Centocelle, stasera se magna: una guida per veri foodie

Pubblicato il 1 giugno 2026

C'è stato un momento, diciamo dieci-quindici anni fa, in cui dire "stasera si va a cena a Centocelle" suonava più o meno come "stasera si va a cena a Marte". Roba da pionieri. Poi qualcosa si è mosso – qualche apertura coraggiosa, due o tre ragazzi con le idee chiare, il passaparola che vola sui social – e oggi Centocelle è uno dei quartieri più gourmand della Capitale, quello dove si va non perché tocca ma perché si vuole. Con un vantaggio non da poco: parcheggi che esistono davvero (ebbene sì, succede), prezzi più umani del centro e una scena enogastronomica che non ha niente da invidiare ai quartieri-bene. Ti ho selezionato dieci indirizzi che, se non li conosci, dovresti segnarti subito sul telefono. Pronto? Si parte.

L'unico vero irish pub di Centocelle

Iniziamo dall'unico vero irish pub del quartiere, quello che profuma di legno e Guinness spillata come si deve. The Wanderer Pub è la creatura di Daniele, publican con vent'anni di gavetta alle spalle (ha gestito locali storici come il Maltese Pub a Piazza Epiro e il Bosco degli Elfi), e l'atmosfera la senti appena entri: bancone caldo, luci basse, quel mood vagabondo ispirato a Corto Maltese che ti fa venire voglia di restare due ore in più. Si beve benissimo – tra Guinness, artigianali italiane ed europee in continua rotazione – e si mangia altrettanto bene: hamburger stagionali (ne cambia uno ogni mese), una friggitoria di livello e quel pulled pork cotto per ore che è ormai la firma della casa. Gli eventi, tra San Patrizio, Oktoberfest, Beer Cup e le partite di calcio in TV sono la ciliegina su una torta già dannatamente buona.
The Wanderer Pub. Via Federico Delpino 146, 00171 Roma. Tel. 3317983647

L'osteria-enoteca "resistente" 

Cambio totale di registro con Menabò Vino e Cucina, l'osteria-enoteca aperta nel febbraio 2018 dai fratelli Paolo e Daniele Camponeschi (Paolo in cucina, Daniele in sala con tutta la parte vini e pasticceria) e oggi inserita nella Guida Michelin 2026. Il nome viene dal mondo della tipografia, ma il senso è proprio quello di una "trattoria resistente" – come piace dire a loro – alle mode e all'estetica priva di contenuto. Cucina di mercato che cambia con le stagioni, equilibrio fra carne, pesce e vegetali (qui anche i carnivori si innamorano dei piatti vegetariani), una carta vini lunga e curatissima ricca di artigiani e biologici. Locale piccolo, prenotare è praticamente d'obbligo. 
Menabò Vino e Cucina. Via delle Palme 44 D, 00171 Roma. Tel. 0686937299.

Cucina e cicchetti nel cuore di Centocelle

Sempre in tema "ristorante che ti fa sentire a casa ma con un livello tecnico alto" c'è Acacie e Pepe – Cucina e Cicchetti, l'osteria di Edoardo Andreani e dell'amico-socio Valerio aperta sempre nel 2018. Il nome viene dalla via che lo ospita più la passione che ci mettono dentro, e la formula è geniale: una carta classica più una "sottocarta" di cicchetti (le tapas all'italiana) per chi vuole giocare a piluccare. Cucina circolare, attenzione allo spreco, materie prime stagionali e il piatto che non puoi non provare: l'"Acacie e Pepe", la loro cacio e pepe leggermente rivisitata che vale da sola il viaggio. Ambiente informale, ci puoi andare in jeans – rigorosamente da sbottonare quando la sazietà raggiunge livelli da divano post-pranzo della domenica. 
Acacie e Pepe. Via delle Acacie 27, 00171 Roma. Tel. 0645421087.

La chicca per i veri carnivori

Veniamo alla chicca per i carnivori veri: Fassangue. Un nome che ti arriva dritto allo stomaco (e dice tutto), un buchetto stretto e lungo che è diventato di culto. Qui hanno inventato il sushi di carne cruda: nigiri, uramaki, hosomaki ma con tartare al posto del pesce, riso giapponese e dadolate di scottona. Il progetto nasce nel 2018 dalla storica Macelleria Caputo (tre generazioni di macellai, origini campane a Vietri sul Mare), quindi sulla qualità della materia prima zero discussioni. Tema portante? Il cinema: i piatti si chiamano "Vincent Vega", "Kubrick", "Madame Bovary", "L'Urlo di Chen terrorizza anche Centocelle". Non è cucina per tutti, ma se sei un carnivoro doc qui diventi pazzo. Da provare assolutamente gli uramaki con guanciale croccante e cipolla caramellata. 
Fassangue – La Bottega. Via delle Palme 76/A, 00171 Roma. Tel. 0652728824.

