La Rive Droite torinese da gustare: dove mangiare tra Borgo Po, Crimea e precollina
Pubblicato il 18 maggio 2026
La Rive Droite torinese, compresa nell’area tra Crimea, Borgo Po, piazza Gran Madre e piazza Hermada, è da sempre una delle zone più interessanti della città quando si parla di ristoranti. Qui convivono indirizzi storici frequentati da generazioni di torinesi, locali eleganti immersi nel verde, insegne contemporanee e cucine internazionali che hanno contribuito a rendere questa parte della città una vera destinazione enogastronomica. Dalle trattorie piemontesi più tradizionali ai bistrot d’autore, passando per sushi restaurant, wine bar creativi, pizzerie contemporanee e cucine plant based, la scelta è ampia e trasversale, perfetta tanto per un pranzo tranquillo quanto per una cena speciale o una serata tra amici. Tra dehors panoramici, palazzi storici, locali iconici e nuove aperture ormai diventate punti di riferimento, ecco alcuni indirizzi da segnare per godersi al meglio la riva destra del fiume Po.

Tra gli indirizzi più interessanti della precollina torinese, Smoking Wine Bar riesce a mettere insieme cucina creativa, atmosfera rilassata e una ricerca molto seria sul vino senza mai risultare pretenzioso. Nato dalla trasformazione di uno storico bar-tabacchi, il locale conserva ancora un’anima conviviale e informale, ma con un’estetica elegante fatta di luci soffuse, dettagli vintage e un dehors climatizzato molto apprezzato nella bella stagione. In cucina si lavora tanto sulla materia prima e sulle reinterpretazioni della tradizione piemontese, con piatti che cambiano spesso e una particolare attenzione ai tagli meno convenzionali e alle interiora: animelle, cervella fritte, trippa e altre proposte “coraggiose” convivono con tapas contemporanee e piatti da condividere pensati per accompagnare il vino. La carta vini è uno dei grandi punti di forza del locale, soprattutto per chi ama i vini naturali e le etichette meno scontate.
Strada Val San Martino 4, Torino.

A pochi passi di distanza dallo Smoking c’è Birilli, storico locale aperto da Piero Chiambretti e diventato negli anni uno dei punti di riferimento della zona. L’ambiente è vivace e ricco di personalità, con un arredamento curato nei minimi dettagli tra richiami rétro, luci soffuse e oggetti curiosi. Il giardino interno è un luogo delizioso per un pasto all'aperto durante la bella stagione. La cucina parte dai grandi classici italiani e piemontesi ma si rinnova continuamente attraverso la lavagna del giorno, che cambia spesso seguendo stagione ed estro della cucina. La sera protagonista è anche il grill, con carni alla brace e tagli selezionati, accompagnati da una bella carta vini.
Strada Val San Martino Superiore 7, Torino.

Ai piedi della collina torinese, il ristorante Shizen è ormai un riferimento per chi cerca una cucina giapponese raffinata lontana dalla formula all you can eat. Gli ambienti eleganti e minimali si accompagnano a una proposta che parte dal Giappone ma si apre anche ad altre influenze asiatiche, tra tapas orientali, sushi, sashimi, tempure, noodles e piatti che guardano a Vietnam e Thailandia. Interessante anche il lato fusion, con roll creativi e accostamenti che uniscono Oriente e Mediterraneo.
Viale Thovez 6, Torino.

In zona Gran Madre, Ristorante Ceccarelli rappresenta uno dei grandi classici della ristorazione torinese. La famiglia Ceccarelli, originaria di Massa Carrara, è arrivata a Torino nel 1958 portando una cucina che unisce tradizione piemontese e sapori toscani. Oggi il locale continua il proprio percorso attraverso un passaggio generazionale che ha mantenuto intatta l’identità storica del ristorante. Nel menu convivono carne di Chianina, ottimi piatti di mare realizzati con pescato fresco, pasta fatta in casa e piatti tipici delle due regioni.
Via Santorre di Santarosa 7/B, Torino.

