I pub di Bologna per vedere le partite in compagnia e bere alla grande

Pubblicato il 3 novembre 2025

I pub di Bologna per vedere le partite in compagnia e bere alla grande

A Bologna il calcio è tornato ad avere un peso specifico nella vita di tutti i giorni. Dopo anni di piazzamenti anonimi, la città ha riscoperto il gusto dell’attesa, del conto alla rovescia per la prossima partita, dei cori che riempiono i bar molto prima del fischio d’inizio. La Coppa Italia alzata dopo mezzo secolo ha riportato in strada generazioni diverse, unite dallo stesso stupore. Ma è stata la notte della Champions a trasformare tutto: Piazza Maggiore gremita, le bandiere sotto il Nettuno, la città intera a cantare come se avesse appena vinto il titolo.
Da lì in poi, ogni partita è diventata un evento. Non si segue più in silenzio davanti al televisore: si vive nei pub, nelle birrerie, nei bar dove il calcio torna a essere un rito collettivo. Bologna offre una scena perfetta per questo: tra schermi, birre artigianali e tavoli pieni di voci che si mischiano ai gol. Da via Zamboni al Pratello, il tifo qui non si guarda — si condivide.

The Irish Spot


La via è quella delle lezioni, delle birre e dei cori spontanei dopo le partite del Bologna. Al numero 18 di via Zamboni, il Cluricaune fa da punto di riferimento a chi cerca una pinta e un po’ di calcio, senza troppe cerimonie. Dentro ci sono 120 posti a sedere sparsi per duecento metri quadri: tre banconi, tavoli stretti, sei TV più il maxischermo che domina la sala.
È un pub irlandese nato negli anni ’90 dove il calcio passa in tutte le lingue, dalle urla degli Erasmus alla cronaca di chi segue Premier o Champions. Non c’è servizio al tavolo, si ordina e si torna al posto: happy hour fino alle 20.30, poi via, si parte con le partite.
Da bere c’è la classica Guinness, ma anche stout artigianali con note di caffè e cioccolato e una buona selezione italiana. Da mangiare hamburger seri, fritti, waffle e il panino del mese — quello con il pulled lamb resta tra i più gettonati.
In estate si sta anche sotto i portici. Un tocco d'Irlanda in via Zamboni.

Clauricane Irish Pub
Via Zamboni 18/B, Bologna
Tel. 051263419

Luppolo di montagna 


Poco più avanti, accanto a piazza Verdi, si passa dall’Irlanda al Sudtirol. Il Cluricaune lascia spazio allo Spiller, birreria di taglio altoatesino dentro un palazzo quattrocentesco che un tempo ospitava i Malvezzi. Oggi il legno è nuovo, il bancone centrale domina la sala unica, e tra le 11 spine Forst l’odore è quello di Felsenkeller non filtrata, Sixtus doppio malto, Heller Bock, Kronen.
Centosettanta posti tra dentro e dehors sotto i portici, schermi distribuiti e il rumore giusto per seguire Serie A con un boccale davanti.
Stinchi, canederli, gulasch e panini gourmet con carne di qualità a condire il tutto. Un pezzo di Nord tradotto nel caos universitario.

Spiller
Via Zamboni 26, Bologna 
Tel. 0510011191

Prosegui dritto

La via del calcio bolognese piega verso via delle Moline, dove il Bounty tiene le luci accese anche quando il resto del centro chiude. È un risto-pub informale, con tavoli stretti, tv accese e quell’aria da serata lunga che si riconosce subito.
Dentro e fuori ci saranno un centinaio di posti, e un flusso costante di studenti che passano per una pizza, un hamburger o una birra prima del fischio d’inizio. Le partite si guardano ovunque e ti attraggono da fuori mentre passeggi. Impossibile non fermarsi almeno per controllare il risultato. Dentro, tra un boccone e l’altro, hai il torcicollo perché non sai quale schermo guardare. Il locale apre a pranzo e va avanti fino alle quattro o cinque del mattino nel weekend: perfetto per chi dopo la partita non ha voglia di tornare a casa.
In carta c’è di tutto: pizze, fajitas, tacos, hamburger, piadine, piatti italiani e messicani mescolati come il pubblico. Prezzi accessibili, atmosfera universitaria e birre alla spina che cambiano spesso.

