Le opere di 4 grandi architetti che puoi vedere gratis a Venezia
Pubblicato il 2 agosto 2016
Venezia non è un paese per vecchi. Non solo almeno. Da qualche anno in città si muove qualcosa e tra i palazzi settecenteschi sbucano sempre più commissioni per l'arte contemporanea (con mal di pancia e polemiche annesse).
Non si può negare che per la prima volta l'amministrazione pubblica della città, quando ormai si temeva il coma irreversibile, ha comissionata a un artista contemporaneo una grande opera cittadina. Il risultato, esteticamente parlando, è superbo. Chi può dire il contrario?
Alla Querini Stampalia nel 1994 hanno affidato a Mario Botta, architetto ticinese, la costruzione di una galleria e di un auditorium che continuasse l'opera di Carlo Scarpa che aveva lavorato nel giardino e in un'ala del pian terreno del palazzo. Entrambe le opere sono accessibili dalla biblioteca.
Il restauro del piano terra e del giardino della Querini Stampalia a opera di Carlo Scarpa risale agli anni '50, si può vedere facilemente entrando in biblioteca. Negli anni '80 invece l'architetto ha risistemato l'entrata del palazzo che ospita la sede dell'università di architettura, lo IUAV.
Quando passate davanti alla porta, nel campo dei tolentini, notate come l'architrave sulla destra non ha nessun punto d'appoggio.
Anche qui soldi privati, per la precisione quelli del collezionista d'arte François Pinault (peraltro suocero di Salma Hayek), che dal 2007 al 2009 ha restaurato il magazzino di Punta della Dogana con l'aiuto dell'architetto giapponese Tadao Ando. L'ingresso alla sala esposizioni è a pagamento (per i residenti c'è il biglietto ridotto) ma al Teatrino, recente restauro a Palazzo Grassi, si accede gratis.
Foto di copertina di Eugenio56 da Flickr
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scritto da:
Filologa, ma sto tentando di smettere con una terapia d'urto a base di ristoranti. Per passione cucino, scrivo ricette, (in)seguo gli chef e cerco ristoranti capaci di tenere testa alla mia indole ipercritica da signorina Rottermeier.