Il meglio della filiera corta in una coppetta. Sbrino gelatificio contadino punta sulla qualità del latte, sulla frutta fresca di stagione, su materie prime di qualità per gusti che lasciano il segno. Dietro il nome Sbrino ci sono due coppie: sono Fabiana e Simone e Giusi e Ario; hanno le idee chiare. Il gelatificio contadino è infatti solo una tappa di un percorso cominciato con il ristorante Podere 39 e proseguito con un negozio di pasta fresca sempre in via Senese.
Il gelato di Sbrino arriva comodamente a casa, ecco come

Come è nato il gelato di Sbrino


L’idea del gelato è partita dal latte biologico di Castrogiovanni di Volterra: Giusi ha pensato di sfruttare al meglio questo prodotto senza aggiunta di panna e soprattutto stabilizzato naturalmente che arriva dall’azienda agricola dei genitori. Così grazie all’esperienza di Simone è nato il progetto Sbrino che ad oggi già conta tre gelaterie a Firenze: la prima aperta in via dei Serragli e dove si trova il laboratorio, la seconda in via Senese e la terza in piazza Gaddi inaugurata l’anno scorso appena tre giorni prima del lockdown.

Cosa rende speciale il gelato di Sbrino


I vari gusti vengono realizzati con prodotti biologici a cominciare dal latte, la crema è fatta con le uova. Per i gusti alla frutta si usano limoni, fragole, frutti di bosco e quant’altro arriva dal mercato ed è di stagione. Può sembrare scontato ma non lo è. Al fine di utilizzare il minor quantitativo possibile di zucchero, la frutta viene tagliata e messa a macerare 3-4 giorni in frigo per tirare fuori i suoi zuccheri. In linea di massima tutti i gusti sono realizzati con prodotti italiani ad eccezione del gusto Speculoos, un omaggio ai sottili biscotti speziati con cannella, chiodi di garofano e cardamomo, tipici del Belgio e dei Paesi Bassi.

Ogni gusto una storia da raccontare


Per ogni gusto quindi c’è una lavorazione da eseguire e una storia da raccontare: ecco perché da Sbrino amano spiegare passo per passo come preparano il loro gelato. Non basta la tecnica, c’è anche una ricerca in termini di materie prime e non sempre la scelta è quella che si potrebbe pensare la più scontata: il pistacchio non è di Bronte ma arriva di Stigliano ed è di ottima qualità come la nocciola dei Nebrodi, lo zabaione con Marsala superiore dei Fratelli Lombardi.

Alcuni gusti sono gluten free: vedi sorbetti e cioccolato fondente Modica 75; altri sono vegani e vengono serviti con tanto di cialda vegana. Per i sorbetti viene utilizzata acqua toscana, dettaglio anche questo non secondario perché influenza non poco il risultato finale. Tra i gusti che non mancano mai pistacchio e nocciola, gli altri variano a seconda della stagione e di quanto arriva dall’orto o dal mercato. D’estate di solito la proposta spazia tra 15 creme, 8 sorbetti e 6 granite (dalle classiche di agrumi e al caffè fino a quelle alla liquirizia e alla mandorla). Ci sono poi le granite alcoliche chiamate anche Aperisbrino: in carta Negroni, Caipiroska, Mojito, cocomero e vodka. Le granite proposte sono nella versione siciliana, quindi l’alcol è mantecato con la granita per una migliore riuscita.

Take away e delivery tra vaschette, coni e...


Un discorso a parte meritano i coni e le coppette. I primi arrivano dall’azienda Cono Firenze che produce da oltre sessant’anni coni artigianali. Le coppette sono ecofriendly come tutto il materiale destinato per take away e delivery. Il servizio di asporto è attivo nelle tre gelaterie del brand: le coppette vengono vendute con un coperchio di plastica per renderle adatte per l’asporto, mentre al momento non è possibile acquistare i coni. In alternativa ci sono le vaschette da asporto, realizzate in materiale compostabile, e con scomparti interni per far sì che i gusti restino ben distinti tra di loro. Il delivery viene svolto attraverso la piattaforma Uber Eats.
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