Premiato Caffè Venezia: il Passato si fa Futuro nel centro storico di Monopoli

Pubblicato il: 19 agosto 2020

Premiato Caffè Venezia: il Passato si fa Futuro nel centro storico di Monopoli

“Il mio peccato principale è il dubbio. Io mi trovo sempre nel dubbio.”
Così scrive Tolstoj in Anna Karenina e cosi mi ripeto io, quando mi perdo in scenari da favola come quello nel quale sono oggi. Mi pongo domande del tipo: questa bellezza è vera o si tratta di un sogno? Alcuni posti sono cosi belli, infatti, che mi portano a dubitare della loro effettiva esistenza. Eppure, dopo un pizzicotto, mi rendo conto che non sono solo reali ma che ho la fortuna di visitarli. La bellezza però, da sola, non può rispondere alla mia domanda principale: quando se magna?

   

Oggi mi trovo nella città vecchia di Monopoli, perla dell'Adriatico. Qui, storia nella storia, c'è una piazzetta antichissima il cui palazzo principale, risalente al 1.100 d.C., ospita un locale che ha fatto e continua a fare la storia del bere e del mangiare di qualità. Sto parlando del Premiato Caffè Venezia.

 

Ad accogliermi c'è Leo, il titolare. È un giovane dall'aria di chi lavora da molto tempo, un giovane vecchio, mi conferma, alla Gianni Morandi. Viene dal mondo della disco e non avrebbe mollato quel tipo di vita per nulla al mondo. Una mattina di dieci anni fa, però, suo padre lo butta giù dal letto urlandogli che il ''Premiato Caffè Venezia'' cercava nuovi acquirenti. Era l'occasione della vita, la prese al volo. Il Premiato Caffè infatti non è mica "4 mura con un tetto", no. È il cuore e la storia della stessa città.

 

Il palazzo inizialmente svolgeva la funzione di deposito dell'antica dogana. L'insegna che c'è fuori invece è del 1914 e rimanda allo stretto legame che legava i porti dell'Adriatico con Venezia.
Assieme a Leo, che nel fare drink è un mago, c'è Mary, cuoca (altrettanto giovane) con un sorriso e una cultura da applausi. Mi conquista subito con un Panino al Polpo degno di Poseidon, re dei mari.
La morte del polpo è la brace. Abbiamo pensato, continua Mary, di servirlo in un panino alla semola, farcito da contorni "WOW" come, ad esempio, zucchine alla poverella e stracciatella. Altro che effetto WOW, aggiungo, questo è l'effetto Porn! Irrinunciabile per una foto TOP su instagram. 

 
La stessa ricerca della qualità c'è dietro il club sandwich, must del locale: l'idea era quella di pugliesizzare il pubblico internazionale. Al petto di pollo grigliato, uova strapazzate e maionese, qui aggiungono del capocollo di Martina croccante.
Noto con piacere che questo meraviglioso club sandwich racchiude 4 strati realmente differenti, insomma non siamo in uno di quei posti da meh, nei quali sovrappongono 2 tramezzini per fare un club sandwich farlocco!

 
L'hamburger è l'altro piatto forte della casa. Gustoso, la carne saporita ma leggera, anche in questo caso infatti non si tradisce la mediterraneità dei luoghi. Il pane è al 20% di segale, quindi sprigiona il profumino del forno. La cascata di patatine è un prezioso e godurioso accompagnamento.

 
Da citare anche la miscellanea di aperitivi, tutti di altissima qualità, certo, ma anche di quantità. Per la legge Appula di cui sopra, aperitivo da noi vuol dire spizzicare... e spizzicare da noi vuol dire riempirsi la pancia con soddisfazione. E allora via libera alle friselline con pomodori e origano, ai paninetti, ai cornetti salati farciti di salsine fatte in casa. Alla fine lei, la pinsa romana, scrocchiarella, sbrilluccicosa, bona come una principessa mediorientale. La luce, i colori, i sapori di questa portata ''mista'' rapiscono gli occhi, il palato, e il cuore del cliente.

  
Ogni componente del menu, esattamente come per i vini e le birre, è pugliese al 100%. Ogni ingrediente esalta la legge della qualità, menù non troppo profondi e dispersivi quindi, con la sicurezza di trovarci sempre una ricercatezza unica. Tutto ciò che ho assaggiato oggi mi ha fatto nuotare nel godimento.
Vivace e diversificato è anche il cartello di eventi, mostre fotografiche, serate jazz, DJ set, organizzate qui al Premiato Caffè Venezia che, pur conservando un nome carico di storia, sa essere contemporaneo, conquistando i suoi clienti che tornano qui perchè si sentono a casa, ecco, sono nel salotto di Monopoli

 

Saluto Leo e Mary mentre, andando via, fisso l'insegna. Cacchio, è stata affissa più di cent'anni fa! Però, che storia! Il Premiato Caffè Venezia, è in ottime mani. 100 anni fa innalzarono sta palazzina ma mai come ora queste mura stanno vivendo. Insomma, qui si continua a scrivere la storia, attingendo alla bellezza dal passato, certo, ma lanciandosi verso il moderno, verso il futuro. Con altrettanta fierezza.
É

  • RECENSIONE

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

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