INTERVISTA: I SEGRETI DEL "SOTTOSCALA" DI MOTTOLA
Pubblicato il 8 giugno 2026
Al Sottoscala di Mottola, in provincia di Taranto, il Sushi dialoga col sapore italiano. In un anfratto suggestivo in Via Amendola 1, noto per l’aperitivo e la cucina fusion che unisce sushi, panini e piatti tradizionali, a dettare i tempi della filosofia eno-gastronomica c’è l’imprenditore ed esperto di marketing Nico Notaristefano. Il locale è diventato un punto di riferimento per serate mondane, oltre che di momenti per palati fini. Un centro di aggregazione, dopo essere stato a lungo agognato come un sogno vissuto da bambino da parte di Nico, il quale dice che "questo luogo ricordo che da piccolo era un circolo socio-culturale, che era frequentato da mio nonno, che con gli amici ci giocava a carte. Nel 2023, attraverso un investimento, abbiamo ridato vita al locale, che era rimasto chiuso per qualche anno dopo aver ospitato come ultima realtà una gelateria".

Perché il nome di Sottoscala? Lo si può comprendere andando a visitare l’accattivante struttura in pietra tipica dei paesi della Murgia, che si apre ai piedi di una rampa che conduce in discesa dal centro di Mottola sino alla Rotonda che ha un affaccio mozzafiato sul Golfo di Taranto. Non a caso Mottola è chiamata la "Spia dello Jonio" perché dall’alto dei 387 metri sopra il livello del mare, puoi osservare la spianata della parte occidentale della provincia tarantina, ponendo nell’obiettivo il capoluogo della Magna Grecia con il suo lungo litorale. Questo scenario da brividi viene frequentato anche dagli avventori del "Sottoscala", che ha portato nella provincia jonica la novità di un Sushi bistrot dalla qualità alta, oltre a fare anche da delivery di eccellenza.
"Il locale incontra l’esigenza culinaria raffinata dei nostri clienti - spiega l'ideatore Nico Notaristefano - che possiamo ospitare su 15 posti all’interno e 70 all’aperto, dove spesso organizziamo una ristorazione mista a situazioni musicali dal vivo". Quello che viene fuori dal Sottoscala è una esperienza, che unisce cibo buono, cocktail di qualità e atmosfera partecipata.

In un comune di 15mila abitanti come Mottola, segnato da una tradizione culinaria basata sui prodotti della terra, strettamente legata a una storia che affonda le radici nelle tipiche cave rupestri (qui Matteo Garrone ci ha girato alcune scene del suo film fantasy "Il racconto dei racconti"), la famiglia Notaristefano ha stravolto il concetto della tavola, portando la filosofia dello street food asiatico. "L’effetto - spiega ancora Nico - è integrare la cucina apicale italiana con il Sushi". Al Sottoscala ogni singola portata è una delizia, perché il rispettivo piatto è figlio di un format strutturato. Dal sushi alle pinse, dai poke ai frutti, dalle tartare ai dolci tradizionali, dal pan bao ai pancakes, dalle insalatone alle tartare. Particolarmente apprezzata è anche la linea dei drink di casa propria denominata "Sottosorsi" - realizzata dal barman Alessio Notaristefano - attraverso la quale vivere sensi animici ed identitari. Come lo "Scalu du Mango", capace di far esplorare i sapori vibranti del Brasile con la Caipirinha arricchita da una fresca salsa di mango. Oppure il "Malpensa tulum", che unisce idealmente un torinese e un milanese in vacanza a Tulum, con la mescolanza di Bitter Campari, Vermouth rosso di Torino e Tequila.
Questa ventata di internazionalità e di integrazione con le radici italiane è nel dna di Nico Notaristefano, che mostra con entusiasmo la propria "anima viaggiante, perché - spiega - quando il locale chiude il giorno dopo la Befana, dopo essere stato aperto da Pasqua, io volo verso mete esotiche, dalle quali apprendere nuove ispirazioni che possano arricchire la geografica enogastronomica del Sottoscala". Si perché in fondo la cucina segue l’onda circolare di un’esistenza, come il cerchio panoramico di Mottola, col punto ispirante delle Terrazze di Mezzogiorno (lungo via Matteotti) che regala un "bungee jumping" ideale sulla vallata dello Jonio. In questa dimensione filosofica il Sottoscala si pone come il cuore pulsante che affonda le sue radici nella famiglia.

"Il mio percorso professionale è iniziato a 16 anni, quando nel tempo libero andavo nell’azienda dove lavorava mio padre per apprendere l’arte della vendita" spiega Nico Notaristefano, che porta avanti la sua pregiata realtà eno-gastronomica anche insieme al padre Gianni che si occupa di logistica e al fratello Alessio, il re dei cocktail. Un’unione fatta di qualità e passione per la cucina, che fa la forza.