato.

C'è qualcosa da temere?


Il settore è regolamentato, soprattutto per quanto riguarda i dati sensibili. Il GDPR europeo impone regole precise su come i dati possono essere raccolti, conservati e utilizzati. Ma il CEO di Nealogic sottolinea un possibile punto critico: il confine tra marketing intelligente e fastidio percepito dal cliente è sottile, e spesso viene valicato. "La fidelizzazione non deve essere una forzatura", avverte. "Oggi esistono sistemi che richiedono, per esempio, il numero di telefono solo per visualizzare il menu. Questo tipo di approccio rischia di indispettire il cliente invece di conquistarlo". Scaricare un'app in cambio di uno sconto è accettabile se è una scelta libera; diventa controproducente se è un obbligo mascherato da convenienza.

In conclusione, i dati che lasciamo nei locali che frequentiamo non sono un pericolo, a patto che vengano usati con buon senso e nel rispetto delle normative.

NeaLogic. Viale Luigi Einaudi, Bari. Tel: 0805357292

 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Carmenrita Lucente

Appassionata di lingue e culture straniere, sono convinta che il modo migliore per conoscere una nuova cultura è partendo dalle tradizioni culinarie. Mi piace il buon cibo, quello tradizionale, ma soprattutto quello sperimentale. La cucina è un’esperienza fatta di infiniti tentativi dove, anche quelli fallimentari, possono portare alla nascita di qualcosa di unico, proprio come il Panettone o il Negroni sbagliato. Il tutto sta nel lasciarsi andare e nel godersi l’esperienza!

IN QUESTO ARTICOLO
×