5 piatti tipici salentini a prova di Veganuary

Pubblicato il 17 gennaio 2022

5 piatti tipici salentini a prova di Veganuary

Qualunque sia il tema caldo del momento, negli ultimi tempi il mondo sembra dividersi sempre in due categorie, contrapposte sul ring in una sfida all’ultimo sangue. Tav o no tav, Tap o no Tap, vax o no vax, pass o no pass.
E c’è un’altra cosa per cui ho visto salentini lanciarsi in discussioni a dir poco animate: la cucina veg. Perchè quando si parla di tavola e tradizioni, ci infervoriamo come niente.

Io faccio parte di quella schiera di persone che non riuscirebbe mai e poi mai, pur con tutta la volontà del mondo e pur adorando gli animali, a rinunciare per sempre al profumo e al sapore di una bella bistecca ai ferri. Eppure, parlando con vari amici vegetariani, mi rendo conto di quanto questo possa diventare inconcepibile per chi ha deciso di sposare uno stile di vita completamente cruelty free. Tanto più in pieno Veganuary2022, che ha avuto una diffusione davvero inaspettata. Su qualunque social mi trovi a bazzicare, vedo i miei feed pieni zeppi di piatti a base di materie prime di origine esclusivamente vegetale; le ricette più disparate e spesso dai tratti gourmet, incorniciate da tutti gli # del caso.

Allora, da carnivora incallita e leccese doc, mi sono chiesta quali piatti tipici delle nostre parti mangerei volentieri se anche io aderissi al Veganuary. Devo dire che, pensandoci bene, ne ho trovati tantissimi. Perchè, in effetti, la cucina salentina ha un’impronta prettamente mediterranea: legumi, verdure e ingredienti semplici sono alla base delle nostre ricette più famose, a buon diritto apprezzate anche dai turisti.

Non ne sei convinto? E allora ti racconto le cinque pietanze tipiche che a me fanno letteralmente impazzire e che sono assolutamente a prova di vegano!

1 - Le pittule

Pittule di Freetfood


Le pittule ce suntu, me sai dire? Nu picca de farina mmienzu ll’uegghiu…

La più famosa poesia dialettale dedicata a queste delizie per il palato, spiega alla perfezione la loro semplicità. Ed è vero che c’è chi le farcisce a proprio piacimento, personalizzandole, ma nella maggior parte dei casi - salvo eventuali versioni con baccalà o acciughe - le pittule non hanno nulla a che fare con carne, pesce o derivati.

2 Le rape nfucate

Rape nfucate di Masseria Sciamane


Ah, le rape e quel leggero retrogusto di vino. Quando mi chiedono se mio figlio mangia tutto, rispondo che l’ho svezzato a rape ‘nfucate e friseddhe al pomodoro. E non è propriamente una battuta, ma direi piuttosto un dato di fatto, perchè da subito ha dimostrato una certa propensione per questi piatti nostrani, proprio come me e mio marito.

3 I ciciri e tria

Ciciri e tria di Terramara Agrirestaurant


Che dire, poi, passando a un primo piatto, della famigerata tria con i ceci? Ma potrei nominarti la sagne ‘ncannulate nella variante light di un sugo liscio, magari evitando anche la spolverata di ricotta ‘scante, in pieno spirito da veganuary.

4 Fave e cicorie

Fave e cicorie con muersi di pane, di Arrosteria dell'Itria


Fave nette e cicorielle selvatiche: che connubio celestiale! Un mix di colori e di sapori che riesce difficile perfino descrivere, se non lo hai mai provato non puoi capire cosa ti perdi.

5 Paparine

Paparine di Luna laboratorio rurale


“Ane, ba ‘ncoi paparine”. Chi non ha sentito pronunciare questa frase almeno una volta nella vita? Vuole essere una bonaria forma di insulto, ma io sarei ben contenta di raccogliere quintali di papaverine pronte per diventare un tutt’uno con le olive nere o con le taggiasche. Le ho mangiate di nuovo pochi giorni fa, dopo non so nemmeno io quanti anni. Ho dovuto chiedere di far sparire dalla mia vista la ciotola, altrimenti le avrei mangiate tutte, dalla prima all’ultima.


E a te vengono in mente altri piatti tipici della cucina salentina, che potrebbero rientrare tranquillamente in un menu vegano? Siamo curiosi di scoprirlo!

[Ph. tratte dalle pagine facebook dei locali citati]

  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Grazia Licheri

Le parole sono gocce che muovono il mondo. Per questo vivo ogni giorno le mie emozioni e lascio che prendano forma attraverso la scrittura. Amo comunicarle agli altri attraverso racconti e articoli creativi, ma soprattutto… amo la musica e il buon cibo.

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