Tra i locali più particolari di zona Gran Madre c’è sicuramente Locanda della Regina, indirizzo elegante e raccolto che ha tra i suoi punti di forza la qualità delle proposte e l’atmosfera curata. Sale intime, mattoni a vista e soffitti a volta fanno da sfondo a una cucina piemontese raffinata e attenta alla stagionalità. Molto curata anche la selezione dei vini, che dal lunedì al mercoledì vengono serviti al tavolo a prezzo di costo, formula molto apprezzata dagli appassionati.
Via Villa della Regina 7, Torino.
Tra gli indirizzi storici di Corso Moncalieri, il ristorante Angelino continua a essere un riferimento per chi ama la cucina piemontese più autentica. Qui il menu segue le stagioni ma non mancano mai i grandi classici: antipasti piemontesi, vitello tonnato, agnolotti al ragù, tajarin, brasati e piatti della tradizione preparati con grande attenzione alla sostanza più che alle mode.
Corso Moncalieri 59, Torino.

Casa Crimea è un locale elegante e contemporaneo ospitato in un bellissimo edificio della zona Crimea. Le grandi sale luminose e il dehors fanno da cornice a una proposta che unisce cucina creativa e pizza contemporanea. Gli impasti sono leggeri e croccanti, mentre il menu alterna sapori classici e accostamenti più ricercati.
Corso Moncalieri 35/B, Torino.

Sempre in Corso Moncalieri, all’interno della storica ex macelleria Curletti, Japs! è una delle sedi più amate del celebre gruppo di cucina giapponese made in Turin che negli anni ha contribuito a cambiare il modo di vivere la cucina nipponica in città. Ogni sede di Japs! Ha una propria identità gastronomica, e quella di Corso Moncalieri, oltre al sushi, è specializzata in ramen e carni wagyu, preparate in diversi modi ispirati alla tradizione nipponica. L’ambiente mantiene alcuni dettagli originali dello storico locale, come il bancone da macelleria, reinterpretati in chiave contemporanea.
Corso Moncalieri 47, Torino.

Per chi ama cenare con Torino ai propri piedi, godendo di una vista mozzafiato, il Ristorante al Monte dei Cappuccini resta uno degli indirizzi più suggestivi della città. La terrazza panoramica regala una vista spettacolare sul fiume, sulla Mole e sull’arco alpino, mentre la cucina punta sui grandi classici piemontesi: carne cruda, albese, agnolotti, fritto piemontese e piatti che seguono il ritmo delle stagioni.
Salita al CAI Torino 12, Torino.

Tra gli indirizzi storici della zona Gran Madre e Borgo Po, Monferrato continua a rappresentare una vera istituzione. Aperto fin dal 1820, il locale è stato recentemente rinnovato mantenendo però un’eleganza classica quasi da club inglese. La cucina resta profondamente piemontese, con vitello tonnato, plin, finanziera, bolliti e una cantina molto importante.
Via Monferrato 6, Torino.

Per chi cerca invece una cucina vegetale contemporanea, L’Orto già Salsamentario è uno degli indirizzi più originali della zona Gran Madre. Il ristorante 100% plant based propone una cucina creativa e tecnica, fatta di fermentazioni, consistenze e contaminazioni internazionali. Tra i piatti simbolo ci sono “L’Evoluzione”, creato durante la partecipazione a “4 Ristoranti” di Alessandro Borghese, e il “Piatto Novak”, dedicato a Novak Djokovic.
Via Monferrato 14/A, Torino.

Infine, nel cuore di Borgo Po, Cannavacciuolo Bistrot Torino ha portato in città la cucina stellata di Antonino Cannavacciuolo in versione bistrot di lusso. Ospitato in un elegante angolo del quartiere, il bistrot propone menu degustazione, percorsi vegetariani e una cucina raffinata che unisce tecnica, memoria e grandi materie prime, accompagnata da una cantina di altissimo livello.
Via Umberto Cosmo 6, Torino.
Foto tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
In copertina: Casa Crimea.
scritto da:
Laureata in filosofia, racconta da anni Torino partendo dai suoi tavoli: ristoranti e locali dove cucina, vino e miscelazione diventano linguaggio. Frequenta cucine, sale e banconi con curiosità e spirito critico, osserva chi li anima e chi li attraversa, poi mette tutto nero su bianco.
Via Villa Della Regina 7, Torino (TO)