Dovevo nascere in un'altra epoca. I locali vintage romani di cui mi sono innamorata

Pubblicato il: 22 settembre 2019

Dovevo nascere in un'altra epoca. I locali vintage romani di cui mi sono innamorata

Se ce l’avessero raccontata una quindicina d’anni fa avremmo riso, di brutto: “le cose vecchie sono belle e vanno di moda”. Sì, proprio quando nostra madre ci arredava la camera con la cassettiera recuperata da casa di nonna e pretendeva di infilarci i vestiti smessi dell’odioso cugino di 10 anni più grande; fin del suo costume di carnevale ci si vergognava. Ora ci ritroviamo invece a rovistare tra gli scatoloni nella soffitta della zia, alla ricerca di quella giacca con spalla ovattata e paillette anni 80’, o a chiedere a nostro padre se per caso ce li ha ancora quegli occhialetti tondi di quando, negli anni ’70, si credeva John Lennon in ascesi mistica.  Perché, da quando nel mondo della moda, del design, dell’arte, l’aggettivo “vecchio” si è tramutato in “vintage” - spostandosi dal versante negativo a quello positivo - nessuno è davvero sfuggito al contagio dell’“old but gold”. Il mondo della ristorazione e del beverage non fa eccezione. Anzi, i locali catalogabili con la macroetichetta “vintage” spesso appaiono i più frequentati, glamour e – paradosso – innovativi. Ecco girando Roma in lungo e in largo quali fino ad ora ho scoperto:

I salotti anni '50

Un salotto vintage, così definirei Stazione 38. Poltrone in pelle, radio d’epoca, vinili, tavolini, sedie e oggetti anni ’50: i suoi ambienti sono caldi e accoglienti, la sua offerta davvero interessante: uno di quei locali adatti a ogni momento della giornata. A colazione alternative dolci e salate, con diversi prodotti home-made. Il pranzo è a buffet, con menù caldo e freddo, al costo di 6 o 9 euro, comprensivi di acqua e pane. Nel pomeriggio diventa sala da tè ideale per una merenda con un’ampia selezione di tè, cioccolate calde, e pasticceria. E arriviamo all’ora aperitivo: ogni giorno, dal martedì alla domenica, a partire dalle 18.30 happy hour a buffet con proposte tutt'altro che banali. Per la cena, invece, Stazione38 diventa bistrot con un menu alla carta che spazia dai burger ai taglieri di salumi e formaggi, dai fritti ai piatti di tradizione romana e italiana in genere, rivisitati in chiave contemporanea e fusion. Degni di nota i dolci, tra cui il mio preferito: il Key lime pie: cheesecake al lime con passion fruit. Per il dopocena una quarantina di signature drink oltre ai grandi classici, serviti in bei bicchieri perfettamente in linea con l’arredamento. Ogni venerdì sera trovi musica live: jazz, blues, folk ecc.
Stazione 38, Piazza Della Radio 38, Roma, tel. 0694533899

Personalmente penso che pochi periodi storici abbiano più fascino della Roma negli anni ’50, la Roma che gettava le basi de La Dolce Vita. Allo stesso tempo, credo ci sia un solo locale in città capace di raccoglierne e trasmetterne realmente l’essenza. Mi riferisco al Gatsby Caffè in Piazza Vittorio Emanuele II, all’Esquilino, nato da un’ex cappelleria. Ambienti e arredamento, che del negozio mantengono l’anima (e alcuni cimeli), sono talmente curati e fedeli al periodo da esser diventati scenario di film e serie tv. Certamente la prima cosa che mi viene in mente sono i suoi cocktail, dai grandi classici ai signature drink, anche se finisce che prendo sempre il solito perché mi sono letteralmente innamorata del suo Batoun Rouge. Sarebbe però molto riduttivo definire il Gatsby Cafè solo un cocktail bar. Pancake, waffle, muffin, cornetti e smoothie me lo fanno adorare anche per colazione, e ci sono passato anche qualche pomeriggio per un tè con le amiche (e pure una fetta di carrotcake, lo ammetto). Ha tutte le premesse, poi, per essere un'ottima alternativa per una pausa pranzo veloce, che a breve testerò. Oltre a cornetti salati e insalatone espresse, trovi primi e secondi piatti, come le lasagne, il trancio di salmone o il roastbeef. Stavo per scordarmi dell’aperitivo, vero momento clou del Gatsby. Dalle 18 alle 21.30 con 10 euro hai un drink (cocktail, calice di vino, birra) abbinato a un tagliere e stuzzichini. I piccoli eventi di musica jazz e swing ti catapultano ancor di più nella capitale di 60 anni fa.
Gatsby Cafè, Piazza Vittorio Emanuele Ii 106, Roma, tel. 0669339626

Lo speackesy anni '30

Una delle eterne fascinazioni subite dalla nostra generazione è certamente quella degli speackeasy, quei locali ispirati ai bar sotterranei che durante il proibizionismo degli anni ’20 e ’30 racchiudevano l’anima dell’America irriverente, pronta a divertirsi ad ogni costo. Una simile atmosfera a Roma la rivivi a The Race Club, ex studio di registrazione ed ex bisca, autodefinitosi “officina-speackeasy”. Sì perché, se il piano superiore è dedicato ai motori, accedendo al quello inferiore ti ritrovi in un cocktail bar davvero suggestivo. All’interno il mobilio vintage la fa da padrone: lampade, spacchi, divanetti in velluto, lampade, tavolini, foto d’epoca alle pareti, una piccola libreria. È necessario il tesseramento ma ne vale la pena. Gli angoli ‘salottino’, le luci soffuse, la musica swing o jazz, ti mettono nel mood giusto. I cocktail sono di alto livello, preparati con distillati premium e ingredienti home-made. Pazzeschi il Savoir Faire e il Moscot Mule.
The Race Club, Via Labicana, 52, Roma, tel. 0696044048

