Tra le vigne da sempre

Pubblicato il: 17 giugno 2020

Tra le vigne da sempre

Veronese doc – come i “suoi” vini –, Michele Graziani, nato a Fumane ed esperto conoscitore del mondo enologico, da due anni si dedica con entusiasmo, curiosità e serietà all’Enoteca Santa Maria nel cuore della Valpolicella, a Negrar.
 
Michele, come nasce la passione per il vino?
«Da sempre la mia vita è nel vino, provengo da una famiglia che storicamente è legata alle terre della Valpolicella e alla vigna. Dopo la laurea in Economia aziendale – la mia tesi aveva come argomento uno studio sul mercato del vino – sono andato in Inghilterra per lavorare on un importatore inglese di vini. Al mio ritorno in Italia ho avuto modo di fare esperienza nel commerciale per alcune aziende vitivinicole. Poi mi è arrivata la proposta di rilevare l’Enoteca Santa Maria, aperta da una decina d’anni, e dall’aprile del 2018 gestisco questa realtà con dedizione e grande entusiasmo.»


 
Quale è era la tua idea di wine bar?
«Nella Valpolicella la presenza di enoteche e mescite è molto vasta, ma anche molto legata al territorio, io ero convinto che ci fosse la possibilità per una proposta più articolata in questo campo. Volevo dare alla clientela la possibilità di degustare etichette e credenziali che a quel tempo non si provavano.»  
 
Che tipo di proposta offri?
«Per la mescita, una proposta che sia profonda e diversificata. Non solo vino della Valpolicella. Noi spaziamo davvero tanto e la mia idea è stata vincente. Il seguito c’è. Il mio cliente chiede la novità o la scoperta del giorno. Si fa guidare. Insomma, vuole andare oltre a quella che è la sua abitudine.»  
 
Come trovi le etichette per il tuo locale
«Assieme ai miei collaboratori, Gaia e Stefano, esperti conoscitori del vino, facciamo esperienze, presenziamo alle fiere più importanti, partecipiamo a degustazioni in giro per il mondo. Inoltre, attraverso i distributori che vengono in enoteca possiamo testare i prodotti in catalogo.»


Come vedi il tuo futuro?
«I sogni sono tanti. Per esempio, ampliare la scelta food sia come proposta in vendita che in somministrazione, nella formula in stile bistrot, facile, che si adatti sempre ai vini in mescita.»
 
Quanto è importante per te la cultura del vino?
«Molto. Sono convinto che si debba avere un approccio responsabile di conoscenza in ciò che si beve. Per esempio, stiamo riorganizzando i corsi di avvicinamento al vino, non troppo tecnici. In quattro serate si dà una visione globale su quelle che sono le macro zone, i sentori, gli abbinamenti. Sono dedicate a chi non vuole intraprendere un percorso troppo impegnativo e professionale.»


 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Serena Dei

Laureata in Giurisprudenza, Serena Dei è giornalista pubblicista e scrittrice. È editor di opere inerenti a cucina, enogastronomia, benessere, attualità e infanzia; collabora con varie testate e case editrici.

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