Di certo, la bellezza di questo luogo immerso nella campagna di Otranto, a un passo dal mare, dove l’Adriatico incontra lo Jonio, non stupisce la clientela affezionata. Certamente sorprende chi ci arriva per la prima volta, invece, l’armonia della natura con gli elementi architettonici che accolgono questo ristorante, la cura di ogni dettaglio senza artifici ma, anzi, con la gestualità semplice che dona luce alla luce che, in ogni stagione, avvolge questo lembo di terra.

I dettagli che fanno la differenza 



L’ingresso è quello di un villino di campagna, il resto è magia ancestrale. La pietra tufacea a lastricare, le vetrate che ospitano il ristorante ad anticipare una cucina di mare e terra dove la terra è quella dell’orto-giardino edibile, visitabile per tutto il perimetro che circonda la sala, tra profumi e colori che sanno di primavera tutto l’anno.
Total white negli arredi, ma non inteso come minimal da lounge bar, bensì in uno stile rurale, in legno, in cui la scelta del colore neutro per eccellenza lascia spazio agli esterni a vista, ai fiori sui tavoli, ai piatti che arriveranno e meritano centralità.
Elegante e sobria la mise en place, al servizio della cucina e dello star bene. Dai calici, ai tessuti, ai piatti da portata, nulla è lasciato al caso, eppure non fa sfoggio di sé. Come il servizio: professionale e familiare, gentile e fresco. Quasi non si nota ma è sempre lì al bisogno.
Siamo già felici della scoperta, e di un piacevole calice di bollicine al sole di marzo, quando parte il nostro viaggio nelle portate.

Per iniziare col piede giusto


Gli antipasti sono un preludio ricco e gioioso alle portate principali.
Ancora prima, un fragrante pane di grano da forno artigianale: semplice, ai cereali, alla curcuma, alle noci. Accompagnato dall’olio di un’azienda locale nelle varietà coratina e leccina. Basta poco per la felicità.


E allora, via con Seppia e patate: patate in crema è brulè, seppia in tagliatella leggermente scottata, erbe aromatiche (la menta, determinante al gusto, raccolta sul momento a un metro da noi) e olio a chiudere. Piatto fresco, incredibilmente equilibrato per sapori e consistenze, dove sensazione di crudo e cotto si mescolano grazie a una cottura impeccabile di un fresco di mare strepitoso, la seppia, e la doppia preparazione delle patate setosa e morbida nella crema e quasi barbecue nel brulè. Le erbe aromatiche fanno il resto, come per tutto il menu, conferendo personalità e completezza a ogni piatto.


Proseguiamo con Filetto di sarago, cicoria di campagna e frisella con bisque di gamberetti rossi.
È tra i piatti iconici del ristorante e non facciamo fatica a scoprirne il motivo. La frisa sbriciolata è utilizzata in modo assolutamente originale, a formare una sorta di croccante pasta brisé alla base, arricchita dalla persuasiva e suadente bisque. La cicoria è semplicemente perfetta (anche nella versione leggermente croccante in cima) così come la cottura del sarago, che è quello piccolo, certosinamente sfilettato dallo chef e cotto a regola d’arte, all’insegna dell’anti-spreco oltre che del gusto. A finire, una convincente polvere di olive nere e crema di pomodoro fresco e secco.


Quindi, Merluzzo panato allo zafferano, carpaccio di zucchina marinata e crema di yogurt all’aglio. Davvero un altro modo di assaporare questo pesce dalle mille qualità e dal gusto intenso e versatile. Acidità, dolcezza, cremosità avvolgente e croccantezza di panatura e verdure si mescolano a meraviglia e nel piatto resta solo la scarpetta (che non ci lasciamo sfuggire).


Infine, un tris che è un podio: Cozza fritta con peperone friggitello e purè di fave; Alice ripiena di cicoria e crema di finocchio con puntarelle crude; Involtino di melanzana, pesce spada e scamorza affumicata con stracciatella in cima. Cosa aggiungere? Cosa, infatti, potrebbe essere scritto che superi l’incommensurabile piacere di una cozza fritta come si deve, di verdure appena colte e cucinate con sapienza. Forse giusto un inedito aforisma: “al contadin non far sapere quant’è buono il purè di fave con i friggitelli”.


Per non farci mancare nulla, a quest’ultimo antipasto aggiungiamo un – bellissimo anche alla vista – Alici marinate, crema di ricotta di pecora di Torre Sant’Emiliano, riduzione di mirto, puntarelle e menta. Valeva la pena. Ed è la conferma che qui ciò che non è autoprodotto è attentamente selezionato da fornitori locali d’eccellenza: un territorio in un piatto. Per niente scontato.

Per continuare sulla buona strada

Il primo piatto è un piccolo capolavoro di tecnica e gusto: Linguine “Cavalieri”, ricciola, finger lime (sempre della casa), stracciatella e pomodorino giallo. Anche in questo caso, la descrizione parla da sé e crea appetito. Si può giusto indugiare sulla clamorosa ricciola – pesce azzurro che si finge bianco – e sulla destrezza culinaria dello chef, che a ogni piatto fornisce una ragione per tornare.


E siccome la ricciola è un pesce fenomenale e oggi il mare ha deciso di essere generoso, non abbiamo perso l’occasione di provarla anche per il secondo piatto: Tagliata di ricciola con verdure profumate al mirto. Un concentrato di aromi, succulenza, carattere ed estro che ben concludono un percorso inaspettato e perciò ancor più sbalorditivo.

Per finire in gran stile

Pardon. Si è detto “concludono”? Senza il dolce? E va bene che l’atmosfera è super chic (rural chic, beninteso), e va bene che stiamo continuando a bere un ottimo vino bianco friulano da una carta vini ampia e ben pensata, e va bene che siamo più che soddisfatti di ogni piatto provato e ce ne vogliamo portare intatta la memoria ma siamo pur sempre in una “casa” del sud, in uno splendido luogo che ha una storia familiare. Il dolce ci vuole prima del commiato!
E non potevamo aspettarci dolce arrivederci più imprevisto e ben accolto: formaggio e fichi.


Per l’esattezza, Pecorino locale stagionato e fichi secchi con mandorla. Geniale. Da non perdere – ormai siete lì, che rinunciate? – anche le Crostatine di frolla, cacao e nocciole con pere al rum e crema di ricotta di pecora e un Cioccolatino bianco con arachide salata. Chiusura perfetta.



Diavolicchio: Via Mammacasella, Otranto (LE)
Telefono: 3296352788

Le foto interne e di copertina sono state prese dall'archivio interno di 2night

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