Bounty
Via delle Moline 6/A, Bologna
Tel. 051 6569289

L'immortale


Se ci fosse davvero, il Santo Bevitore arriverebbe in ritardo. Entrerebbe piano, quando in tv c’è Sassuolo–Cagliari e il locale è già pieno. Lasciata la giacca sulla sedia, ordinerebbe una stout e guarderebbe lo schermo appoggiato al bancone.
Il nome di questo locale viene da Joseph Roth, dal racconto del ’39 in cui un vagabondo ritrova fede e dignità grazie a una moneta e a un bicchiere. E a Bologna quella storia ha preso forma concreta in via Galliera. Negli anni ’70 il bar si chiamava Shangri-La, come la valle perduta del romanzo Lost Horizon di James Hilton: un luogo nascosto tra le montagne del Tibet, dove il tempo si ferma e chi entra non vuole più uscire. Era il sogno di un rifugio ideale, e in fondo questo posto lo è ancora, solo con più rumore e meno silenzio.
Ventuno spine che cambiano di continuo, birre trappiste e artigianali italiane, crostini, brasato, tagliatelle, stinco, hamburger.
Poi quando Berardi segna su punizione, al minuto ottantatré, qualcuno rovescia mezzo bicchiere. Lui — il Santo Bevitore — alza il suo, brinda piano e scompare tra il vapore del bancone. 

Il Santo Bevitore 
Via Galliera 62/B, Bologna
Tel. 339 2660918

The English Job


Le luci basse, il legno scuro, le maglie appese al soffitto come bandiere di un impero calcistico. Al Victoria Station l'ispirazione è chiara: la stazione londinese che non dorme mai. Solo che qui, in via Zanardi, invece dei treni partono pinte di Harp, Lucifer e Guinness.
Il locale è mastodontico: più di duecento coperti, venti schermi, tre maxischermi e un bus inglese rosso sospeso nel cuore del pub. È il tempio del calcio in formato birra, dove la Premier League e la Serie A convivono nello stesso rumore di fondo.
Il bancone corre lungo tutta la sala, fiumi di schiuma e voci. In cucina, hamburger homemade, pie di carne, crescentine e taglieri. L’irish coffee è un rito, panna e whisky serviti con la calma di chi sa che la notte durerà.
La partita si guarda ovunque, anche riflessa nei boccali. È l’Inghilterra che si è fermata a Bologna, e da quarant’anni non ha più preso l’ultimo treno.

Victoria Station
Via Francesco Zanardi 76, Bologna
Tel. 051 6346062

Bolognina United

La porta verde riflette la luce del neon come in una sera di Manchester. Dentro, il tempo cambia passo: buio, luci soffuse, pareti coperte di sciarpe e gagliardetti di ogni squadra, dal Boca Juniors al Chelsea. Il Black Fire Pub di via Serlio, cuore della Bolognina, ogni weekend diventa un piccolo stadio con spine accese e occhi fissi sui maxischermi. Danno tutta la Serie A e la Champions. In settimana è il checkpoint perfetto per chi, dopo aver lasciato l'anima su un campetto del Dlf, vuole godersi il secondo tempo di Arsenal - Borussia Dortmund
Il menu è un manifesto da pub inglese: fish & chips, club sandwich “Old England”, salsiccia alla piastra, cotoletta da 300 grammi, spezzatino di manzo e alette di pollo. Poi i panini con nomi da cult — Mario Brega, Belfagor, Skiantos — e birre che scorrono generose, dalle bionde più classiche alle IPA più robuste.
È un'isola di calcio di periferia da godersi con una Guinness che accompagna il recupero. Poi quando finisce la partita, qualcuno batte il pugno sul tavolo: è l’unico modo, qui, per dire che bella serata.

