Conversazioni Liquide | “La comunicazione nel beverage”.

Pubblicato il: 28 febbraio 2019

Conversazioni Liquide | “La comunicazione nel beverage”.

Cosa è successo domenica 10 marzo allo Splash festival

Splash: la fiera per eccellenza, specializzata nel food and beverage.
Ecco una tavola rotonda coinvolgente ed esilarante: Conversazioni Liquide | “La comunicazione nel beverage”


Nella giornata di domenica si è svolta una tavola rotonda molto interessante dove sono intervenuti diversi ospiti. Stefano Nincevich, che ha presentato il suo libro “Cocktail Safari” accanto al giornale di riferimento "Bargiornale”, un ospite amante del mondo alla “dandy”, una persona che ama il bello e vive in modo entusiasmante il suo lavoro e di conseguenza la sua vita. Francesco Panebianco direttore commerciale per il sud di 2night s.p.a., dal 2001 un vero esperto di questo settore, quello del food e del beverage. Gian Paolo Di Pierro, editore di Readrink e persona dai grandi valori. Valentina Palange e Luca Rinaldi, Specialty Pal ospiti esplosivi e complementari tra loro dal punto di vista caratteriale.

Quali le nuove idee emerse da questa tavola rotonda?

La società di oggi non è quella di 10 o 20 anni fa, ci si è evoluti e anche i locali si sono dovuti adattare, questo significa che internet ha praticamente monopolizzato i criteri per valutare positivamente o meno una struttura, dalla cicchetteria al grande ristorante. Da ciò si deduce che una seria operazione di web marketing è fondamentale per ottenere una buona risposta di pubblico.

“Sei un locale figo? Devi avere un menu figo!" 


Stefano Nincevich invita i ristoranti a creare un menu credibile: la veste e l’uniforme del menu deve essere in sintonia “con chi sei”. Nincevich suggerisce di realizzare un menu che non sia per pochi ma che sia “social”, realizzato “in extremis alla Ferragni style”, quindi per molti. ll menu però può essere originale anche se scritto a mano ma in linea con i valori del ristorante/bar/cicchetteria. Nincevich ricorda inoltre che la tecnologia deve essere sempre accompagnata dal sentimento: “dal lavoro fatto di pancia”, ovvero se un menu è fatto bene diventa un incentivo alla vendita dei prodotti offerti. “Sei un locale figo? Devi avere un menu figo!"

Questo significa avere il senso della comunicazione. “Non basta dire ho messo in lista dei buoni drink” occorre saper raccontare, spiegare e incentivare la gente a venire nel tuo locale. Occorre valorizzare la persona che promuove la bottiglia, servirsi di personale capace, preparato e competente in grado di coinvolgere il cliente a 360 gradi. Il marketing legato alla vendita speculare dell’oggetto non è propriamente vincente. Occorre ascoltare il popolo dei locali, le tendenze che provengono dal basso: questa è la chiave per vendere.

Il progetto di Valentina Palange e il milanese Luca Rinaldi


La tarantina Valentina Palange e il milanese Luca Rinaldi hanno ribadito il concetto legato alla capacità di saper comunicare, al trasmettere al pubblico come nasce un cocktail senza servirsi necessariamente dei termini tecnici come spesso capita quando ci portano al tavolo il menu e ci dicono: "Ecco i nostri flavour”. Il target a cui si rivolgono con il loro progetto, Specialty Pal, è un target costituito da persone del settore ma pian piano l’obiettivo è quello di estenderlo a chi non lo conosce.

Gian Paolo di Perro: Occorre lanciare messaggi coerenti con quella che è la realtà

L'editore di Readrink esprime durante la tavola rotonda la sua piena approvazione in merito al come promuovere il prodotto: “Occorre mettere da parte, in una certa misura, la spettacolarizzazione puntando sulla competenza del bartender o del ristoratore, quindi sulla qualità del prodotto. Se sei un appassionato di whisky, sai che se anche i media lanciano il messaggio che si può lavorare con 20 whisky diversi, di fatto questo non è possibile. Occorre lanciare messaggi coerenti con quella che è la realtà”.
Il suo messaggio va dritto all'importanza di valorizzare l’esperienza e non privilegiare unicamente il prodotto. Tutto è in continua evoluzione.


A supporto di questa tesi è intervenuto Francesco Panebianco che sostiene quanto sia importante la professionalità di chi realizza il cocktail. Ecco la sua dichiarazione durante la tavola rotonda: “Non ho un ricordo specifico di un cocktail piuttosto che di un altro, ciò che mi ha colpito e fatto piacere è che molti dei miei amici bartender oggi sono trainer, ho potuto provare i loro primi “esperimenti” alcolici da neofita e oggi hanno raggiunto prestigio e popolarità. Ora hanno un nome e delle etichette di spirits, hanno realizzato cose molto interessanti, ora lavorano per Splash piuttosto che per altre aziende di formazione. Posso dire di aver assaggiato tra i migliori prodotti in circolazione e di questo sono felice, ho visto crescere queste persone sia a livello anagrafico che della competenza nel settore.”
 
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scritto da:

Fabia Tonazzi

Giornalista pubblicista e blogger, appassionata di social media, leader dello yoga della risata, speaker. Solare, socievole, chiacchierona… ”Parla anche con i muri!” Crede che nella vita la passione senza la costanza e l’impegno non porti da nessuna parte. Il mio motto? ”Vivi e lascia vivere ” I miei blog? Tanti quanti sono le mie passioni! La mia citazione preferita? “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” B.Brecht

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