Né romana né napoletana: le pizze da provare a Roma se non ti piacciono le etichette
Pubblicato il 8 gennaio 2026
A Roma parlare di pizza è sempre un campo minato. Romana sì, romana no. Napoletana vera, napoletana “finta”. Cornicione alto, base sottile, disco volante o foglio A4. Ma la verità è una sola: la pizza non ama le gabbie. E in città esistono pizzerie che da anni fanno quello che vogliono, con personalità, tecnica e gusto, fregandosene delle definizioni. Né romane né napoletane, ma semplicemente buone. Ecco sei indirizzi da segnare se anche tu pensi che le etichette servano più al vino che alla pizza.

Al Grottino, zona San Giovanni è praticamente un manifesto. Qui lo dicono chiaro e tondo: la pizza è “né alta né bassa”. Tony Vespa ha scelto questa strada anni fa, quando parlare di biga e lunga maturazione non era ancora di moda. L’impasto, maturato circa 48 ore, è fragrante, leggero e digeribile, con quella croccantezza gentile che mette d’accordo tutti. Il locale ha una storia lunga, fatta di fiaschetteria, forno a legna e ristrutturazioni che hanno sempre mantenuto un equilibrio tra tradizione e modernità. Le pizze partono dalla classica Margherita e arrivano a proposte più golose e strutturate come la Le Murge o la Route 66, senza dimenticare le pizze fritte. È il classico posto dove torni perché sai esattamente cosa ti aspetta: una pizza solida, senza fronzoli, ma con carattere.
Al Grottino. Via Orvieto, 6 - 00182 Roma. Tel. 06 702 4440

Pizzeria di Quartiere, a Pietralata, è uno di quei posti che funzionano perché sono autentici. Nata in una zona che conserva ancora l’anima operaia e selvaggia di Roma, è diventata un punto di riferimento per chi cerca una pizza che sappia essere contemporanea senza perdere il legame con la tradizione. L’impasto nasce da farine integrali biologiche macinate a pietra, lievita a lungo e arriva in tavola leggero, profumato, mai stancante. Qui la pizza non fa la voce grossa, ma convince morso dopo morso. È il classico posto dove entri per mangiare e finisci per restare più del previsto, tra chiacchiere, birre e tavoli che sembrano sempre pieni di gente che si conosce da sempre.
Pietralata - Pizzeria di Quartiere. Via di Pietralata, 146 - 00158 Roma. Tel. 06 451 3480

Dar Poeta, a Trastevere, è un’esperienza prima ancora che una pizzeria. Dedicata a Giuseppe Gioachino Belli, con i suoi sonetti scritti sui muri, rappresenta la romanità più schietta, verace e rumorosa. Qui la pizza non è né romana né napoletana, è “Dar Poeta”, e basta. L’impasto lievita 48 ore, la cottura è a legna e il risultato è una pizza che riesce a essere morbida e strutturata allo stesso tempo. Non aspettarti silenzio o tempi rapidi: spesso c’è da attendere, ma fa parte del gioco. Le pizze classiche sono la Margherita, la Napoli o la Bufala, mentre le speciali stagionali come Il Trionfo o la Ruspante raccontano un’attenzione particolare agli ingredienti, senza mai dimenticare la stagionalità. È il posto giusto se vuoi mangiare pizza sentendoti dentro Trastevere, quello vero.
Dar Poeta. Vicolo del Bologna, 45 - 00153 Roma. Tel. 06 588 0516

Fina Fina, a Colli Albani, è la dimostrazione che la pizza può essere anche progettata. Marco Quintili, pizzaiolo e tecnico delle farine, ha creato un impasto che prende il meglio di due mondi: diametro napoletano, base sottile romana. La lievitazione è di 48 ore, la farina è studiata per essere ricca di fibre e il forno a legna è stato progettato su misura per una cottura dolce, senza effetto biscotto. Qui trovi le grandi classiche, ma anche pizze d’autore come la Tonnara o la Romanesca, che mostrano una mano sicura e una visione precisa. È una pizza elegante, leggera, che non ha bisogno di dichiararsi per farsi riconoscere.
Pizzeria Fina Fina - Colli Albani. Via Arrigo Davila, 83 - 00179 Roma. Tel. 06 7834 5173

Pizzeria Magnifica gioca su un altro piano ancora: quello degli ingredienti. Qui la pizza diventa una tela su cui raccontare territori, prodotti e stagioni. L’impasto, altamente digeribile e lavorato con tempi lunghi, fa da base a combinazioni che cambiano e si rinnovano, mantenendo sempre una coerenza di fondo. Mangiare qui significa fare un viaggio, assaggiare l’Italia senza spostarsi dal tavolo, lasciandosi guidare dalla curiosità più che dalle abitudini. C’è la Margherita, la Marinara con colatura di alici, mentre le pizze stagionali come il Carciofo alla Romana o la Carbonara raccontano una ricerca vera. È una pizza che non segue una scuola, segue il gusto.
Pizzeria Magnifica. Via Ugo de Carolis, 72/D - 00136 Roma. Tel. 06 3545 2285

Chiude Vinificio, il +1 fuori formato. Non una pizzeria classica, ma un hub dove vino, cucina ed eventi convivono. Qui la pizza prende la forma di pizzette al tegamino, fatte con lievito madre, pensate per essere condivise e abbinate a una cantina da oltre 500 etichette. I prezzi vanno dagli 8 ai 12 euro e le farciture cambiano spesso, seguendo stagionalità e piccoli produttori. La marinata con alici mi ha convinto al primo morso, ma guai a sottovalutare la rossa con funghi e caciocavallo. È la dimostrazione che la pizza può essere anche un linguaggio contemporaneo, informale e conviviale.
Vinificio. Piazza dell'Emporio, 1 - 00153 Roma. Tel. 389 179 8451
In copertina: Il Grottino.
Foto tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
scritto da:
Nata nel '95. Giornalista per passione, sognatrice a tempo pieno. Appassionata e determinata, amo conoscere e raccontare. Romantica da fare schifo, le dediche più tenere continuo a riservarle allo spritz e alla pizza, indiscutibilmente le mie debolezze".
Via Orvieto 4, Roma (RM)