Dario Stragapede e il suo viaggio culinario

Pubblicato il: 28 ottobre 2020

Dario Stragapede e il suo viaggio culinario

Pugliese Doc, Dario Stragapede è executive chef del Matka Family Gourmet Restaurant e food and beverage manager dei ristoranti dei complessi alberghieri di Gardaland, il parco divertimenti affacciato sul Lago di Garda, a Peschiera. Una realtà che in questo momento, da decreto, è chiusa o comunque fortemente ridimensionata, ma che conta di tornare presto a far divertire le famiglie e anche a farle mangiare con classe; è il caso di Matka. Un’amorevole attenzione al prodotto e un rigore assoluto nella tecnica sono gli ingredienti del suo concetto di cucina che deve riportare al sapore naturale dei piatti della tradizione. Senza dimenticare l’elemento di rottura, di stupore. Perché in un viaggio culinario l’effetto sorpresa non deve mai mancare.

Quali sono i fattori che hanno influenzato la sua passione per la cucina?

«La mia famiglia vive in provincia di Bari, nessuno di loro era nel ramo della ristorazione, ma mia nonna, grande donna del Sud, amava cucinare per i suoi cari. Stavo molto spesso dai nonni. Lei si alzava alle 5 di mattina e si metteva ai fornelli. E io ne ero completamente affascinato, tanto che già da bambino mi svegliavo alla stessa ora per aiutarla. Da mio nonno, invece, ho imparato il profondo rispetto del prodotto. Il pomeriggio andavo con lui in campagna. So cosa significa arrivare a ottenere anche una semplice zucchina: la germogliazione in casa, in una zona che non prenda sole, la coltivazione nel terreno, la dose giusta di acqua ogni giorno, l’erbaccia intorno strappata a mani nude...»

Scegliere gli studi alberghieri è stato naturale

«Sì. Durante la scuola non mi divertivo con gli amici il pomeriggio, ma preferivo scoprire sempre di più il mondo culinario, composto da molte sfaccettature. E così ho fatto esperienze in un panificio, in una pescheria, in una macelleria e in una pasticceria. Mi sono sporcato le mani e ho visto da vicino come tutti questi laboratori lavorano.»

Dopo l’alberghiera qual è stato il suo percorso?

«Ho sempre avuto un carattere dinamico e ribelle e dopo il diploma sono partito come militare volontario in missione nel Kosovo, un Paese che tentava di ricominciare dopo la guerra. Ho visto moltissimi bambini, orfani, dormire sul ciglio della strada. Una povertà e una sopfferenza che non possono lasciare indifferenti. A distanza di anni quelle immagini sono ancora nitide dentro di me. Quell’esperienza mi ha segnato profondamente e fatto accrescere le mie convinzioni sul concetto di ecosostenibilità, di rispetto del prodotto. Valori che cerco di trasmettere anche ai miei figli.

Tornato a casa ho iniziato a girare in lungo e largo e ho lavorato nelle cucine di vari ristoranti. Nel 2004 sono arrivato a Gardaland e ho lavorato come secondo in cucina fino al 2010. Ma i tempi non erano ancora maturi per Matka e così sono andato a fare lo chef in un resort nel Sud della Sardegna dove ho potuto mettere sui piatti il mio stile di vita, le mie sensazioni. Successivamente mi sono occupato di diverse aperture di ristoranti e prima di tornare di nuovo a Gardaland ho lavorato come chef personale in una famiglia di industriali proprio sul Lago di Garda.»

Il 2011 segna la data del suo ritorno a Gardaland

«Nel 2011 a Gardaland vengo assunto come food and beverage executive chef. Decido di rivoluzionare l’offerta eliminando il surgelato in cucina e nella pasticceria. Poi, a fine 2016, si avvera il mio sogno: prende vita Matka, un luogo dedicato alle famiglie. Il focus è sulla stagionalità, sul prodotto fresco. Investo su ragazzi delle scuole alberghiere, formati da me. Matka è nato sulla mia esperienza di vita. Tutto quello che ho realizzato deriva dalla mia sensazione e della mia esperienza. Mi piace far parlare il piatto a tavola.»
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Serena Dei

Laureata in Giurisprudenza, Serena Dei è giornalista pubblicista e scrittrice. È editor di opere inerenti a cucina, enogastronomia, benessere, attualità e infanzia; collabora con varie testate e case editrici.

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