Il cocktail bar che piacerebbe a Andy

La prima cosa che noti avvicinandoti al bancone è un grande grammofono, o forse, la serie infinita di distillati ritti fianco a fianco sulle mensole. Mi riferisco al Fennel Factory, nella periferia romana. Ci ho mangiato più di qualche volta, scegliendo spesso e volentieri un burger con patate tagliate e preparate artigianalmente, e alla fine – quasi fosse un obbligo morale – il birramisù. Ma la cucina non è tutto. Ci puoi bere – ovviamente – cocktail d’alta miscelazione e birre artigianali, ma anche leggere, scrivere e ascoltare musica. A proposito, eventi live e dj set si susseguono molto spesso. Venendo al vintage, devi sapere che il Fennel Factory si ispira alla Factory newyorkese di Andy Warhol. Materiali ricercati, di recupero, arredi pop anni 60’ e ’70, compresi due fantastici caschi da salone di bellezza diventati lampade. Chicche a non finire, da osservare e riosservare: riviste d’epoca, poltroncine ricavate da vecchi bidoni di gasolio ecc. La mia preferita? Il piccolo flipper.
Fennel Factory, Via di Rocca Cencia, 52, Roma, tel. 3935624307

Il gastropub con auto d'epoca


Se sei un appassionato collezionista di macchine d'epoca, e da quando hai la patente il tuo sogno proibito è sempre stato quello di acquistare un maggiolino, un salto da Officina Pizza & Burger dovresti farlo. In questo gastro-pub di San Giovanni, potresti provare l’ebrezza di mangiare seduto all’interno di una sezione di maggiolino rosso o direttamente sopra il cofano di una Fiat 1500. Alle pareti ci sono diversi marchi d'auto d’epoca e in vetrina spicca su tutti la Vespa arancione. Anche il menu delle pizze e degli hamburger porta nomi legati al mondo automobilistico e quindi, fra una pizza Crick o un hamburger Lambretta, puoi fare un salto negli anni ‘50 italiani? Del menu pizza e hamburger (con pane home-made) sono proprio i must, ma puoi ordinare anche un primo, un secondo, una tartare o un fritto. Occhio, il supplì è preparato secondo ricetta segretissima e, immagino, pure il baccalà pastellato al carbone nero con maionese alla banana. Anche servizio take away.
Officina Pizza & Burger, Via Populonia 19, Roma, tel. 0693571248

Il caffè dei primi del '900


Entrando in Caffè Propaganda, certamente non puoi fare a meno di notare il lungo bancone del cocktail bar, pieno zeppo di bottiglie. Ma è anche caffetteria con pasticceria e bistrot con cucina di un certo livello. I prezzi rimangono comunque abbordabili, conta che i primi si aggirano tra i 12 e i 18 euro, mentre i secondi arrivano a un massimo di 22 con l'entrecôte. Da provare, a mio parere, il tortello liquido di carbonara e il salmone con wok di verdure. Le uova Parisi, a cui è dedicata qualche ricetta, sono la chicca finale. Come dessert eccezionali le "geometrie di cioccolato". Al Propaganda si respira l'aria dei raffinati caffè italiani di inizio ‘900 e la cosa mi piace assai. Tutto è studiato nel dettaglio: i lampadari, le poltrone, le piastrelle bianche e gli elementi vintage concorrono per rendere l’ambiente fascinosissimo. 4 minuti a piedi dal Colosseo se sei a Roma in visita. 
Caffè Propaganda, Via Claudia 15, Roma, tel. 0694534255

Il bistrot parigino di metà 900


Un bistrot e cocktail bar aperto dalla colazione fino al dopo cena, dove i sapori della tradizionale si mischiano a influenze internazionali: è La Zanzara di Prati. L'aria retrò emana dai dalle bretelle dei bartender, dai pavimenti, dai mobili, come le sedie "sgangherate" del dehor o la credenza della sala, che sembra arrivata direttamente da un panificio parigino novecentesco, Anche i muri piastrellati di bianco mi suscitano particolari sensazioni. Impossibile, poi, non menzionare il furgoncino vintage bianco e verde sempre parcheggiato fronte ingresso. La colazione prevede una buona scelta di cornetti, ma anche specialità salate internazionali come il croque monsieur o le uova alla Benedict. Il menu di pranzo e cene prevede diverse alternative, compresa griglia, burger e sandwich, e tutte ascrivibili al concetto di cucina gourmet: materie prime selezionale, impiattamenti curati e ricette che riattualizzano la tradizione. Molto curata anche la carta dei distillati. 
La Zanzara, Via Crescenzio 84, Roma, tel. 0668392227 

Foto copertina dalla pagina Facebook de La Zanzara
Foto interne dalle pagine Facebook dei rispettivi locali.

  • LOCALI PARTICOLARI

scritto da:

Martina Vascellari

La letteratura è il mio grande amore, la biblioteca il mio ambiente ideale, ma appena chiudo il mio libro mi piace immergermi tra la folla. Adoro andare a locali, provare nuovi piatti e soprattutto ballare in discoteca.

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