Ho provato uno street-food vegano dal sapore speciale, quello di Umami

Pubblicato il: 13 aprile 2018

Ho provato uno street-food vegano dal sapore speciale, quello di Umami

Quando addenti un kebab vegano e al terzo morso un piccolo, croccante, saporito arachide ti si frantuma deliziosamente in bocca, hai fatto bingo. Una sorpresa inaspettata, anche se il kebab è quello di Umami, vegan food truck guidato da Alessandro e Pravas per la provincia di Venezia, e in altre mete del Veneto e del Friuli, i cosiddetti POP UP.

Ed è proprio così che le arachidi sono sbucate dal mio kebab, una dopo l'altra, con un effetto pop up sorprendente in pieno stile Umami: quando pensi di aver toccato la vetta del gusto, il duo di chef itineranti ti stupisce con acume e semplicità disarmanti.


È un mezzogiorno di sabato, il sole splende su Padova - Umami tiene alta la bandiera del cibo da strada vegano in occasione della Street Food Parade Truck Edition - e Piazzetta Sartori è gremita di furgoni, camioncini e roulotte intenti ad arroventare braci, richiamare avventori e tirare a lucido la carrozzeria. Il truck di Umami è in fondo alla Piazzetta, oltrepasso la coltre di fumo, e scorgo Pravas e Alessandro avvolti da una tranquillità rara per eventi come questo. Sorridono, sistemano gli ingredienti e accendono le piastre con lo stesso amore manifesto con cui i miei nonni si apprestavano a preparare gli gnocchi fatti in casa la domenica mattina. Questo, mi dico, non può che essere un buon segno.


La prima cosa che mi colpisce di Umami è la scelta stilistica. Il furgone è allegro, gioca sulle tinte calde del rosso e del legno, sul fondo, qualche pennellata di verde a ricordare che qui è tutto vegetale, vegano, biologico, naturale,. Sì, ma la natura è anche golosa, come recita il pay off di Umami, e allora è il rosso a conquistare: passionale, godurioso, invogliante. L'occhio poi cade inevitabilmente sulla lunga e ordinata vetrina che espone la selezione di bevande (difficile scegliere tra la birra artigianale, le bibite della Galvanina BIO e gli estratti), e tutti gli ingredienti necessari ad avviare la cucina su quattro ruote di Umami.

Cosa ordino? Basta soffermarsi sulle lavagne. Ma Alessandro e Pravas, da bravi osti di strada, ci tengono a farmi conoscere subito le ultime novità. In questo caso, due indimenticabili - ma io ancora non lo sapevo - da inserire nella lista dei miei "best of": il Kebab Vegano e il burger Bormio Breeze.


Tutto viene composto al momento, davanti ai clienti, e anche se ci sarebbe molto da osservare, i movimenti del cuochi sono talmente armonici da sembrare una sinuosa danza ipnotizzante. Risultato? Panino e kebab sono pronti in pochissimo tempo e io non ho la minima idea di come abbiano fatto. Da Umani c'è molta energia positiva e nemmeno l'ombra di concitazione, anche se inizia a formarsi una fila di curiosi ed affamati, attratti dalla proposta fuori dal coro del truck. E anche questo mi dico, non può che essere un buon segno. Ma lasciando il cuore da parte per un secondo, passiamo alla pancia: qual è il risultato di questo volteggiare ai fornelli?

Ricomincio da capo: cuore e pancia non possono stare separati quando si gusta lo street-food di Umami. Il kebab vegano non è un'imitazione dell'originale, non è Girasoli di Van Gogh eseguito da un abile falsario, è piuttosto la versione che avrebbe creato Warhol. Il seitan è quello di Bioenergy: succoso, morbido e sopratutto glassato (ma questa è la pennellata d'autore) con paprika affumicata. A corredare, funghi saltati allo zenzero, salsa di yogurt e la mia "cosa bella della giornata", le arachidi "pop up". E la piadina? Non fare anche tu l'errore di credere che un pane valga l'altro, basta che il companatico sia super. Ad avvolgere il mix perfettamente congegnato di ingredienti, una piadina accuratamente selezionata da Umami e sfornata dal Panificio Tegon di Marghera.


E veniamo alla croce e delizia dello street-food: l'hamburger. Da "panino onto" dei reduci dalla nottata in discoteca a vero e proprio feticcio gourmet dei giorni nostri, l'hamburger è una cosa seria . Il Bormio Breeze di Umami dà, ancora una volta, grande importanza al pane: multicereale, lievitato 24h, si fa mordere senza fatica, nonostante il ripieno abbondante, ed è proprio come dovrebbe essere: croccante fuori e morbido dentro. Il Sig. Panino è il cavaliere perfetto per una Sig.ra farcitura: burger di grano saraceno con patate, spinaci e salvia condito con mayo al rafano e salsa di mele e avocado. Sofisticato sì, ma con un cuore da cibo di strada godereccio. Di nuovo, penso che la chiave del successo di Umani sia l'armonia.

Proprio quando credo che il sorso di ginger ale Galvanina Bio sia l'ultimo, felice imput a solleticare il mio palato fino a data da destinarsi, arriva la classica proposta che non si può rifiutare:"Martina, perché non assaggi la nostra nuova empanada?". A questo punto mi viene chiesto un vero atto di fede: la frittura è leggera, mi dicono lassù, dal truck. "È uno snack piccino, leggero e saporito", rincarano. Come la Aniston di fronte a Pitt, cedo miseramente e mi faccio sporgere dal furgone un'empanada fumante ripiena di fagioli talmente ben fritta che ho quasi pensato di sostituirla alla mia porzione quotidiana di frutta e verdura.


Terminata, questa volta per davvero, la mia esperienza da Umami, mi sono fatta una sorta d'intervista a bruciapelo, stile Iene. Così, per tirare le fila dopo un'ora abbondante di spunti positivi, fuori, dentro e tutto intorno al cibo. Alla domanda principale: come descriveresti Umami in tre parole, io ci ho fatto un figurone, me n'è bastata una. Umami. Il quinto sapore, il gusto pieno, mordibile, soddisfacente, quello stesso gusto che trasforma un insieme di ingredienti in un piatto. E questo umami qui, mica si trova dappertutto.

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scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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