A Centocelle, per "ruminare" sul serio

Aperto da poco e già nelle conversazioni del quartiere, Ristorante Rumino è l'arrivo più recente che mescola anima gastronomica e spirito conviviale, con un occhio alla Calabria. Tapas che raccontano la cucina della casa, pappardelle tirate a mano con sugo di salsiccia calabrese e ricotta di Crotone affumicata, polpo rosticciato e friggitelli, una bella selezione di vini italiani e un Aperirumino a misura di tasca dalle 18 alle 20.30. Il nome è già tutto un programma – qui si viene per ruminare sul serio, e la sala con quel mood industrial-elegante invita a restarci una serata intera. 
Ristorante Rumino. Via degli Olivi 47, 00171 Roma. Tel. 3299166946.

Dove la pasta fatta in casa è la religione

Per chi cerca la pasta fatta in casa come una volta, Osteria 23 è una scoperta di quelle che ti fanno tornare. Aperta da non troppo, a gestione femminile, si è già fatta un nome con il suo laboratorio interno: la carbonara, l'amatriciana, le fettuccine al ragù napoletano sono tra le più buone provate in città, e c'è chi giura sul tonnarello cacio e polpo che sembra assurdo ma funziona. Anche gli antipasti non scherzano (vitello tonnato e tartare in primis) e la cheesecake finale è di quelle che ricordi per giorni. Prezzo medio onesto – si sta sui 25-28 euro a persona – per un livello che meriterebbe di più. 
Osteria 23. Viale delle Gardenie 131, 00172 Roma. Tel. 3762137604.

Il punto di riferimento per la cucina di mare

Mancava un pezzo nel puzzle gastronomico di Centocelle: il pesce di livello. L'hanno messo i fratelli Alessandro e Valerio Testa con Iodio, aperto a dicembre 2022 e diventato in pochi mesi un punto di riferimento per la cucina di mare di tutta Roma est. Pareti azzurre, reti da pesca, un déhor esterno per la bella stagione e un menu che cambia in continuazione perché – come dicono loro – "lo decide il mare". Crudi pazzeschi (cozze pelose, mandorle, tartufi di mare, pannocchie), spaghettoni Martelli alle vongole e bottarga, il bao con il granchio moleca. Il rapporto qualità-prezzo è uno dei migliori della città per un pesce di questo livello. 
Iodio. Via Tor de' Schiavi 55/D, 00172 Roma. Tel. 0689619556.

Se vuoi una cena che parta dall'aperitivo

Se invece la voglia è quella di un aperitivo lungo che diventa cena – ma senza sederti a un tavolo formale – la risposta è Pluma. Drinklist studiata e battezzata "altrove" (i cocktail signature si chiamano Alba, Cielo, Echo, Glitch, Onda...), bao soffici, tartare in tre versioni, mini pizze da 22 cm, wrap, burger e una sezione di gin, mezcal e rum da fare invidia a un cocktail bar di Trastevere. L'aperitivo a 10 o 12 euro con tagliere e drink, dalle 19 alle 21, è una piccola pacchia. Posto piccolo, conviene prenotare. 
Pluma. Via degli Aceri 65, 00172 Roma. Tel. 0639918396.

Il primo locale dedicato al pastrami

Uno degli indirizzi più curiosi del quartiere è Pastrami Roma, il locale interamente dedicato al pastrami, piatto principe della cucina ebraica e rumena emigrata negli USA agli inizi del Novecento. La carne usata è il brisket (punta di petto di manzo), marinato a lungo con un mix di spezie e poi cotto lentamente a bassa temperatura per dare quelle fettine morbidissime e saporite che vedi nei film americani. Ti accoglie Ion, l'oste-mentore che ti racconta volentieri la storia del piatto e dei suoi nonni transilvani, e ti consiglia il panino "Tropea" con cipolla caramellata, il gulash del giorno e – se c'è – la torta al formaggio con miele che, parole degli avventori, "scalda l'anima". 
Pastrami Roma. Via delle Palme 31, 00171 Roma. Tel. 3488881845.

L'istituzione della pizza romana

Chiudiamo in bellezza con quella che è ormai un'istituzione: 180 Grammi Pizzeria Romana di Jacopo Mercuro, l'uomo a cui si deve buona parte del rinascimento della pizza tonda romana scrocchiarella. Il locale storico aperto nel 2018 in via Tor de' Schiavi è oggi dedicato all'asporto, mentre dal 2021 la sede principale è in via Genazzano 32, a un passo dall'ingresso di Villa Gordiani: cucina a vista, impasto indiretto a lunga lievitazione, topping che mescolano classici e azzardi creativi, e una friggitoria che merita un capitolo a parte – i Sampietrini (cubotti fritti da 70 g ispirati alla cucina romana e non) sono diventati un format. Premiato praticamente da chiunque, i prezzi sono quelli giusti del quartiere. Prenota online con largo anticipo, perché altrimenti non entri. 
180 Grammi. Via Genazzano 32, 00177 Roma. Tel. 3479998983.

Immagini interne prese dai profili Instagram dei locali menzionati.

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scritto da:

Elena Bravetti

Nata nel '95. Giornalista per passione, sognatrice a tempo pieno. Appassionata e determinata, amo conoscere e raccontare. Romantica da fare schifo, le dediche più tenere continuo a riservarle allo spritz e alla pizza, indiscutibilmente le mie debolezze".

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