Luca Piovan racconta Tribeca tra l’amore per gli USA e la voglia di investire a Mestre

Pubblicato il 14 luglio 2021

Luca Piovan racconta Tribeca tra l’amore per gli USA e la voglia di investire a Mestre

Metti insieme un amore viscerale per gli Stati Uniti e una carriera nel mondo della ristorazione radicata a Venezia e nel suo entroterra ma sospinta dalla voglia continua di travalicare i confini della cucina tradizionale per esplorare lidi più creativi. Questo è il mix esplosivo che ha acceso la miccia di Luca Piovan, nome noto del panorama ristorativo mestrino legato allo storico Ristopub Da Luca e alla Pizzeria Dai Rossi, un'avventura costellata di soddisfazioni ora conclusa per lasciare spazio a Tribeca, il ristorante 2.0 dove mangiare alla newyorchese con il gusto italiano per il buon cibo.

Ciao Luca, l'atmosfera di Lower Manhattan si respira tutta entrando al Tribeca. Da dove viene questa ispirazione? 

Mia moglie Nadia ed io siamo grandi appassionati degli Stati Uniti e li abbiamo visitati svariate volte. In particolare, abbiamo adorato l'atmosfera di TriBeCa il famoso quartiere di Lower Manhattan e punto di riferimento per artisti, creativi e per la ristorazione di un certo livello. Da qui l'idea di creare un nuovo locale che fosse un po' fuori dagli schemi per la nostra zona, ispirato ai pub d'oltreoceano con la raffinatezza delle suggestioni newyorchesi. Poi qualcosa da imparare dagli americani c'è, a partire dall'organizzazione dei locali di una certa dimensione...

Infatti qui al Tribeca lo spazio non manca!

Ho ristrutturato tutto il locale con l'aiuto di un architetto suddividendo le sale in maniera confortevole per gli ospiti senza sacrificare il bancone e la zona "bar" dove fermarsi per l'aperitivo e il dopocena a sorseggiare vino, birra e qualche cocktail in compagnia delle tapas, piccole porzioni golose che vanno oltre al classico cicchetto veneziano. Chi "spizzica" non disturba mai chi cena in tranquillità. Tra le chicche ci sono la sala con il caminetto, da accendere in inverno, la veranda e il dehor sotto il portico per cene e pranzi all'aperto. Abbiamo voluto un ristorante informale e accogliente, con un design curato e un'attenzione ai dettagli che fanno la differenza a partire dal tovagliato che non ti aspetteresti di trovare quando esci a mangiare un hamburger...

A proposito di hamburger, quali sono gli assi nella manica della cucina di Tribeca? 

La carne alla brace e gli hamburger. Puntiamo sulla qualità: carni internazionali eccellenti, tagli pregiati e tanto fatta in casa: dal pane bun alle salse, tutto viene preparato nella nostra cucina per garantire un alto standard a 360°. Questo è un punto al quale tengo molto e che contraddistingue anche il Ristopub Da Luca. La possibilità di creare tutto ciò che viene servito con le mie mani è uno dei motivi principali che mi hanno spinto a imparare e approfondire l'arte della cucina con corsi, stage e una formazione continua. 

Chi avevi in mente quando hai disegnato Tribeca nella tua mente? 

Questo è un locale per tutti, proprio perché unisce l'informalità del pub al servizio accurato tipico del ristorante. Tribeca accoglie famiglie, gruppi di amici, coppie alla ricerca di un momento romantico, chi desidera fermarsi a cena o pranzo (nel fine settimana) ma anche chi vuole concedersi una pausa prima o dopo cena. Gli spazi permettono anche di ospitare piccoli e grandi eventi privati, dai pranzi aziendali ai pranzi di matrimonio. Abbiamo curato lo stile di fino, anche la musica è a tema: il jazz americano che potresti ascoltare di sottofondo nei ristoranti del quartiere TriBeCa.

Uno stile che poi ritroviamo nella sostanza...

Assolutamente sì. Da Tribeca l'offerta vuole essere unica, in tutto e per tutto. Anche per questo abbiamo deciso di puntare su una linea ristorativa precisa: carni, hamburger, panineria “gourmet” e pizza alla pala. Niente primi piatti, ci avrebbero portato fuori strada. C'è poi il menù dedicato al bancone con tante tapas creative e di qualità da spizzicare per entrare nel vivo dei sapori di Tribeca. Ti faccio un esempio: il Flat Iron Steak con tagliata di paletta di manzo uruguaiano alla brace con lardo toscano in sandwich con burro affumicato Beppino Occelli e maionese al curry. Ed è solo l'inizio.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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