Lo voglio Bio, ma ora la grande sfida è legata alla distribuzione organizzata e alla sostenibilità

Pubblicato il 25 maggio 2021 alle 08:11

Lo voglio Bio, ma ora la grande sfida è legata alla distribuzione organizzata e alla sostenibilità

Un settore in costante crescita, ma il biologico è chiamato dopo la fase Covid a declinare sempre più anche altri valori, a partire dalla sostenibilità, la lotta agli sprechi, l’uso razionale delle risorse.

E si tratta di una sfida che coinvolge non soltanto i produttori, ma tutta la catena di approvvigionamento, grande distribuzione compresa. Una visione complessiva che è emersa durante la tavola rotonda “Biologico e sostenibilità: insieme nella Gdo”, organizzata da It’s Organic, rassegna di Veronafiere dedicata al Bio-ood and natural self-care, in programma i prossimi 9 e 10 novembre.

“Il mondo del biologico è sempre più eterogeneo e dinamico, sostenuto da politiche internazionali e con un volume di acquisti che, ormai, non sono più di nicchia: nel 2020 il 90% dei consumatori ha acquistato più di 3 volte un prodotto biologico – ha specificato la sociologa dei consumi Marilena Colussi –. Nemmeno il Covid, con le sue difficoltà, ha scalfito la consolidata propensione al biologico nei comportamenti di acquisto e di consumo”. E una ulteriore conferma arriva anche da Coldiretti che, sulla base dei dati Ismea relativi all’anno 2020, rivela che i consumi domestici di alimenti bio grazie alla svolta green e salutista degli italiani con l’emergenza Covid salgono alla cifra record di 3,3 miliardi di euro.

Tuttavia, complici anche gli enormi cambiamenti provocati dalla pandemia sia nel modo di fare la spesa, sia nel modo di vedere e percepire i valori del biologico, “si è alzata l’asticella delle richieste e delle aspettative da parte di molti consumatori, che chiedono prodotti più sostenibili, sani, sicuri, efficaci. È emersa – ha proseguito Marilena Colussi – una dimensione etica della sostenibilità”.

Le scelte dei consumatori, quindi, sono orientate verso prodotti più sostenibili, ottenuti con meno sprechi. “Il trend è meno quantità e più qualità nelle sue declinazioni di naturalità, tipicità, ma anche attenzione ad aspetti funzionali e salutistici, ad una dimensione più green che si estende al rispetto sociale e delle politiche di lavoro, al benessere animale, al corretto utilizzo delle risorse naturali, al packaging – ha puntualizzato la sociologa Colussi –. Anche una maggiore ricerca di sapori e un’attenzione all’equilibrio economico dei prodotti sono due variabili che il consumatore in era Covid ha posto sotto i riflettori”.

Biologico e sostenibilità, è quindi questa la vera sfida e assieme vanno anche comunicati – è emerso dalla tavola rotonda – non soltanto attraverso i numeri, il packaging o le certificazioni, ma anche attraverso l’area emozionale. Un QR code per presentare il produttore e raccontarne la storia, convengono i relatori, è sempre una strategia efficace.

Foto di copertina by Markus Spiske on Unsplash

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scritto da:

Maggie Ferrari

I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.

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