Qualità, simpatia e inventiva al top: ecco Fabio Bello, il nuovo chef del Terrazza Sorriso

Pubblicato il: 17 settembre 2020

Qualità, simpatia e inventiva al top: ecco Fabio Bello, il nuovo chef del Terrazza Sorriso

Recentemente inserito da una bibbia internazionale come The Fork tra i 15 migliori ristoranti fronte mare d’Italia, il Terrazza Sorriso di Jesolo vanta anzitutto due notevoli prerogative. La prima, una location curata ed esclusiva, che ogni anno aggiunge all’ambiente nuovi tasselli utili e scenografici (quest’estate è toccato al plateatico in spiaggia, di grande atmosfera pranzo e cena). La seconda si configura come un pregio tutt’altro che scontato (anzi) nelle località turistiche, ossia una cucina d’alto profilo in continua evoluzione. E’ il grande valore aggiunto del ristorante Terrazza Sorriso, che quest’anno è riuscito a strappare ad un vicino resort di ultra lusso il suo nuovo chef: Fabio Bello.
Sono stato a pranzo qui, e naturalmente l’ho intervistato. Con molto gusto.


Ciao Fabio, entriamo subito in medias res. Come sei arrivato al Terrazza Sorriso?
Io sono jesolano, quindi conosco bene la Piazza. Culinarmente parlando, sono cresciuto a Barcellona, dove ho lavorato 8 anni per una nota catena di ristoranti, imparando ad unire la scuola italiana all’enogastronomia iberica e catalana. Così facendo, ho elaborato una cucina mediterranea che ritengo molto ricercata e personalizzata, ma al tempo stesso rispettosa di tradizione e materia prima. Rientrato in Italia, ho lavorato per 2 anni come chef del ristorante di un noto resort di Jesolo, quindi sono arrivato qui al Terrazza Sorriso nel gennaio scorso.

Parliamo allora di cucina. Gli ingredienti, i prodotti che usate sono eccellenti.
E ci mancherebbe. Io e il Terrazza Sorriso puntiamo tantissimo sulla qualità della materia prima anzitutto, senza eccessive elaborazioni: abbiamo prodotti di livello così elevato che la ricetta, la tecnica di cottura, il piatto deve fondamentalmente valorizzare l’ingrediente. Poi, ovvio, qualche chicca di cucina creativa ovviamente c’è…


E si vede! Qualche esempio?
Nella carta c’è un piatto assolutamente inedito, che adesso ti faccio assaggiare, dal nome “Come se fosse una pizza”. Si tratta infatti di una pizza che non è una pizza: la base è una passata di cuore di bue, che poi ricopro di burrata e tonno fresco rosso (cotto in olio cottura), e guarnisco il tutto con cipolla rossa di Tropea sbriciolata. E poi qualche cappero, qualche condimento a piacere con cui gioco sopra. Un piatto che ho inventato per caso, durante il lockdown: sono andato a comprare durante qualche pizza da asporto, con la mia auto ho preso una curva troppo forte… Mi sono subito fermato, ho aperto i cartoni per controllarli, e ho visto che la base di pasta delle pizza era scivolata tutta una parte, mentre il condimento si era spostato sul fondo del cartone.


Una pizza “destrutturata”, in pratica!!
Esatto, diciamo così…!
 
Il menù 2020 è piuttosto chiaro sulla filosofia della tua cucina e del ristorante: poche proposte ma ben assortite, e d’inesorabile richiamo.
Ci abbiamo messo un po’, ma questo menù ci sta dando grandi soddisfazioni. Partiamo da una selezione limitata ma varia di antipasti, primi e secondi; a cui, poi, in base alle proposte fresche quotidiane della mia pescheria di fiducia, ogni giorno valuto cosa aggiungere, per offrire al cliente sempre il massimo possibile in termini di pesce fresco. Crudità ma anche pesce cotto, antipasti, primi, secondi, pezzature più grandi per tavolate importanti ed eventi privati… Insomma, mi piace sbizzarrirmi partendo da una base molto importante.


Hai detto “tavolate importanti ed eventi privati”. Quindi fai pranzi e cene personalizzate?
Esatto! E non potrebbe essere altrimenti, vista la tradizione del Terrazza Sorriso anche in quest’ambito. Siamo apertissimi a banchetti aziendali, comunioni, battesimi, cresime, e quant’altro. Siamo strutturati per offrire un mare di proposte su misura.
 
Un “frontemare” di proposte su misura, se mi consenti la battuta!
Sì, la consento, solo perché stai bevendo quel Trentodoc Montfort.
 
48 mesi sui lieviti, me l’hai consigliato tu assieme alle crudità del giorno, eh!
Ed è solo la punta dell’iceberg nella nostra cantina…

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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