Quali sono gli osti più social di Roma

Pubblicato il 3 maggio 2026

Quali sono gli osti più social di Roma

C’è poco da girarci intorno: oggi gran parte della nostra vita passa dallo smartphone. I social hanno praticamente inghiottito tutto e li usiamo per ogni cosa: ci informiamo, chiacchieriamo con gli amici e, sempre più spesso, decidiamo anche dove andare a mangiare. Per questo non sono solo le persone ad avere un profilo, ma anche ristoranti, bar e trattorie hanno una pagina Instagram o Facebook. Ormai la comunicazione passa dal cellulare e chi vuole far conoscere il proprio locale difficilmente può fare a meno dei social. C’è chi li usa in modo classico, limitandosi a pubblicare foto dei piatti e della sala. E poi ci sono gli osti, i ristoratori e gli chef che non hanno paura della telecamera e, invece di restare nell’ombra, hanno deciso di metterci la faccia. Tra video di ricette, battute e racconti dal dietro le quinte del locale, sono diventati i veri protagonisti dei profili social dei loro ristoranti. A Roma non mancano gli osti che hanno raccolto la sfida, trasformando Instagram in una sorta di “osteria virtuale”, dove mostrano e raccontano il proprio lavoro, per attirare follower pronti a trasformarsi in nuovi clienti. Siamo andati a curiosare tra i profili social e le tavole della Capitale per scovare alcuni degli osti più social della città e, ovviamente, provare i loro locali.

Quando il ristorante mantiene quello che promette sui social 


Tra una foto di un piatto, un video ironico girato in cucina e i reel delle ricette passo dopo passo, smettere di scorrere è praticamente impossibile. I veri protagonisti della pagina Instagram di All’Alberone - Cucina con Cantina sono due: i piatti e lo chef e patron Alessandro Di Crisci, che sui social si mette in gioco in prima persona, mostrando le preparazioni delle ricette che poi ritrovi identiche nel menu. Non mancano, poi, gli scatti con l’intera brigata. Spesso i social non dicono la verità, ma in questo caso conviene fidarsi, perché mantiene quello che promette. Il locale è esattamente come appare: pochi tavoli, cura dei dettagli, un’atmosfera intima ma calorosa, con il proprietario che passa tra i tavoli per chiedere come sta andando la cena. Poi, i piatti sono proprio quelli che vedi nelle foto social, non cambiano di una virgola e il gusto è quello che ti aspetti. Insomma, oltre a essere belli e instagrammabili, sono soprattutto buoni. Leggere il menu senza pensare, davanti a ogni piatto, “lo voglio assaggiare” è davvero un’impresa. Devi, però, assolutamente provare il tonnarello con salsa di cicoria ripassata, guanciale e pecorino e il baccalà alla puttanesca.
All’Alberone - Cucina con Cantina,  Via Francesco Valesio 5, 00179, Roma; Tel: 3917127198

Lo chef che spadella e prepara i piatti al tavolo

A Trastevere c’è un’osteria all’antica, proprio come quelle di una volta, che è sbarcata sui social e, insieme al suo oste, sta conquistando sempre più follower e clienti. Si tratta di La Tavernetta 29 da Tony e Andrea. Il format è sempre lo stesso e ogni volta riesce a tenerti incollato allo schermo: lo chef Tony che esce dalla cucina con una padella piena di pasta, spadella ancora qualche secondo mentre si avvicina al tavolo e poi, senza troppi fronzoli, ti riempie il piatto direttamente davanti agli occhi. È una scena che nel tempo è diventata un rituale. In quel semplice gesto c’è tutta l’arte degli osti: abbondanza, calore e genuina spontaneità. Lo chef, proprio come si vede nei video, non sta solo dietro i fornelli, ma gira tra i tavoli, scherza, commenta e controlla che sia tutto di tuo gradimento. Non è un ambiente chic, non ci sono impiattamenti minimal e l’atmosfera non è da ristorante stellato. Tony ti serve la pasta al tavolo proprio come farebbe un amico di vecchia data. Qui non sei un semplice cliente, ma ti senti parte della tavolata. A La Tavernetta 29 da Tony e Andrea, si esce con il sorriso e, soprattutto, a pancia piena.
La tavernetta 29 da Tony e Andrea, Via della Pelliccia 29a, 00153, Roma, Tel: 3311173123

La fraschetta che ha conquistato Instagram con la sfida dei primi


«Sandro, c’è un ragazzo che vole fa’ la sfida». Se passi un po’ di tempo su Instagram, è quasi impossibile non esserti imbattuto in un video che inizia così. È l’incipit diventato virale della Fraschetta La Romanella. Il protagonista è Sandro, l’oste che ha trasformato la convivialità in un piccolo fenomeno social. Nei suoi video si respira un’aria autenticamente familiare: compaiono la madre, i figli, lo chef e a volte tutta la brigata. L’obiettivo è semplice mostrare l’immagine genuina dell’osteria romana e raccontare un determinato tipo di ristorazione, quella dove si mangia bene, senza spendere prezzi folli, si ride e si condivide. Il format che lo ha reso celebre è quello della “sfida dei primi romani”: porzioni abbondanti di carbonara, amatriciana o cacio e pepe contro l’appetito e la determinazione di chi accetta la prova. Ma non ti preoccupare, per mangiare qui non serve necessariamente partecipare alla sfida; puoi anche prendere i piatti normali, ma se vieni qui non puoi andartene senza aver assaggiato almeno un primo della tradizione romana. 
Fraschetta la Romanella, Via delle Fiamme Gialle 63, 00122, Roma, Tel: 068956782

