Rimorchio in tutti i dialetti d'Italia
Pubblicato il 14 luglio 2017
Paese che vai, usanza che trovi. Due anni fa la redazione di 2night era in "missione" in Sardegna. Durante una serata in discoteca si avvicina un ragazzo alla nostra Maggie Ferrrari - "mi praxiri" - mi ha detto. Abbiamo pensato fosse ubriaco oppure, arabo o greco, tutto al di fuori che italiano. Forse quelli ad essere ubriachi eravamo noi, fatto sta che non avevamo capito niente. Imperterrito il tipo si è riavvicinato, anche questa volta non usando una terminologia vicina al pianeta terra. "Non ci ollu provai ma mi praxiri". Al che Maggie gli ha detto di girarle a largo. Monica, la nostra referente per la sardegna è scoppiata a ridere svelandoci l'arcano. Il ragazzo forse era sì ubriaco ma al di fuori di straniero. Era semplicemente sardo. Monica ci ha tradotto il suo approccio, a nostro parere, alquanto folkloristico: "Non ci voglio provare ma mi piaci". Quante risate. Servirebbe un vocabolario tascabile anche per i dialetti italiani. Forse noi non abbiamo una grande propensione ai dialetti ma in certe località italiane non capiamo niente. Un po' come guarare la serie "Gomorra", senza sottotitoli non ce la facciamo.
Ci sono termini che è fondamentale conoscere anche nei vari dialetti italiani. Possiamo esserti utili durante le vacanze, soprattutto se scegli una meta molto gettonata, lì trovi di tutto, mezza Italia concentrata, con a presso tutti i suoi dialetti.
Oggi prendiamo in esame la parola RIMORCHIARE
VENEZIA tirar sarde
TREVISO cucàr
TRIESTE buttar sardoni
BOLOGNA intortare
BRESCIA andare a "fighe", cuccare
MILANO cuccare
MODENA impezzare
FIRENZE agganciare, beccare
PISA e TORINO baccagliare
ROMA annamo a rimorchià, annamo a rimorchio
BARI auandà (all’infinito) = prendere, acchiappare. Sì auandàt? = Hai rimorchiato?
LECCE sciamu a fimmene/masculi
NAPOLI acchiappare
SICILIA 'nzurtari (importunare... provarci)
SARDO ci ghettu s'isca ci getto l'esca
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