Un vulcano di donna di nome Titti Stomeo, ovvero come rendere vivace Lecce e non farsi scoraggiare da nulla

Pubblicato il 19 gennaio 2022

Un vulcano di donna di nome Titti Stomeo, ovvero come rendere vivace Lecce e non farsi scoraggiare da nulla

Trarre il meglio da ogni situazione, anche la più buia, e trasformarla in un’occasione di rinascita. Una filosofia di vita – complice il riavvicinamento al pensiero buddista - che si è rivelata vincente per la 40enne leccese Titti Stomeo, nota a tutti per essere stata la prima donna a organizzare concerti ed eventi di spessore in città. Ma non finisce qui. Dinamismo, caparbietà, sensibilità e costante voglia di mettersi in gioco, oltre a un percorso professionale in costante aggiornamento, infatti, hanno permesso a Titti di sfondare in diversi campi, che spaziano dall’enogastronomia al design di gioielli, con format creativi e di grande impatto.
L’abbiamo incontrata di recente, in occasione dell’inaugurazione della sua Vineria POP, e abbiamo fatto due chiacchiere davanti a un calice di vino.


Immagine di Riccardo Greco

Intervista a Titti Stomeo

Facciamo un bilancio dei tuoi primi 40 anni, tra passioni e successi. Il primo nel campo artistico – musicale, che ti vede organizzatrice di eventi con star di calibro nazionale e art director del Cantiere.
Non mi sono resa conto di come ci sono arrivata. Ma la carta d’identità dice così.
In ogni caso la passione per la musica, che mi ha trasmesso mio padre, risale all’infanzia, la cui colonna sonora era composta da un mix di pezzi di musica classica alternati a brani di artisti italiani degli anni ‘60.
Crescendo, ho indirizzato in questo settore anche i miei studi, laureandomi in comunicazione e proseguendo con la specializzazione in giornalismo musicale all’Università di Roma.
Infine, rientrata a Lecce, desiderosa di mettere in pratica le competenze acquisite con gli studi, ho iniziato a organizzare concerti e live nei locali, collaborando con band esordienti ma anche con musicisti affermati e riconosciuti a livello globale. Ricordo che avevo 26 anni e tanta voglia di affermarmi.

Nessuna donna aveva mai osato prima?
A Lecce non credo. La mia fortuna è stata quella di aver incontrato delle persone che hanno fin da subito riconosciuto la qualità e l’importanza del mio lavoro, dandomi spazio e fiducia per collaborare e, in alcuni casi, diventare direttore artistico del loro locale (Il Cantiere, appunto). Regalare alla città di Lecce un palco dove proporre concerti di un certo livello e aperti a tutti è stata una soddisfazione immensa, un sogno che si è realizzato. Era il 2017. Un anno di rinascita e di rivincite.

Immagine di Martina Loiola

 

Cosa rende accattivante una programmazione?
Oltre al gusto personale, che è soggettivo, cerco di contestualizzare la scaletta musicale e di tracciare un fil rouge tra i gruppi che seleziono, magari partendo da un’idea o da una tematica che ritengo importante. La musica, dunque, diventa anche un modo per sensibilizzare le persone e portarle a riflettere.

A proposito di eventi... da due anni a questa parte, come ben sappiamo, il settore ha subito una battuta d’arresto forzata. Cosa ci puoi dire a riguardo?
Mantenendo le distanze e riducendo di parecchio i numeri, Il Cantiere è forse una delle poche realtà d’Italia che sta continuando a fare musica. Ogni martedì, infatti, da 5 anni a questa parte, c’è la jam night, in cui oltre, alla band resident, chiunque può salire sul palco ed esibirsi, mentre il giovedì sera è dedicato band sempre diverse. Altro evento seguitissimo lo show Queens Invasions, che vede protagonista la splendida drag Tekemaya, e che ha una cadenza mensile (Covid permettendo). 


Immagine di Riccardo Greco

La tappa seguente ti porta a rilevare, con alcuni soci, il Mayapan – Tribù Notturne di Santa Caterina. E, per restare in tema di locali, lo scorso 12 dicembre, la stessa compagine alza le serrande della Vineria POP, nel cuore di Lecce.
Due locali fortemente voluti, che fanno della qualità la loro filosofia fondante, e dove trascorrere del tempo in ottima compagnia, sorseggiando un calice di vino o un drink, accompagnati da bruschette da capogiro.

Anche la Colazione è rigorosamente da Titti. Una linea di gioielli prodotta in collaborazione con il brand Mumati, a tema cornetto e caffè. Da dove hai preso ispirazione?
Il brand #colazionedatitti è nato per caso e si ispira a due delle mie grandi e smodate passioni: quella per il caffè da un lato e quella per tutto ciò che luccica dall’altro. Da questa simpatica idea, condivisa con una cara amica, Tiziana Musardo, è nata dunque una collezione di gioielli senza sesso e per tuttə. Da sempre, infatti, mi batto per sostenere la comunità LGBTQ +.


Immagine di Metropolitan Adv

Tre aggettivi per descriverti?
Testarda, umana, ironica.
Ma soprattutto mi piace aggiungere un asterisco di *qualità in tutte le cose che faccio. 

Come ti vedi tra 10 anni?
Spero realizzata e con la consapevolezza di essere in grado di reinventarmi sempre e ripartire da zero. In ogni caso mi vedo sempre in movimento e con un sacco di cose da fare!

Rinascere dalle avversità è anche un grande insegnamento della religione buddista, alla quale ti sei riavvicinata a seguito di un periodo difficile. È così?
Esatto. Grazie al buddismo ho imparato a essere più consapevole di me stessa, sia come donna che come professionista, a dedicare più tempo a me stessa, ma soprattutto ad accettare le avversità della vita, trasformando i punti di debolezza in punti di forza. Da quel momento la mia vita è esplosa, passando da 0 a 100 in un secondo.

Immagine di copertina di RIccardo Greco

  • INTERVISTA

scritto da:

Laura Sorlini

Vanta un’esperienza giornalistica competente e versatile maturata in anni di redazione. Appassionata di enogastronomia e turismo e sommelier, è alla continua ricerca di aspetti ed eventi da raccontare nelle rubriche che cura periodicamente per alcune delle più autorevoli riviste di settore.

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