La rivoluzione vegetale raccontata con pacatezza e gusto 

Ci sono tanti modi di stare sui social. C’è chi punta su una frase tormentone, chi lascia parlare solo le immagini e chi alza i toni per farsi notare. Poi c’è chi sceglie una strada diversa, più discreta ma non per questo meno efficace. Lo chef Davide Leo del Veghometro si presenta così: seduto, un piatto davanti e voce calma. Niente effetti speciali, niente urla. Racconta la ricetta e spiega gli ingredienti. Il tutto con un solo obiettivo: mostrare la sua idea di cucina vegetale. Il format è essenziale, quasi intimistico. Più che promuovere il locale, è un modo pacato per entrare in contatto con i follower. Al Veghometro tutti i piatti sono vegani. Eppure, guardando le foto di carbonara, amatriciana e cacio e pepe, il dubbio ti viene eccome. Tanto che il desiderio di provarli è inevitabile.  Non ci sono solo reinterpretazioni della tradizione, anche se la carbonara e lo sbaccalà alla romana vanno assolutamente assaggiati. Il menu si muove anche altrove: come il risotto fusion con kimchi piccante, gorgonzola veg, crema alla nocciola e granella tostata, oppure il tandoori stew, uno spezzatino di soia cotto nel latte di cocco e garam masala, servito con cavolfiore, patate, salsa yogurt veg e papadam croccante.
Veghometro, Via del Gazometro 38, 00142, Roma; Tel: 0684421146

L’Osteria tradizionale romana tutta al femminile


Tra i tantissimi osti che popolano i social, c’è una realtà che spicca per autenticità. Si tratta dell’osteria da Checco er Carrettiere. Anche se il nome potrebbe far pensare a un uomo, a guidare il locale sono tutte donne. E a tenere banco, in cucina e davanti alla telecamera, è Stefania Porcelli. Il suo modo di raccontarsi è diretto, genuino, con quella semplicità tipica di Roma. Non c’è costruzione, ma una simpatia naturale che, video dopo video, ti fa venire voglia di chiudere Instagram e andare di persona ad assaggiare i suoi piatti. Nei filmati la si vede quasi sempre con le mani in pasta, mentre prepara una ricetta. Ogni gesto è accompagnato da un ricordo, da un aneddoto di famiglia, che sa di domeniche rumorose. Non sono semplici preparazioni, ma memoria singola e collettiva, perché in quei movimenti riconosci sicuramente qualcosa che hai già visto fare a tua nonna. Da Checco er Carrettiere si va proprio per la cucina genuina e popolare e l’atmosfera che sa di casa. Qui le tradizioni si rispettano sul serio: il giovedì, per esempio, si mangiano gli gnocchi, ma il menu è pieno di piatti da assaggiare come gli involtini, gli spaghetti alla carettiera con pomodoro, tonno rosso e porcini secchi e la coda alla vaccinara.
Checco er Carrettiere, Via Benedetta 10, 00153, Roma; Tel: 065817018

Riscoprire i sapori di Roma in zona Appio-Latino

Se cerchi un posto dove mangiare la vera cucina romana, senza fronzoli e senza compromessi, c’è una sola risposta: Dar Bruttone. Qui vieni per sentirti accolto, quasi come quando vai a casa dalla nonna, e per ridere. Oggi il vero biglietto da visita di ogni locale sono le pagine social. Basta dare uno sguardo alla pagina Instagram di Dar Bruttone per capire l’aria che si respira:  ogni reel è una piccola gag, un momento di quotidianità raccontato con ironia, capace di farti affezionare ai volti del locale ancora prima di varcare la porta e di farti gustare i piatti. Insomma, ti invogliano ad andare da loro con un sorriso. Sorriso che non manca all’oste Giuseppe e ai camerieri quando ti accolgono e quando arrivano in tavola i grandi classici romani: carbonara, amatriciana, gricia e cacio e pepe. Difficile scegliere quale mangiare, ma i piatti che lasciano davvero il segno e che vanno provati assolutamente sono le fettuccine con il sugo di coda alla vaccinara, la coratella e l’abbacchio con le patate. 
Dar Bruttone, Via Taranto 118, 00182, Roma; Tel: 0689024870


Foto copertina: Dar Bruttone.
Foto concesse dai rispettivi soggetti. 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Matteo Cicarelli

Scrivere e raccontare storie sono sempre state le mie passioni fin da bambino, crescendo ho ampliato i miei interessi dedicandomi all’arte, al cinema, alla comicità, allo sport, ai libri, ma soprattutto all’enogastronomia. Ogni volta che assaggio un piatto non leggo gli ingredienti, ma chiudo gli occhi per tentare di indovinarli. Non c’è niente di meglio che sorseggiare un ottimo vino mentre si legge un bel romanzo.

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