Cicchetti e lusso a Venezia: la mia esperienza a Bacaromi

Pubblicato il: 3 febbraio 2020

Cicchetti e lusso a Venezia: la mia esperienza a Bacaromi

​Un bacaro di lusso a Venezia. Quando mi hanno detto che ci sarei dovuta andare a cena ho sgranato gli occhi: bacaro di lusso mi strideva nelle orecchie come il famoso 'ghiaccio bollente' che usano a scuola per spiegarti l'ossimoro. E invece. 

Bacaromi è uno dei ristoranti dell'Hilton Molino Stucky sull’isola della Giudecca a Venezia. Costruito tra il 1884 e il 1895, lo stupendo edificio neogotico che ad oggi ospita l'hotel e i suoi ristoranti fu dapprima un molino, appunto. Questo fino al 1955, anno in cui, dopo un lento declino iniziato già nei primi del '900, fu chiuso. Acquisito nel 1994 dalla società Acqua Pia Antica Marcia e restaurato nel 1998, è nei primi anni 2000 che torna a splendere quando Hilton Hotels lo trasforma in un hotel di lusso, aprendolo finalmente al pubblico nel 2007. Qualche anno più tardi, nel 2013, apre anche il Ristorante Bacaromi.

La prima impressione è quella di un locale che mescola l'atmosfera di un tradizionale “bacaro” con l'aspetto di un ristorante di design internazionale. Lo si avverte appena si varca la soglia: luci calde, mobili e decorazioni rigorosamente "vintage", pavimento con stupendo mosaico di piastrelle colorate, pareti con mattoni a vista e pilastri in ghisa che riportano alle vecchie osterie di Venezia. 

I dettagli, però, sono presentati con uno stile moderno e glamour: tavoli e sedie progettati dal famoso interior designer Paolo Lucchetta; salumi e cicchetti esposti in modo elegante ma informale. Tre lavagne al muro mostrano il menu e le specialità del giorno. I vini, principali protagonisti di ogni bacaro che si rispetti, esclusivamente dalla zona del Triveneto.

Ci ha accolte il simpaticissimo Maître d' Giovanni Burrafato, che ci ha coccolato per tutta la sera, con professionalità ma sempre con occhio attento ai dettagli. Il ristorante ospita fino a 40 persone, ma nei mesi caldi, ospita fino a 100 persone con tavoli allestiti sullo splendido plateatico affacciato sul Canale della Giudecca.

Godendoci due Spritz per aperitivo e la vista sul canale, abbiamo controllato il menu.

La cucina è nelle abili mani dello chef Ivan Catenacci, alla guida anche di Aromi, l’altro ristorante dell'Hilton, e il menu rispecchia la volontà di abbracciare la tradizione, presentandola, però,  in chiave moderna, sia al pubblico italiano che quello internazionale.
 
Il menu cambia regolarmente, con piatti tipici della gastronomia veneziana e diversi tipi di "Cicchetti". Le descrizioni sono prima in dialetto veneziano, poi in italiano e infine in inglese. I piatti d'autore sono il cestino di "Fritto Misto" e la "Pasta e Fasoi", ma il pesce e i frutti di mare tipici della laguna veneziana la fanno da padroni.
 

Iniziamo con un tagliere di affettati (Prosciutto di Montagnana, Soppressa, Speck, Mortadella) e di formaggi (Asiago, Montasio, Pecorino con le noci, Parmigiano), abbinati a un bianco Friulano Colli Orientali del Friuli DOC. I salumi sono saporiti e le porzioni molto abbondanti, i formaggi cremosi e gustosi. Il cestino del pane è colmo di panini fragranti e focacce.

Appena Giovanni scopre che ho una lieve intolleranza al glutine, corre subito in cucina e fa tostare del pane senza glutine. Se hai problemi d’intolleranze e allergie, non esitare a menzionarlo allo staff al momento dell’ordine: faranno tutto il possibile per venirti incontro.
 
Ordiniamo poi il famoso “Zesto de fritura de pesse misto co verdure e patate crocanti” e del "Filetto di Branzino con carciofi di Sant’Erasmo e patate".
 

La frittura è un tripudio di sapori di mare e di terra, molto abbondante, per due persone: una scelta molto varia di pesce di laguna, e di verdurine del territorio. Deliziate dalle rape fritte! Una delle fritture più leggere e croccanti mai provate!

Il filetto di branzino è superlativo: spesso la pelle del pesce, dopo la cottura, risulta molle; né appetibile, né allettante da vedere. Qui è resa leggera e croccante, aggiungendo un effetto cromatico a una ricetta classica.  Patate e carciofi cotti alla perfezione.

Sebbene sazie, non abbiamo resistito ai dolci fatti in casa. Una meringa con fragole e salsa alla vaniglia: dolce, voluttuosa e leggera, quasi polverosa in bocca: ossia, perfetta!

E una "Sbrisolona", tipico dolce che qui nel Veneto chiamiamo anche "rosegotta" e "fregolotta, friabile e profumata, servita tiepida con un gelato alla vaniglia fatto in casa.

Personale discreto, veloce e gentile. Una location particolarmente indicata per una serata di coppia o tra amici. Non è un'esperienza economica come un classico bacaro, ma sicuramente molto piacevole, che vale la pena assolutamente provare, soprattutto per chi non conosce Venezia.

 

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scritto da:

Monica Cesarato

Food blogger e consulente culinaria, che organizza anche lezioni di cucina veneziana. I suoi articoli sono stati pubblicati su La Gazzetta Italiana, Partaste, The Local e molti altri Food & Travel blogs internazionali. Ha partecipato con Alex Polizzi nella serie TV Secret Italy.

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