Cult, a via Ostia, ci ha fatto innamorare ancora con il suo nuovo menu, dove spunta uno strepitoso burger di Wagyu e non solo

Ci eravamo visti l’ultima volta prima della pandemia con Matteo Coppotelli ed il suo Cult Burger & Things, deciso e spinto verso il suo obiettivo come poche volte avevo visto un imprenditore del settore ristorazione fare, l’obiettivo, ovviamente, era quello di produrre il migliore burger di Roma. Ci siamo ritrovati adesso con Matteo dopo quasi un anno e mezzo di Covid, tra mille difficoltà, timori, terrore e paura di non farcela, ma con ancora più tenacia e voglia di rimettersi in gioco di prima. “E’ cambiato un po’ tutto – ci confessa – i clienti, innanzitutto, senza più turismo, poi le nostre abitudini. Ma la voglia di creare qualcosa di unico rimane ed è ancora più forte.” Parole assolutamente vere, soprattutto una volta provato il suo nuovo menu che mette in campo eccellenze gourmet difficili da trovare in questo settore, come i burger di wagyu, che rappresentano un salto di qualità importante dell’hamburgeria che ha portato per prima a Roma la tecnica di cottura della carne in sottovuoto.

La sala, un piacere alla vista

La sala di Cult, nel suo stile american pieno di neon e di contrasti di colori scuri e caldi, è veramente un bel posto per andare a mangiare. L’atmosfera è confortevole, i tavoli sono comodi e larghi, il servizio è impeccabile e preciso e non esiste l’odore di fritto che di solito aleggia nelle sale delle hamburgerie di tutto il mondo. Qui si mangia tranquilli e sereni immersi in un ambiente pulito, sano e confortevole.

Il dehor, la prima novità

Tra le novità che Matteo ha voluto mettere in campo per questa riapertura post-lockdown (si spera definitiva) c’è il comodo, fresco e soprattutto ampio dehor: una pedana di ben 36 m2 che permette di cenare godendosi le serate dell’estate romana e gli hamburger di Matteo in compagnia del Ponentino.

Per cominciare

E’ veramente difficile, se non impossibile, resistere alla tentazione di ordinare qualcuno (o tutti) gli antipasti in carta del nuovo menu di Cult. Un esempio? La Mozzarella in Love (bocconcini di mozzarella di bufala impanati e fritti con cuore di composta di pomodorini datterini e basilico), che, credici, crea decisamente assuefazione. Per non parlare, poi, del Beef & Pork, una “laidata” (come direbbe Giorgione): crocchette di manzo affumicato, pulled pork, nduja, cheddar fuso e maionese affumicata della casa.

I grandi classici intramontabili

Non c’è uno tra i panini di Matteo che  meriti meno attenzione degli altri, ma tra le proposte dei suoi grandi classici nella carta dei burger, dopo tanto tempo di astinenza, siamo tornati a mordere voracemente un suo Double Cheese Bacon (burger cotto sottovuoto da 200g, cheddar fuso, doppio guanciale di Amatrice,  insalata, pomodoto e salsa bbq fatta in casa), e poi il più delicato Miele e Brie (burger di 200 g, composta di miele e cipolle di Tropea, brie, patate a sfoglia, maionese al rosmarino ed insalata).

Il burger di Wagyu

Altra novità in carta – e che novità! – è l’introduzione in menu di alcuni burger a base di Wagyu, una scommessa direi più che vinta da Matteo, che propone una versione gourmet unica probabilmente al momento in città sia per qualità che per fantasia. L’esempio è il magnifico burger Roma-Tokyo, che comprende un burger cotto sottovuoto di Wagyu da 280 g con guanciale di maiale nero siciliano dei Nebrodi, crema di pecorino e pepe di Sichuan, spuma di uovo bio, maionese al wasabi ed insalata. A mio avviso il panino dell’anno per distacco a Roma.

Per i gourmet accaniti

Lo ripetiamo: tutti i burger di Matteo Coppotelli sono dei capolavori di arte paninesca contemporanea, ma ce ne sono alcuni che meriterebbero di essere nominati patrimonio Unesco, come nel caso di Sua Maestà, il The Best CheeseBacon in Town, che Matteo considera il suo capolavoro più riuscito. Torna anche qui il burger di Wagyu di 280 g cotto sottovuoto, con Cave matured Cheddar (spettacolare e rarissimo formaggio da trovare a Roma), guanciale di Suino nero dei Nebrodi, cipolla di Tropea in agrodolce, salsa BBQ homemade fatta utilizzando un Rum Zacapa di 23 anni di invecchiamento, pomodoro San Marzano e insalata.

Parliamo della cheesecake…

Oltre ai burger Matteo Coppotelli ha un’altra passione, che si riesce ad intuire sfogliando il menu dei dessert, ed è quella per la cheesecake. Un dolce del quale probabilmente nei ristoranti romani ormai si abusa decisamente, ma che a volte, che nel caso di Cult, ti fa letteralmente saltare dalla sedia alla prima cucchiaiata per quanto è buono. Ben 4 le versioni di cheesecake presenti nel menu di Cult, dalla più classica ai Frutti di Bosco e Cioccolato bianco, alla più “porca” con Oreo, cialda di banane, mousse al caramello e granella di nocciole.

Cult Burger & Things, Via Ostia, 29 Roma - Tel. 064874461

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