Mangiare un piatto di bigoi seduti Sotto il Salone di Padova: un sogno che si realizza in questo locale

Pubblicato il 7 dicembre 2022

Mangiare un piatto di bigoi seduti Sotto il Salone di Padova: un sogno che si realizza in questo locale

Novembre in centro a Padova è partito con il botto e non solo per le tante luci che iniziano a colorare le splendide vie della città, gli alberi addobbati che - anche se forse sempre prima - fanno capolino nelle nostre passeggiate o il freddo che (lo so, non piace a tutti ma serve) è finalmente arrivato a trovarci. 
Novembre infatti porta con sé una grandissima novità che è forse quasi un po’ una rivoluzione: qualcuno ha avuto la bellissima idea di aprire una sorta di “ristorante” (che ha la rapidità del fast-food) Sotto il Salone di Padova. 

Dove la storia incontra il progresso 

È il 2008 quando Fulvia Furlanis - titolare, mente e cuore di Pastasuta - inizia il suo percorso con la pasta fresca, sua grandissima passione da tanti anni. Un inizio che è stato un po’ come un salto nel vuoto per una donna che ha scelto sotto tutti i punti di vista di “buttarsi”, lasciando la sua professione e inseguendo un sogno: quello di aprire un piccolo laboratorio di pasta fresca totalmente artigianale nella sua città. 
Circa quattordici anni dopo, tantissimi successi e ancor più nastri inaugurali tagliati (Pastasuta è oggi presente con un primo locale anche a Parigi, ma non è finita qui) Fulvia ha deciso di rivoluzionare quello che era il suo “locale” di pasta take away del Sotto Salone, trasformandolo in una sorta di ibrido: la qualità del ristorante, la velocità di servizio di un fast food ma una grande novità ovvero i posti a sedere. 
Insomma, in poche parole, l’alleato perfetto per tutti quelli come noi che non hanno mai abbastanza tempo, ma a un piatto di pasta non rinunciano. 

Dal laboratorio al “ristorante” con la solita artigianalità

Non è disposta a scendere a compromessi quasi su nulla Fulvia, che ha capito in tutti questi anni prima con il solo laboratorio, poi con il servizio take away che la qualità, l’artigianalità, il giusto prezzo e una filiera corta e controllata sono gli elementi in grado di fare sempre la differenza. 
Una sorta di “piatto componibile” che soddisfa le esigenze di tutti, anche di chi ama gli abbinamenti azzardati o i saporai più legati alla tradizione. 
La pasta fresca è a scelta tra caserecce, fusilli, tagliatelle e bigoli mentre i sughi sono un tripudio e un’ode al nostro essere italiani: dalla cacio e pepe alla gricia, dal ragù alla bolognese al “semplice” pomodoro. 

Sempre presente una lasagna del giorno e una selezione di ravioli di stagione - altro grande cavallo di battaglia del marchio - con menzione particolare per radicchio di Treviso e taleggio, zucca mantovana o cacio e pepe: ‘na bomba! 

Mangiare Sotto il Salone: che ben! 

Il locale è stato completamente ristrutturato per offrire alla clientela la possibilità di pranzare (o cenare) seduti comodamente al tavolo interno. Sempre presente poi l’ampio plateatico esterno su Piazza delle Erbe e qualche seduta che regala la vista dalla più famosa “galleria” della città. Quasi una cinquantina di posti a sedere totali e un servizio molto rapido e sempre sorridente, perfetto per soddisfare le esigenze di tutti: dallo studente al lavoratore. 
Menzione particolare va alla scelta di ristrutturare sì, ma di farlo in maniera conservativa: i muri del 1200 sono a vista e sono bellissimi! 


Il locale a breve introdurrà anche un menù pensato ad hoc per l’aperitivo, con qualche ottimo stuzzichino particolare nonché un menù più “strutturato” per la cena con, perché no, degli ottimi piatti di pesce e dei dolci. 

Per la sola vendita di pasta fresca resta attivo il laboratorio Via Cavalletto 32, nel locale Sotto il Salone invece, possibile solo il ritiro dell’ordine (previa ordinazione). 



Foto interne di MagnaPadova 


Pastasuta, 
Sotto il Salone 54/55, Padova 
Tel. 3921219262

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scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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