In finlandese significa “viaggio”. Il nome è stato scelto proprio perché si tratta di un percorso sensoriale, in un ambiente elegante e accogliente.

Un viaggio gastronomico per piccoli intenditori. Matka Family Gourmet Restaurant è un progetto culinario all’interno del complesso di Gardaland a Peschiera del Garda che nasce nel 2017. Dario Stragapede, executive chef del ristorante e food and beverage manager degli alberghi del parco divertimenti lo definisce un “capriccio culinario”, dove poter coniugare la sua visione di cucina e la sua esperienza. Matka in finlandese significa “viaggio”. Il nome è stato scelto proprio perché si tratta di un percorso sensoriale, in un ambiente elegante e accogliente, dedicato alle famiglie con bambini in fascia di età dai 3 ai 12 anni. Un luogo rilassato, lontano dalle attrazioni, con un numero limitato di posti – dedicati anche a chi non è ospite degli hotel della struttura –, dove tutte le regole anti-Coronavirus, dalla sanificazione alle distanze di sicurezza e ai dispositivi di protezione individuale, sono rispettate in un rigidissimo protocollo, per una cena in assoluta sicurezza.

I più piccoli protagonisti assieme agli adulti

A partire dalle sedute, comode poltroncine che li mettono alla stessa altezza degli adulti, i bambini si sentono coccolati ma trattati come i grandi. L’attenzione che Matka vuole dare ai piccoli ospiti è unica ed esclusiva; devono stare bene e a loro agio scegliendo tra le proposte di un menu di altissima qualità, tenendo conto delle loro esigenze culinarie. E l’esperienza di questi anni ha dimostrato che al Matka i gourmand in erba si sentono talmente coinvolti da voler mangiare anche i piatti degli gli adulti.

Un capriccio culinario

Dario Stragapede da sempre è cultore della buona cucina, fatta di sapori e di prodotti di eccellenza. Per Matka aveva pensato a un locale che stupisse, un concetto di ristorazione attenta dedicata a un ospite con esigenze più alte rispetto agli altri ristoranti di Gardaland. Il locale è stato creato sulla sua personalità, in ogni piatto i ricordi sono nitidi: è un viaggio con la mente nella cucina mediterranea, passando da una regione all’altra dell’Italia, influenzata anche dal prodotto straniero, e una grande attenzione alla tecnica e alle procedure salutistiche, con cotture a bassa temperatura per risaltare il gusto senza andare ad alterare le caratteristiche organolettiche dei prodotti e giocando sulle consistenze, per un’interpretazione personale delle proposte. Nulla è lasciato al caso. Anche l’improvvisazione è studiata. E così nascono piatti come le capesante mare e montagna: capesante caramellate in padella con chutney ai frutti rossi, tartufo e mozzarella di bufala a temperatura filante.

Il menu “Back to basic”

Si parte con gli appetizer, frammenti di degustazione di verdure, carni e pesci, in consistenze e presentazioni scenografiche. Un inizio per stuzzicare il palato, un percorso di scoperte che anche i bambini apprezzano e sperimentano. E poi una selezione di affettati affinati nell’Amarone e nel Recioto creati in collaborazione con un salumificio del veronese. Per i bimbi da provare la pizza rustica con la pasta sfoglia tirata a mano, condita con pomodoro Sammarzano Dop, mozzarella di bufala e basilico fresco. Come primi si può trovare una rivisitazione della pasta e fagioli, una pasta risottata con fagioli bianchi Risina di Spello, abbinata con al pescato del giorno. E poi il sugo di pomodoro con la pasta secca biologica del Pastificio dei Profeti o con la pasta fresca tirata e battuta al coltello al momento. E ancora un grande classico, il risotto alla milanese con lo zafferano del Lago di Garda, decorato con foglia d’oro. Rimanendo nel milanese, in carta c’è la cotoletta di lombo di vitello cotto a bassa temperatura e fritto nell’olio extravergine di oliva, servita con chips di patate bianche francesi. A proposito di olio, da Matka si trovano sette tipologie di differenti monocultivar, oli pluri medagliati pugliesi, che vengono abbinate a ogni portata, dall’antipasto fino al dolce. Per gli altri secondi, le carni italiane e qualche eccezione europea e giapponese, proposte con cotture semplici grigliate per esaltare il prodotto, e il pescato giornaliero preparato per non alterarne le caratteristiche organolettiche. Nei dolci lo chef si è divertito a realizzare un piatto di cioccolati con differenti percentuali di cacao e di diverse consistenze. Un ritorno alle origini anche per la crêpe suzette, proposta alla classica maniera con scorza d’arancia candita o frutta o gelato. Non manca la classica millefoglie, rivisitata, in versione light. La carta dei vini è incentrata sulle grandi etichette italiane e del territorio, con influenze francesi per gli Champagne.

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