BlackFire Pub 
Via Raimondi 21/2A, Bologna
Tel. 051 4125291

Il bar di Sante


Mutenye” non vuol dire niente, o forse vuol dire tutto. È un nome nato per suono, come certe parole africane che sembrano musica. Lo scelse Sante Notarnicola, poeta e rivoluzionario, che dopo anni di carcere — scontati per la partecipazione alla cosiddetta banda Cavallero, accusata di rapine a scopo politico negli anni ’60 — aprì questo bar nel ’95, nel cuore del Pratello.
Oggi il bancone è pieno di studenti, residenti, curiosi. Dentro il legno resta scuro, e dietro la porta in fondo c’è la sala delle partite: due tv, pochi tavoli e concentrazione massima. Si guarda la Serie A, si parla di Bologna, si commentano i rigori come si farebbe con una poesia di Sante — tra rabbia, ironia e passione civile.
La Spaceman IPA o la Edelstoff sono solo il contorno di un luogo che vive ancora la sua doppia natura: sociale e sportiva, ideale e quotidiana.
E quando la partita finisce, qualcuno al bancone dice piano: “Se Sante fosse qui, brinderebbe pure lui — ma per qualcosa di più grande di un gol”.

Muntenye
Via del Pratello 44/A, Bologna
Tel. 051 0313675

Bier und Fußball


Porta scorrevole, bancone a vista, l’odore di luppolo appena entri. A due passi da via Indipendenza c’è una birreria con più di dieci TV e una saletta interna che nei weekend diventa curva: divanetti, tavoli e il Bologna in diretta. In primavera invece, si esce: tavolini fuori, boccali pieni, Serie A in sottofondo a ogni ora e Nico dietro al bancone che accoglie tutti con un “Ciao ragazzo, cosa ti do?”.
Il nome è un brindisi tedesco, Ein Prosit, “alla salute”. Alla spina scorrono Pils, Weiss, Salvator e St. Thomas, ma la Paulaner domina incontrastata con ettolitri che vengono spillati ogni notte. Chi vuole può spingersi fino ai menu “Hell”, “Weiss” o “Champion”, veri percorsi di degustazione in stile Monaco. In cucina regnano würstel e crauti: Norimberga, Meraner, Currywurst, Crainer al formaggio. Spazio anche a spätzle, stinchi, gulasch e taglieri bavaresi.
Un centinaio di posti tra interno ed esterno, camerieri giovani e ritmo da partita. 

Ein Prosit
Via Cairoli 2/C, Bologna
Tel. 051 243138

Avamposto Rossoblù

Prima che la curva diventasse un luogo fisico, a Bologna aveva già un bar. Il Bar Carlo, in via Andrea Costa, è lì da quasi un secolo — lo stesso tratto di strada che porta dritto al Dall’Ara. Fondato da Carlo Cassanelli negli anni ’30, quando vendeva anche sale e tabacchi, è diventato negli anni il punto di ritrovo dei tifosi rossoblù, la casa non ufficiale (ma riconosciuta) del Bologna FC. Dentro, tutto parla di calcio: gagliardetti, foto ingiallite, sciarpe appese come trofei e tv sempre accese.
Da qui sono partiti cortei di tifosi diretti allo stadio, brindisi pre-partita, urla post-vittoria. È il bar che tiene insieme le generazioni: quelli che hanno visto lo scudetto del ’64 e i ragazzi che hanno pianto di gioia per la Champions conquistata. Ogni partita comincia con un caffè o una birra, ogni discussione finisce col nome di un allenatore gridato al banco.
Il menu è quello dei bar di quartiere che non hanno mai ceduto al tempo: panini, tramezzini, paste fresche e birre fredde. Ma è l’atmosfera che conta — quell’odore di casa mista a tabacco e nostalgia, di parole che si ripetono da settant’anni: “Quest’anno sì che torniamo in Europa”.

Bar Carlo
Via Andrea Costa 37/A, Bologna
Tel. 051 6145236


Foto tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
In copertina: Cluricaune.

  • VEDERE LE PARTITE

scritto da:

Lorenzo Trisolini

Classe ’94, curioso per natura e sempre con lo zaino pronto. Dopo una laurea a Bologna e un’esperienza in Australia, ci sono tornato sei anni dopo, scoprendo una città che sa sempre sorprendermi. Osservo, ascolto e racconto quello che vale la pena vivere

×