Via Federico Delpino 146, Roma (RM)
ORARI:aperto tutti i giorni 17:30 → 02:00.
TELEFONO: SEGUI SU:Taglieri, Nachos, Hamburger, Tartare, Cucina Italiana, Sandwich, Dolci
Birre alla spina, Birre artigianali, Vini Rossi, Vini Bianchi, Bollicine
Musica da pub, Musica Live
Nel cuore vivo e popolare di Centocelle, The Wanderer Pub è molto più di un semplice locale: è un piccolo porto notturno dove attraccano viaggiatori urbani, anime stanche dopo il lavoro, gruppi di amici in cerca di calore e solitudine da condividere. Varcarne la soglia significa entrare in un mondo sospeso tra Roma e le brume del Nord Europa, tra lo spirito delle public house britanniche e una convivialità tutta mediterranea. Legno scuro, metallo, luci soffuse e vetrate creano un’atmosfera intima e raccolta, in cui ogni tavolo sembra custodire storie, confidenze e brindisi. La cucina è sincera, golosa, senza pose né tecnicismi inutili. Qui il comfort food diventa rito: pulled pork cotto lentamente fino a disfarsi, burger generosi e ben assemblati, bombette pugliesi con patate al forno, parmigiana di melanzane che sa di casa e club sandwich che profumano di viaggi lontani. È un menù pensato per accompagnare la birra, per essere condiviso, per sporcarsi le dita e ridere senza fretta. Ogni piatto racconta una scelta precisa: privilegiare la sostanza all’effetto, il gusto pieno alla moda passeggera. La vera anima del Wanderer, però, scorre nelle sue spine. La carta delle birre è compatta ma intelligente, costruita come un itinerario: Guinness e Kilkenny portano dritti a Dublino con le loro note tostate e caramellate; una Keller rustica e una Weiss profumata aprono una finestra sulla Mitteleuropa; la Tripel belga regala intensità speziata e calore alcolico; l’IPA soddisfa chi cerca amaro e aromi contemporanei. A completare il viaggio, una rotazione di craft beer in bottiglia o lattina e una proposta gluten free, segno di un’attenzione discreta ma concreta verso tutti. Poche etichette, scelte bene, a un prezzo unico che invita alla scoperta e al bis.
Il The Wanderer Pub non nasce da un business plan, ma da una linea incisa sulla pelle. Quella frase di Corto Maltese — «Non avevo la linea della fortuna…» — non è una citazione appesa a una parete: è una dichiarazione di intenti. È l’idea che il destino non si aspetta, si disegna da soli. Il Wanderer è un pub che somiglia a un porto. Non per le mappe, ma per le persone. Qui si entra come si entra in un racconto di Hugo Pratt: con il peso di una giornata addosso, con una sconfitta da digerire o...
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